peter magyar

SIAMO FELICI DI ESSERCI TOLTI DALLE PALLE ORBAN, MA 'STO PETER MAGYAR È UN MINI-VIKTOR CON VENT'ANNI IN MENO – L’ECONOMISTA TEDESCO WOLFGANG MUNCHAU: “SE PÉTER MAGYAR AVESSE VINTO CONTRO UN CANDIDATO CENTRISTA, I TITOLI DI STAMATTINA PARLEREBBERO DI UN ALTRO PAESE EUROPEO CADUTO NELLE MANI DI UN POPULISTA DI DESTRA. QUELLO CHE È SUCCESSO IN UNGHERIA È LO STESSO ACCADUTO IN GERMANIA NEL 1998 E NEL 2021. DOPO 16 ANNI AL POTERE, GLI ELETTORI DESIDERAVANO UN VOLTO NUOVO, MA NON UNA POLITICA RADICALMENTE DIVERSA…”

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MAGYAR

Dal profilo “X” di Wolfgang Munchau

 

peter magyar dopo la vittoria foto lapresse

Se Péter Magyar avesse vinto contro un candidato centrista, i titoli di stamattina parlerebbero di un altro Paese europeo caduto nelle mani di un populista di destra.

 

Quello che è successo in Ungheria è lo stesso accaduto in Germania nel 1998 e nel 2021. Dopo 16 anni al potere, gli elettori desideravano un volto nuovo, ma non una politica radicalmente diversa.

 

Chi è Péter Magyar, l'uomo che ha battuto Orbán

Estratto da www.ilfoglio.it

 

Péter Magyar è il nuovo presidente dell'Ungheria dopo 16 anni di governo Orbán. Nell'edizione di marzo del Foglio Europeo Paola Peduzzi e Micol Flammini avevano scritto che gli ex, se vogliono, possono essere pericolosi, conoscono il lessico familiare, conoscono i punti deboli, riconoscono il panico, sanno dove colpire per fare male.

 

PETER MAGYAR - VIKTOR ORBAN

Péter Magyar, quarantaquattro anni, dal 2002 al 2024 ha fatto parte di Fidesz, il partito di governo, il partito del premier Viktor Orbán: "Non è un leader di sinistra, non è uno di quei “liberal” che, secondo Orbán, vogliono snaturare, impoverire, svilire l’Ungheria – assieme all’Europa, assieme a George Soros – non è establishment né élite né tutto quel che il governo ungherese ha fatto passare per nemico, in quel carpiato sovranista e populista e revisionista per cui l’Unione europea è equiparata all’Unione sovietica: no, Magyar è semplicemente un ex. E per votare per lui gli ungheresi non devono passare da destra a sinistra, riposizionarsi, rimettersi in discussione: basta che siano stanchi, e dopo sedici anni è una cosa fisiologica".

 

peter magyar dopo la vittoria foto lapresse 1

Oltre ad aver militato per vent’anni e più in Fidesz, Péter Magyar è l’ex marito dell’ex ministra della Giustizia, Judith Varga, a lungo coppia simbolo dell’orbánismo: formazione conservatrice, giovani studenti confluiti in Fidesz, matrimonio, tre figli.

 

Solo che poi l’amore è finito, il matrimonio anche, ma pure se Varga aveva già un altro compagno Orbán decise che la sua coppia-testimonial non si potesse separare, non nel mezzo di una campagna elettorale e impedì ai due coniugi di divorziare fino alla sua vittoria del 2022.

 

JUDIT VARGA PETER MAGYAR

Per un paio d’anni Magyar ha continuato a stare in disparte poi all’inizio del 2024 uno scandalo travolge il governo di Orbán, il quale immola la sua ministra donna e Magyar esplode, inizia a parlare, a denunciare, a raccontare il sistema di corruttela dentro all’orbánismo, all’inizio risparmiando la moglie, ma poi no, poi è diventato un tutti contro tutti in cui Magyar era il nemico di stato.

 

A febbraio dell'anno scorso Magyar è apparso sul canale YouTube politico più popolare dell’Ungheria, Partizan, e ha parlato della corruzione nel partito di governo Fidesz con onestà e senza filtri. Dopo l’intervista in diretta (che ha ottenuto oltre 2,4 milioni di visualizzazioni), tutto il paese conosceva il suo nome, nel giro di pochi mesi è riuscito a portare decine di migliaia di persone in strada.

 

peter magyar dopo la vittoria foto lapresse

[…]  Anche la politica di Magyar non è così diversa da come iniziò Fidesz: un partito di centrodestra. Per Orbán, Magyar è il traditore. Proviene da due importanti casate giuridiche ungheresi. Uno dei suoi nonni era Pál Eross, che negli anni Settanta era il Santi Licheri ungherese, accendevi la tv e c’era lui a dirimere le cause.

 

L’altro nonno era Ferenc Mádl, professore di diritto all’Università di Budapest, esponente del Forum per la democrazia e poi presidente della Repubblica. Sua madre è un magistrato importante: era scolpito nel corredo genetico che Péter prima o poi avrebbe scritto almeno un paragrafo della storia dell’Ungheria. Su Euporn Paola Peduzzi e Micol Flammini avevano ricostruito con ordine la vicenda che ha portato il giurista e diplomatico Magyar a sfidare il suo stesso mondo.

 

supporter di peter magyar in ungheria foto lapresse

MAGYAR L’UNDERDOG PRO UE

Estratto dell'articolo di Monica Perosino per “La Stampa”

 

[…]  Peter Magyar, […] 45 anni, è cresciuto in ambienti conservatori e ha passato tutta la vita dentro l'orbita Fidesz e i suoi valori. A Bruxelles, nella rappresentanza permanente presso l'Ue dov'era la moglie, la ministra Judit Varga, poi con incarichi in aziende pubbliche a Budapest.

 

Sempre vicino al potere, mai dentro. Per anni prova a salire: punta a ruoli politici, non li ottiene. Il motivo, secondo chi lo conosce bene, è che è troppo autonomo, troppo polemico, incapace di disciplina, parecchio narcisista. Litiga molto, pensa di aver sempre ragione.

 

JUDIT VARGA PETER MAGYAR

A Bruxelles faceva domande quando gli altri tacevano, a Budapest correggeva le virgole nei post della moglie ministra, contribuendo a costruirne l'immagine. Ma restando sempre un passo indietro.

 

La rottura privata accelera quella politica. Il divorzio da Varga nel marzo 2023 lo isola. Perde protezioni, nell'autunno viene escluso dallo Stádium, club dell'élite fidesziana. L'8 febbraio 2024 esplode lo scandalo della grazia data a un uomo condannato per aver coperto abusi su minori, Judit Varga, ministra della Giustizia, è costretta a dimettersi. Lui ha già rotto con lei, e ora rompe con il sistema.

 

peter magyar dopo la vittoria foto lapresse

Magyar pubblica un audio registrato di nascosto: la voce è quella della moglie che descrive pressioni politiche sul caso della grazia dalla presidente Katalin Novák a Endre Kónya, ex vicedirettore della casa famiglia statale coinvolto nel tentativo di insabbiare gli abusi sessuali del direttore della struttura.

 

Il caso diventa così il detonatore per proteste di piazza imponenti. Il giovane uomo in camicia bianca ha iniziato a smontare il sistema che lo ha cresciuto. Il «traditore», lo chiama Orbán, perché il giovane avvocato sa dove colpire: «Questo non è un governo - è una macchina di potere», dice in una delle sue prime uscite pubbliche. E aggiunge: «Per anni ho fatto parte del sistema. Ora so come funziona».

 

A marzo 2024 fonda il partito Tisza.

peter magyar dopo la vittoria foto lapresse

In poche settimane riempie le piazze. Piace ai liberal, che intuiscono che può essere comunque la via d'uscita da Orban, ma anche a ex elettori di Fidesz, famiglie, persone che non avevano mai partecipato a manifestazioni.

 

Il suo stile è calibrato, anche quando è sotto pressione. Evita gli slogan ideologici, insiste su temi concreti: stipendi, sanità, inflazione e sulla necessità di riprendere la strada europea: «L'Ungheria non può restare ai margini dell'Ue: dobbiamo tornare al tavolo delle decisioni».

 

Forte di decine di comizi al giorno, dai villaggi rurali alle grandi città, Peter Magyar ha ribaltato il lessico dell'odio di Orbán, puntando su uno slogan ispirato dalle parole-simbolo del pontificato di Wojtyla: «Non abbiate paura». Là fuori, sembra dire, non ci sono nemici, e «passo dopo passo, demoliremo il regime e costruiremo una bella Ungheria giusta, democratica, vivibile con amore».

manifestazione di tisza, il partito di peter magyar foto lapresse

Per Péter Magyar, l'Europa è un orizzonte politico necessario - «L'unica garanzia della sicurezza dell'Ungheria è l'appartenenza a Ue e Nato», un'affermazione che suona come una smentita alla stagione dei veti di Viktor Orbán. Ma l'europeismo di Magyar non è adesione passiva: parla di «negoziati duri ma costruttivi» con Bruxelles, rivendicando il diritto di trattare senza sabotare.

 

Al centro c'è anche il nodo dei fondi congelati - miliardi bloccati, dice, «a causa della corruzione del sistema Orbán» - e la promessa di sbloccarli riportando il Paese dentro le regole comuni, fino all'adesione alla Procura europea.

 

comizio di peter magyar dopo la vittoria alle elezioni in ungheria 2

peter magyar. comizio di peter magyar foto lapresse comizio di peter magyar dopo la vittoria alle elezioni in ungheriapeter magyar foto lapressecomizio di peter magyar foto lapresse

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