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Marco Gasperetti per il “Corriere della Sera”
Una società che cambia proprietari, pur rimanendo in famiglia, chiede un finanziamento con coperture e garanzie offerte dalla finanziaria della Regione Toscana e poi si trasferisce a Genova. E che in poco tempo cambia «genere»: da maschile diventa femminile per poi tornare ancora una volta maschile.
Sembrano tutto sommato inezie amministrative e invece questi cambi e trasferimenti repentini, insieme alla divisione dell’azienda in due rami (buono e cattivo), avrebbero un valore monetario non proprio irrilevante (da 60 mila a 263 mila euro) e potrebbero aver violato le regole di Fidi Toscana che garantisce con soldi pubblici le imprese in difficoltà in cerca di finanziamenti.
Se poi alla vicenda si aggiungono i nomi di Tiziano Renzi, delle figlie Matilde e Benedetta e della moglie Laura Bovoli, rispettivamente padre, sorelle e madre del premier, e che la Regione Toscana ammette qualche presunta irregolarità sulle procedure, ecco che tutto diventa un nuovo caso. Tanto da far intervenire il presidente della Toscana, Enrico Rossi: «Se ci saranno da prendere provvedimenti li prenderemo senza scadere nella strumentalizzazione politica, che mi sembra piuttosto montata» ha detto il governatore.
Si parla ancora di Chil Post, la società fallita di Tiziano Renzi sulla quale indaga per bancarotta fraudolenta la Procura di Genova. Non c’è un nuovo sviluppo giudiziario, bensì l’apertura di un filone politico-amministrativo, innescato da un’interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli; questi ha sollevato dubbi sulla concessione di un fido da 437 mila euro garantito alla Chil e solo in parte restituiti; la risposta dell’assessore regionale alle Attività produttive, Gianfranco Simoncini, sembra in parte dare ragione a Donzelli.
«Il passaggio da società maschile a femminile sembra un escamotage per prendere più soldi — sottolinea il consigliere di Fdi —. Le regole di Fidi Toscana prevedono infatti un’erogazione del 60% a copertura di prestiti di aziende maschili e dell’80% per quelle femminili. Tiziano Renzi ha deciso di cedere l’azienda a moglie e figlie che, dopo aver ottenuto i soldi, l’hanno passata ancora al padre e marito. E tutto questo senza informare, come da regolamento, Fidi Toscana».
Nella risposta all’interrogazione la Regione, ha ammesso che effettivamente «le informazioni non sono state comunicate» e ha invitato «gli organi di Fidi a compiere ogni verifica». Donzelli ha chiesto di recuperare eventuali soldi incassati dalla famiglia Renzi irregolarmente.
Di opposto parere Federico Bagattini, legale di Tiziano Renzi: «L’operazione è stata del tutto regolare tanto da non costituire un profilo di addebito mosso dalla Procura di Genova. Noi ci confrontiamo da una parte con i magistrati di Genova e dall’altra con il giudice civile e penale in caso di affermazione non vere e lesive della reputazione del nostro cliente».
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