IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT…
ITALIA ALLA CANNA DEL GAS! - L’ISTAT RILEVA CHE L’INFLAZIONE È VOLATA NEL MESE DI SETTEMBRE (+0,7%), ARRIVANDO AL 4,2% - L’ACCELERAZIONE È DOVUTA SOPRATTUTTO DALL'AUMENTO DEI PREZZI DELL'ENERGIA E CIBO, CAUSATO DAL CONFLITTO DI TRUMP IN MEDIO ORIENTE (E NON DALLA GUERRA IN UCRAINA) - GLI ITALIANI SONO INCAZZATI NERI: AL SUD GLI AUTOTRASPORTATORI E GLI AGRICOLTORI HANNO BLOCCATO LE RAFFINERIE DI TARANTO, LASCIANDO A SECCO MOLTI DISTRIBUTORI DI BENZINA...
Estratto dell'articolo di Giulia Merlo per "Domani"
Dall’ottimismo di Meloni a Bruxelles alle piazze infiammate in Italia. Tanta è la distanza tra i toni della presidente del Consiglio al termine del Consiglio europeo e le immagini delle proteste degli studenti e degli autotrasportatori in molte città.
La premier ha rivendicato che nelle conclusioni del vertice sia rientrato il tema della revisione degli Ets (Emission Trading System) e di aver concluso positivamente la trattativa sul decreto Bollette. «Le misure avevano bisogno del via libera della Commissione, la trattativa è stata lunga ma costruttiva» e ora il governo potrà intervenire sul prezzo dell’elettricità e, auspicabilmente, «abbassare le bollette»,
ha spiegato Meloni, che si è definita «ottimista» dopo la conversazione con la presidente Ursula von der Leyen, cui ha chiesto per l’Italia più flessibilità. «Ho spiegato la situazione» anche con l’ausilio «di slide», ha spiegato la premier: «Sul tema dell’energia l’Italia è determinata e non è sola». Il risultato sono stati «significativi progressi» per ottenere maggiori margini di flessibilità «anche per investimenti sull’energia».
carrello tricolore vignetta by rolli per il giornalone la stampa
[...] Misure che verranno annunciate al termine di un dibattito che si concluderà nel prossimo Consiglio. Nel mentre, un incontro con il primo ministro iberico Pedro Sánchez ha fatto calare la tensione, con un lavoro congiunto dei rispettivi ministeri dell’Interno «per sostituire le misure reciproche con forme di cooperazione». La deescalation si traduce in una piccola proroga di sette giorni del blocco di Schengen per poi passare a nuove misure sostitutive.
Sulla carta, il bottino presentato da Meloni sembra ricco, in particolare per quel che riguarda il comparto energia. In realtà per ora – anche stando ai numeri della bozza di manovra – ancora non si intravedono soluzioni strutturali per calmierare i costi in continuo aumento e che minacciano di abbattersi ancora più violentemente su famiglie e imprese con l’arrivo dell’inverno e i termosifoni che si accendono.
La narrazione della premier si infrange contro la realtà delle piazze e dei numeri. L’Istat ha infatti rilevato che l’inflazione è volata nel mese di settembre, facendo registrare un aumento dello 0,7 per cento e arrivando al 4,2 per cento. L’accelerazione è dovuta soprattutto «all’andamento dei prezzi degli energetici, sia regolamentati (da +18,6 a +25,8 per cento) sia non regolamentati (da +17 a +22,5 per cento), e degli alimentari non lavorati (da +3,8 a +5,5 per cento)».
Una notizia, questa, che si riverbera nell’attuale protesta degli autotrasportatori che si sono mobilitati in particolare nelle regioni del Sud, dove i blocchi alle raffinerie di Taranto (che ieri si sono conclusi) hanno lasciato a secco molti distributori di benzina, dove i prezzi rimangono insostenibili per il comparto.
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
Le mobilitazioni hanno provocato il blocco di alcune uscite autostradali sulla A30 e anche di una corsia sulla A2 Salerno-Reggio Calabria «Siamo al lavoro per dare risposte», è stato il messaggio di Meloni, che su questo è stata incalzata dal leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. «Ci aggiorna su Ceuta. Non ci ha detto nulla, invece, sulle gravi emergenze che stanno esplodendo sul nostro territorio», ha detto riferendosi agli autotrasportatori e agli studenti.
[...] Ora si apre proprio la lunga fase negoziale che riguarda la Finanziaria, che sempre dovrà passare da Bruxelles dove Meloni dovrà ottenere il via libera all’uso della clausola di salvaguardia per l’energia per calmierare l’impatto dell’inflazione che – come certificato dall’Istat – è schizzata proprio a causa dei costi energetici.
Operazione non facile nonostante l’ottimismo di facciata, visto che i fondi europei sono stati pensati per finanziare la decarbonizzazione e andrebbero invece convertiti in misure che potrebbero essere interpretate come un indiretto incentivo al consumo di energia fossile a prezzi più bassi.
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