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E IN UCRAINA CHE SUCCEDE? - LA SITUAZIONE SUL CAMPO SI STA FACENDO COMPLICATA PER KIEV E LA FLESSIONE NEL SOSTEGNO MILITARE EUROPEO RISCHIA DI FAVORIRE LA VITTORIA DI PUTIN - IERI L'ALTO RAPPRESENTANTE BORRELL HA CHIESTO AI MINISTRI DELLA DIFESA DEI 27 DI DARE LA PRECEDENZA ALLE MUNIZIONI DESTINATE A KIEV - IL SEGRETARIO DELLA NATO STOLTENBERG: “LA SITUAZIONE È DIFFICILE E QUESTO CI DEVE SPINGERE ANCORA DI PIÙ AD AIUTARE L'UCRAINA: NON POSSIAMO PERMETTERE A PUTIN DI VINCERE”
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”
La situazione sul campo di battaglia si sta facendo sempre più complicata per l'Ucraina e la flessione nel sostegno militare europeo potrebbe favorire la vittoria di Vladimir Putin. Il doppio allarme è risuonato ieri nella sede del Consiglio Ue di Bruxelles dove si sono riuniti i ministri della Difesa dei Ventisette, ai quali l'Alto Rappresentante Josep Borrell ha chiesto di rivedere le priorità negli ordini all'industria per dare la precedenza alle munizioni destinate a Kiev.
All'incontro era presente anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che ha avvertito gli alleati: «La situazione sul terreno è difficile e questo ci deve spingere ancora di più ad aiutare l'Ucraina perché non possiamo permettere a Putin di vincere questa guerra».
Tra i nodi da sciogliere, il piano per consegnare un milione di munizioni a Kiev entro marzo. «Non riusciremo a raggiungere quota un milione» ha ammesso Boris Pistorius, ministro della Difesa tedesco. Anche perché a oggi i Paesi Ue sono riusciti a consegnare soltanto 300 mila pezzi, meno di un terzo, provenienti essenzialmente dalle scorte. […] Il problema è legato alla capacità produttiva dell'industria europea che non si sta rivelando in grado di stare al passo con la promessa.
volodymyr zelensky e vladimir putin 1
Per il commissario Thierry Breton, […]: «Da febbraio la capacità produttiva di munizioni nell'Ue è aumentata del 20-30%. […]». Ancor più esplicito Borrell: «Oggi circa il 40% della produzione viene esportato in Paesi terzi, quindi il problema non è la mancanza di capacità produttiva, ma la destinazione. Chiediamo quindi agli Stati di modificare gli ordini per dare priorità alla produzione per Kiev».
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