conte schlein

“LA RUSSIA RESTA UNA MINACCIA, MA LE ARMI ALL’UCRAINA E IL RIARMO DELL’EUROPA SONO COSE BEN DISTINTE” – SCHLEIN DIFENDE LA LINEA DEM: ORMAI SULL’UCRAINA E’ MURO CONTRO MURO CON GIUSEPPE CONTE - TRA I DEM SI STA FORTIFICANDO LA CONVINZIONE CHE PEPPINIELLO POTREBBE ROVESCIARE IL TAVOLO E ROMPERE L’ALLEANZA - PER EVITARE QUESTA DERIVA, RITORNANO ALLA CARICA QUELLI CHE INVOCANO UN FEDERATORE PER IL "CAMPO LARGO" - UNA EVENTUALITA’ CHE ELLY NON VUOLE NEANCHE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE. LA SEGRETARIA DEM INSISTE SULLE PRIMARIE E PRETENDE CHE CI SIA UN SOLO CANDIDATO DEL PARTITO, CIOE' LEI (E UNA FETTINA DI CULO, NO?)

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Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera - Estratti

 

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conte schlein

Il problema è che a dividere Schlein e Conte non c’è solo l’Ucraina. Certo, Kiev gioca un ruolo. Ancora ieri, a Bruxelles la segretaria del Partito democratico ha difeso la linea del Pd: «I valori dell’Unione europea si difendono certamente sostenendo l’Ucraina». Quindi la segretaria, all’inaugurazione di un edificio del Parlamento europeo intitolato allo scomparso presidente Sassoli, ha tenuto a ricordare: «David era stato dichiarato persona non grata in Russia e ne era orgoglioso. Ha sempre fatto dello Stato di diritto e della lotta per la democrazia una ragione di vita. E noi dobbiamo portare avanti quella lotta».

 

Schlein non ha intenzione di arretrare dalla linea che il suo partito ha tracciato su Kiev: «La Russia resta comunque una minaccia, ma le armi all’Ucraina e il riarmo dell’Europa sono cose ben distinte».

 

Però, come si diceva, non c’è solo l’Ucraina in ballo: c’è la corsa alla candidatura a premier del centrosinistra. È talmente accesa la contesa tra Schlein e Conte che tra i dem si sta fortificando la convinzione che Conte potrebbe rovesciare il tavolo e rompere l’alleanza. Per evitare questa deriva il «partito» del federatore (o del terzo nome, che dir si voglia) ha ripreso fiato in questi giorni.

 

nicola fratoianni elly schlein daniela preziosi giuseppe conte angelo bonelli

Ma del federatore la segretaria del Partito democratico non vuole sentir parlare. È questa l’obiezione che fa a chiunque le chieda se sia il caso di andare avanti con i gazebo: «Io sono stata eletta con le primarie. Non posso non farle. E noi siamo il Pd che ha inventato le primarie in Italia, non possiamo dare l’idea che ora ne abbiamo paura. Se facessi un passo indietro adesso le conseguenze non riguarderebbero solo me ma la dignità del Partito democratico».

 

Quindi Schlein è in lizza, sa di giocarsi molto e proprio per non dare nemmeno un millimetro di vantaggio a Conte ribadirà anche in segreteria il suo no alla candidatura di un altro esponente del Pd alla premiership. La sua ostilità a questa ipotesi risale alla settimana scorsa, quando per la prima volta si affacciò il nome di Giorgio Gori come possibile competitor interno.

 

Elly Schlein alessandro Onorato Giuseppe Conte Gaetano Manfredi

Ma per far mostra di non voler imporre al partito un diktat, Schlein sta spiegando a tutti che «non bisogna aumentare il disorientamento della base». È anche per questo, avverte la leader dem, che è meglio avere un unico candidato del Pd. E oggi Schlein alle cinque del pomeriggio spiegherà alla sua segreteria (che non si riunisce dalla scorsa primavera) che le cautele sulle primarie non hanno ragion d’essere .

nicola fratoianni elly schlein daniela preziosigiuseppe conteELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - IL MOVIMENTO - VIGNETTA ITALIA OGGI

 

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