conte schlein

UN PAESE SENZA FUTURO - “LE PRIMARIE? SONO INEVITABILI” – ELLY SCHLEIN SE NE FREGA DEI CONSIGLI DEI CAPOCCIONI DEM (CHE L’HANNO SCONGIURATA DI RINUNCIARE ALL’ORDALIA DEI GAZEBO) E TIRA DRITTO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR E I RISCHI DI TRASCINARE IL PD NEL BARATRO – E SE LA RIFORMA ELETTORALE NON ANDASSE IN PORTO? LE PRIMARIE NON SAREBBERO PIÙ COSÌ SCONTATE MA A QUEL PUNTO, SECONDO LA DUCETTA DEL NAZARENO, “LA GUIDA VA AL PARTITO DELLA COALIZIONE CHE PRENDE PIÙ VOTI, I NOSTRI ELETTORI NON SOPPORTEREBBERO GIOCHINI DI PALAZZO” – CONTE MANDA UN PIZZINO A ELLY: “L’IPOTESI CHE IL PARTITO PIÙ FORTE PRENDA TUTTO NON È SOSTENIBILE, EQUIVALE A DEGRADARE GLI ALLEATI A CESPUGLI E L’ELETTORATO SI SENTIREBBE DI RECITARE UNA PARTE DA NON COPROTAGONISTA - LE PRIMARIE? DIBATTITO STUCCHEVOLE E SNERVANTE. SE NON LE VOGLIONO, CE LO DICANO” – IL NO ALLA CANDIDATURA DI RANUCCI CON IL M5S – VIDEO+DAGOREPORT

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DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

https://www.dagospia.com/politica/elly-ascolta-gli-amici-i-big-pd-scesi-in-campo-cosi-pesantemente-per-485354

 

 

1 - LA SFIDA SULLE PRIMARIE SCHLEIN INSISTE PER FARLE CONTE: IL PARTITO PIÙ FORTE NON PUÒ PRENDERE TUTTO 

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Sì, è vero. Tutto vero. Il centrosinistra non ha ancora né un programma né un candidato leader. Però Elly Schlein una sua road map in testa l’ha già. E non solo per il programma. Anche per le primarie. Il fatto è che, come spesso le accade, ha confidato la sua strategia a pochi. Anzi pochissimi. 

conte schlein

 

Del resto, come darle torto dal momento che più di mezzo Pd sembra remare contro i gazebo. Pure tra chi l’ha sostenuta al Congresso. È il caso di Roberto Speranza. O di Andrea Orlando, secondo il quale «il dibattito va portato in una sede di confronto interno al partito senza dare per scontato che si arrivi davvero a una nuova legge elettorale». 

 

Due leader del Correntone di Montepulciano (che, sia detto per inciso e anche per far capire di che si sta parlando, sta con Schlein) su tre preferirebbero evitare questa conta. Il terzo, Dario Franceschini, smentisce di lavorare contro le primarie, benché molti dem sostengano che si stia muovendo proprio con questo obiettivo. Nega qualsiasi retro pensiero anche Goffredo Bettini, il quale ricorda che il suo giornale, cioè Rinascita , «non si schiera». Poi c’è il governatore della Toscana Eugenio Giani che confessa di «essere freddo» sulla consultazione. Il che lo accomuna al presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale e al di lui predecessore Stefano Bonaccini. Insomma, non è un caso se Filippo Sensi dica di «essere rimasto l’unico nel Pd o giù di lì a sostenere le primarie». 

 

Elly Schlein alessandro Onorato Giuseppe Conte Gaetano Manfredi

Ma chi più di ogni altro vuole i gazebo è Schlein. Solo che preferirebbe non parlarne ora. 

«Adesso dobbiamo martellare il governo sull’economia», è l’incitamento che dà ai suoi, mentre prepara la contromanovra dell’opposizione insieme agli alleati, per dimostrare che la coalizione «c’è ed è pronta a governare». 

 

Secondo lei le primarie sono «inevitabili». E non vanno tenute troppo presto onde evitare che le più che probabili successive polemiche abbiano una ricaduta negativa sull’esito del voto. Meglio che siano quasi a ridosso delle elezioni perché poi c’è la campagna elettorale che silenzia tutte (o quasi) le diatribe. Le primarie convengono a Schlein perché così lega il Pd alla sua candidatura. E perché, pur andando al voto da segretaria prorogata, dato che il congresso non si farà e il suo mandato scade prima delle politiche, come candidata premier avrà comunque la forza per imporre la sua linea anche sulle liste elettorali. Certo, se la riforma elettorale non andasse in porto le primarie non sarebbero più così scontate.

 

Ma la segretaria spiega ai suoi: «A quel punto varrà la regola che vige in tutti i Paesi democratici, la guida va al partito della coalizione che prende più voti, i nostri elettori non sopporterebbero giochini di palazzo».

GIUSEPPE CONTE NICOLA FRATOIANNI ANGELO BONELLI ELLY SCHLEIN

 

E Conte? Oggi Rinascita pubblica un suo articolo sul multiculturalismo e ieri, a In Onda , su la 7, il leader del M5S, dopo aver chiarito che Sigfrido Ranucci non sarà un candidato M5S, come pure si è ipotizzato, ha fatto capire che le primarie non sono state la sua prima scelta: «Ci siamo rassegnati». Meglio quelle comunque che nominare Schlein: «L’ipotesi che il partito più forte prenda tutto non è sostenibile, equivale a degradare gli alleati a cespugli e l’elettorato si sentirebbe di recitare una parte da non coprotagonista». Come a dire chi vota M5S in quel caso non voterebbe la coalizione alle politiche. Un avvertimento a Schlein. E nemmeno tanto mascherato. 

 

Ma comunque Conte nella trasmissione fa mostra di volere assolutamente i gazebo perché sa che così metterà in difficolta il Pd e, di conseguenza, la sua segretaria. «Se non vogliono le primarie, lo dicano chiaramente». 

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Elly Schlein e Giuseppe Conte

2 - CONTE BLINDA LE PRIMARIE

Miriam Di Peri per “la Repubblica” - Estratti

 

Chiede chiarezza e lealtà e, soprattutto, dice che non può valere la regola che «il partito più forte prende tutto». Giuseppe Conte adesso alza il tiro. In diretta dagli studi di La7, in serata, difende la scelta delle primarie e replica a chi ha sollevatodubbi sull'opportunità di avviare o meno una guerra fratricida tra alleati, parlando di «dibattito stucchevole e snervante. Se non le vogliono, ce lo dicano». 

schlein conte

Il presidente 5S si dice pronto a lavorare al programma, ma prima chiede chiarezza. Il riferimento è all'azionista di maggioranza del campo largo, il Pd: «Se l'unica possibilità che ci viene offerta è dire che il partito più forte prende tutto, questa è una cosa che nel momento in cui si sta costruendo un'alleanza con forze politiche che hanno diverse sensibilità non è sostenibile». 

 

Conte estende il ragionamento a tutti i soggetti del campo largo: «Tutte le altre forze sarebbero automaticamente degradate a cespugli e l'elettorato si sentirebbe di recitare una parte non da protagonista». 

 

Insomma, la proposta del Movimento 5 Stelle, che agli alleati in queste settimane ha chiesto tempo sulla convocazione del tavolo di coalizione, in attesa della kermesse in programma a Milano il 19 e il 20 settembre in cui verrà presentato il programma pentastellato, continua a essere quella di «una grande partecipazione di popolo», confidando che in questo modo si trovi «il candidato più competitivo». 

 

Elly Schlein e Giuseppe Conte3

Il rischio però, osservano i più scettici nei confronti delle primarie, è di una competizione divisiva che possa lasciare strascichi a ridosso della campagna elettorale per le Politiche. Al punto - è il retropensiero che si fa spazio nel campo largo - da rischiare che in caso di vittoria di Conte una parte degli elettori di Schlein possa non sostenere il leader decretato dai gazebo e viceversa, in caso di primato di Schlein. «Se poi, però, a un certo punto le primarie non si vogliono fare ci venga detto e ne prenderemo atto - taglia corto l'ex premier - e ne parleremo chiaramente non sui giornali». 

GIUSEPPE CONTE IN ONDA

 

Se nel centrodestra funziona da 30 anni la regola che il leader del partito più votato è il candidato «è perché l'hanno applicata nel tempo, l'hanno sperimentata e a rotazione può succedere a tutti» osserva ancora il presidente del M5S. Evidenziando anche che «ci sono travasi» tra i partiti «e tutti possono partecipare e sentirsi co-protagonisti. 

 

Se noi usassimo questa regola comprometteremmo fin dall'origine la possibilità di essere tutti competitivi. Qui non è in gioco la mia ambizione, ma la volontà di essere al servizio di un progetto coerente e solido che mandi a casa Meloni. Per farlo dobbiamo dare la possibilità a tutti di sentirsi rappresentanti, co-protagonisti». 

elly schlein e goffredo bettini rilancio rinascita Elly Schlein e Giuseppe Conte2ELLY SCHLEIN E FRANCESCO BOCCIAGIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI ALLA FESTA DEI 125 ANNI DELLA FIOM

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