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L’IMBOSCATA A MERZ SPIAZZA GIORGIA MELONI: LA SPONDA CON BERLINO DIVENTA PIÙ FRAGILE SU AUTO E MIGRANTI (IL CANCELLIERE TEDESCO È OSTILE AL LIMITE DEL 2035 PER IL PASSAGGIO ALL’ELETTRICO E FAUTORE DELLA LINEA DURA SULL’IMMIGRAZIONE) - LA BATTUTA D’ARRESTO DI MERZ NON HA FATTO PIACERE ALLA DUCETTA PERCHÉ L’INCIDENTE DI BERLINO, SUBITO RIMARCATO DALLA LEGA CHE HA PARLATO DI “FIGURACCIA”, HA DEPOTENZIATO IL LEADER TEDESCO…
Lorenzo De Cicco e Tommaso Ciriaco per la Repubblica - Estratti
Stupita dall’imboscata. Come molti, Giorgia Meloni non immaginava un primo voto ostile a Friedrich Merz. Sa già che tutto si risolverà, ma resta la sorpresa. Nel pomeriggio, poi, il popolare tedesco diventa cancelliere. E la premier mette nero su bianco un comunicato che condensa opportunità e difficoltà del momento. Con due messaggi, uno politico e l’altro diplomatico.
Il primo: cooperiamo su automotive e immigrazione. Il secondo: rinsaldiamo la collaborazione tra Roma e Berlino. Un auspicio che a Palazzo Chigi coltivano soprattutto per provare a bilanciare l’attivismo di Emmanuel Macron.
FRIEDRICH MERZ DOPO LA BOCCIATURA DEL BUNDESTAG
Il comunicato precede la telefonata di queste ore, in cui Meloni consegna le proprie «congratulazioni» al nuovo capo dell’esecutivo tedesco e lo invita nella capitale per un bilaterale nei prossimi giorni (la prima tappa sarà come sempre a Parigi). Per il resto, l’intervento della premier indica le priorità strategiche: «Germania e Italia — sostiene — possono fare la differenza per il rilancio della competitività, in particolare del settore automobilistico, così come per la costruzione di partenariati paritari con l’Africa e per il contrasto all’immigrazione irregolare».
giorgia meloni - foto lapresse
Accanto a questo approccio, Meloni mette nero su bianco la convinzione che la collaborazione tra i due Paesi sarà «fondamentale» per raggiungere «insieme risultati importanti a Bruxelles, al tavolo del G7 e della Nato, sui principali dossier».
Quello che Meloni non dice è che la battuta d’arresto di Merz non ha comunque fatto piacere. Perché l’incidente di Berlino, subito rimarcato dalla Lega che ha parlato di «figuraccia », ha depotenziato il nuovo cancelliere. Costretto a trattare per ore con i Verdi, sottoposto alla pressione dell’ala merkeliana, colpito insomma proprio su due dossier cruciali: il green e l’immigrazione.
Meloni, che continua molto a puntare sulla sponda di Merz su questi argomenti — il tedesco è ostile al limite del 2035 per il passaggio all’elettrico e fautore della linea dura sui migranti — sa che la battuta d’arresto rappresenta un segnale di cui il nuovo cancelliere dovrà tenere conto
friedrich merz al bundestag per essere nominato cancelliere foto lapresse 2
giorgia meloni fa rafting
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