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Da ansa.it
Finiranno nel fascicolo dei pm romani titolari dell'inchiesta su appalti della Consip - la centrale di acquisti della pubblica amministrazione - gli sms ricevuti da Michele Emiliano, nei quali l'allora sottosegretario e oggi ministro dello Sport Luca Lotti suggeriva un incontro con l'imprenditore farmaceutico Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi, il padre dell'ex premier.
I messaggini saranno acquisiti mercoledì prossimo agli atti del procedimento, che è uno stralcio dell'inchiesta avviata a Napoli e inviata nella capitale per competenza territoriale. Si tratta del giorno in cui sarà ascoltato come testimone il governatore della Puglia e candidato alla segreteria del Pd, che ieri aveva escluso con nettezza l'ipotesi di un conflitto di interessi tra la sua posizione nell'inchiesta e il suo ruolo di sfidante di Matteo Renzi alla segreteria del Pd.
Il sostituto Mario Palazzi e il procuratore aggiunto Paolo Ielo hanno dunque deciso di aspettare l'audizione di Emiliano per prendere visione degli sms conservati sul suo telefonino e per verbalizzare il loro contenuto acquisendolo agli atti. E, almeno per il momento, non pensano di ascoltare su questa specifica vicenda Lotti.
Il ministro è indagato con il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, generale Emanuele Saltalamacchia, per i reati di rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento. E ha già reso dichiarazioni spontanee ai magistrati. Per respingere l'accusa di aver rivelato ai vertici della Consip l'esistenza dell'indagine in corso, di cui ha detto di non aver mai saputo nulla.
A chiamarlo in causa l'amministratore delegato della società Luigi Marroni, sentito come persona informata sui fatti dai pm di Napoli. Il contenuto degli sms ricevuti da Emiliano sarà invece oggetto dell'interrogatorio al quale sarà sottoposto, sempre la prossima settimana, Tiziano Renzi, accusato di traffico di influenze in concorso con Russo, uomo legato all'imprenditore napoletano Alfredo Romeo. Quest'ultimo, tassello chiave dell'indagine avviata dai pm di Napoli, mirava ad aggiudicarsi almeno tre lotti del mega appalto Fm4 (facilty managment) da 2,7 miliardi di euro, bandito nel 2014 da Consip.
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