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“SE I SOLDI DEI MILIARDARI HI-TECH NON BASTERANNO A COMPRARE LE ELEZIONI, SARÀ UNA BELLA BOTTA PER LORO” – JILL LEPORE, PROFESSORESSA DI STORIA AMERICANA AD HARVARD, PARLA DELL’IMPATTO DELL’IA SULLE MIDTERM AMERICANE E LE INTERFERENZE DEI TECNO-PAPERONI: “SUL VOTO PESANO L'ECONOMIA E LA GUERRA IN IRAN. MA IA E DATA CENTER CONTANO. NON A CASO, MILIARDARI COME ELON MUSK STANNO FINANZIANDO AMPIAMENTE LA CAMPAGNA REPUBBLICANA” – “L'IMPATTO AMBIENTALE ED ENERGETICO DI QUEI CENTRI STA MOLTO A CUORE ALLA GENTE, DISINTERESSATA A PROGETTI DI SVILUPPO CHE NON CREANO POSTI DI LAVORO A LUNGO TERMINE. PER LA PRIMA VOLTA, TANTI CAPISCONO CHE GLI IPHONE CHE PORTANO IN TASCA NON SONO COSÌ AMABILI: VINCOLANO A UN SISTEMA CHE…”
Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per www.repubblica.it
«Affrontiamo le prime elezioni dominate dall'IA: usata dagli strateghi per analizzare l'elettorato e mandare messaggi su misura o realizzare spot con immagini false. Ci sono poi elettori — e candidati — che chiedono consigli politici ai chatbot. Mentre sulle scelte di voto pesa sempre di più il diffondersi dei data center».
Jill Lepore è la professoressa di Storia Americana ad Harvard, vincitrice del Pulitzer con "We The People" (sulla Costituzione americana). Il suo saggio più recente è "Ascesa e caduta dello Stato Artificiale", edito in Italia da Rizzoli.
In America è in atto una ribellione contro data center e miliardari che li finanziano, con implicazioni sul voto.
«L'impatto ambientale ed energetico di quei centri sta molto a cuore alla gente, disinteressata a progetti di sviluppo che non creano posti di lavoro a lungo termine. Per la prima volta, tanti capiscono che gli iPhone che portano in tasca non sono così amabili: vincolano a un sistema che ha un controllo enorme sulle nostre vite.
A farlo comprendere, spingendo verso un tipo di ribellione del tutto nuova, è proprio la fisicità dei data center: capannoni enormi quanto 800 campi da calcio, sono la rappresentazione visibile e materiale della potenza di calcolo e della commercializzazione delle risorse del mondo, operata da queste aziende».
Favorirà i democratici?
«Sul voto pesano l'economia e la guerra in Iran che fa volare il prezzo della benzina. Ma IA e data center contano. Non a caso, miliardari come Elon Musk stanno finanziando ampiamente la campagna repubblicana: preoccupati che un popolo democraticamente consapevole respingerà la loro idea di sviluppo».
Teme l'intervento di Musk?
donald trump premia elon musk con la medaglia nazionale della scienza
«Il suo interesse a determinare l'esito delle elezioni in America e altrove è reso straordinario dall'entità delle sue risorse. Nel 2024 contribuì più d'ogni altro a far rieleggere Trump. Se questa volta i soldi dei miliardari hi-tech non basteranno a comprare le elezioni, sarà una bella botta per loro.
Purtroppo, la possibilità di investire così tanti soldi nella politica è un vulnus della nostra democrazia. Mi auguro fortemente che i valori prevalgano sugli interessi. Vorrebbe dire che siamo ancora una democrazia sana».
Se vinceranno i dem, Trump accetterà i risultati?
«Non lo so. Ma sono certa che si stiano già preparando piani elaborati per fermare qualsiasi suo tentativo di non rispettare la volontà degli elettori».
INTELLIGENZA ARTIFICIALE ELEZIONI
[…] La democrazia è minacciata ovunque. Perché?
«I fattori sono tanti, ma di sicuro pesa la diffusione sregolata di certe tecnologie. Abbiamo accettato ciecamente la promessa di Silicon Valley secondo cui social media e IA sarebbero stati strumenti di crescita. Invece, assistiamo ovunque a stagnazione salariale e indebolimento della società civile, anche per colpa di tecnologie, le cui conseguenze non abbiamo né compreso, né affrontato.
La fragilità della democrazia liberale dipende da molti fattori, ma includerei certo l'incapacità di affrontare i problemi delle tecnologie emergenti capaci di erodere i valori democratici».
jill lepore 3
Elon Musk Donald Trump
elon musk e donald trump
JILL LEPORE - Ascesa e caduta dello Stato artificiale.
GOOGLE - DATA CENTER
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