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“IL PIANO DI VANNACCI È DI FAGOCITARE MELONI” – PARLA LUCA SFORZINI, L’EX IDEOLOGO DI FUTURO NAZIONALE, RIPUDIATO DAL GENERALE: “A PALAZZO CHIGI VUOLE ANDARCI LUI. QUANTO ALLA LEALE COLLABORAZIONE, CHIEDERE A SALVINI. PENSAVO A VANNACCI COME A UN DE GAULLE ITALIANO. MI SONO SBAGLIATO DI GROSSO. C’È STATO UN PERIODO IN CUI CI SENTIVAMO VIA WHATSAPP ANCHE TRE VOLTE AL GIORNO. DOPO, NO. C’È UN CERCHIO MAGICO TOSCANO-CENTRICO DI POCHE PERSONE ATTORNO AL GENERALE, IO LE CHIAMO ‘LE CORNACCHIE NERE’”…

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Francesco Grignetti per la Stampa - Estratti

 

VANNACCI SFORZINI

Si era autodefinito «grillo parlante», Luca Sforzini, l’ideologo ripudiato dal generale Vannacci. All’inizio dell’avventura di Futuro Nazionale, Sforzini aveva avuto un certo ruolo. Poi però è calato il gelo. Più Vannacci imbarcava personaggi di estrema destra, più Sforzini si sentiva a disagio. Nelle chat volavano insulti. Ora che è stato espulso, Sforzini ammette: «Pensavo a Vannacci come a un De Gaulle italiano. Mi sono sbagliato di grosso».

 

«Senza una telefonata, né una contestazione. Con un comunicato stampa. Va da sé che è contro ogni disposizione statutaria. Non che mi interessi. Ma i modi dicono molto: lì dentro vige una concezione autoritaria, antidemocratica e settaria».

 

Quando se n’è accorto?

«Un segnale mi aveva colpito, a giugno, a Roma, quando ci fu il congresso costitutivo. Poteva parlare soltanto chi era stato scelto dalla segreteria. E prima, comunque, bisognava avere mandato il proprio intervento per iscritto. Questo per dire di come intendono la dialettica interna».

Comunque, bene o male, le cose sono andate avanti.

Luca Sforzini

«C’è stato un periodo in cui ci sentivamo via Whatsapp anche tre volte al giorno. Dopo, no».

 

C’è stata una involuzione?

«È nato un cerchio magico di poche persone che lo attorniano, toscano-centrico, ristretto tra Viareggio e Marina di Pietrasanta. Io le chiamo le “cornacchie nere”».

 

Un esempio?

«Potrei citare quel responsabile regionale del Veneto che ha scritto in un comunicato “l’Islam è incompatibile con l’Italia”. A parte il piccolo particolare della Costituzione che garantisce libertà di religione a tutti, mi domando: nel nostro contesto geopolitico come pensa quel signore di dialogare con i Paesi del Mediterraneo produttori di petrolio?».

 

Roberto Vannacci Luca Sforzini

Non è un mistero che la «feccia» del generale abbia tanta nostalgia del Ventennio.

«L’ho detto già più volte: Futuro Nazionale è su un crinale. Nella società ci sono sentimenti, alimentati dalla paura, che coincidono con i peggiori incubi del Novecento».

Diamogli un nome: razzismo, antisemitismo, xenofobia, omofobia, rabbia contro le donne...

«Questi sentimenti sono presenti massivamente nel partito. Ora, un conto è farsene carico, rielaborarli in modo da non escluderli dalla politica per non ripeteree l’errore commesso negli Anni 70 con gli extraparlamentari di sinistra, altro conto è consegnargli le chiavi di casa».

 

 

(...)

Date le premesse, il generale prenderebbe ordini da una donna come Meloni?

«Vannacci progetta di fagocitarla. A palazzo Chigi vuole andarci lui. Quanto alla leale collaborazione, chiedere a Matteo Salvini».

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