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"VOGLIAMO PIÙ POSTI PERCHE’ PERDEREMO TROPPI SEGGI" – LEGA E FORZA ITALIA ACCETTANO DI DARE L’OK ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE SOLO IN CAMBIO DI COMPENSAZIONI (IL VIA LIBERA DEFINITIVO DOVREBBE ARRIVARE ENTRO L’8 AGOSTO) – DOPO IL NO ALLE PREFERENZE E LA CANCELLAZIONE DEI COLLEGI UNINOMINALI, UNITE ALLA PAURA CHE NON SCATTI IL PREMIO DI MAGGIORANZA (E QUINDI BYE BYE AI POSTI IN PIU’ IN PARLAMENTO), SALVINI E TAJANI PRETENDONO DI SOVRACCARICARE DI CANDIDATI DI LEGA E FORZA ITALIA IL LISTONE DELLA COALIZIONE, QUELLO CHE VIENE APPROVATO CON SISTEMA PROPORZIONALE. UN NUMERO CHE DOVREBBE ESSERE SUPERIORE A QUELLO A CUI I DUE PARTITI AVREBBERO DIRITTO SE CI SI BASASSE SOLO SUI SONDAGGI…

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Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “La Stampa”

 

A Palazzo Chigi intendono sfruttare fino in fondo il clima di rinnovata fiducia che si respira nel centrodestra dopo le recenti elezioni amministrative. Lo spettro del crollo dei consensi è più lontano e allora «meglio chiudere rapidamente la partita sulla legge elettorale».

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni cernobbio

 

L'obiettivo è il via libera definitivo entro la pausa estiva dell'8 agosto. Segno che il «dialogo proficuo» tra maggioranza e opposizione invocato dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, così come dal presidente Ignazio La Russa […] sono nobili appelli che non hanno più presa nemmeno all'interno del centrodestra.

 

Non ci sarà un confronto, dunque, ma una corsa forsennata. Che nasce soprattutto da una paura, coltivata da tempo nelle file di Fratelli d'Italia: «In autunno i sondaggi potrebbero scatenare nuovi timori tra i nostri alleati», spiega un big del partito di Giorgia Meloni. Le recenti parole di Matteo Salvini dal Festival dell'Economia, con cui ha legato la durata del governo alla situazione economica, sono state smussate nei giorni seguenti, ma non sono mai uscite dai pensieri più neri dei colonnelli della premier. Nel caso - si sono detti - meglio avere una nuova legge elettorale in cassaforte.

antonio tajani giorgia meloni matteo salvini

 

[…] Se pure non venisse messa in pericolo la stabilità dell'esecutivo, Lega e Forza Italia con il passare del tempo (e un ulteriore calo dei consensi del centrodestra) potrebbero rifarsi i conti in tasca e scoprire, magari, che gli conviene restare con la legge attuale, il Rosatellum, sabotando quindi lo Stabilicum di Meloni. Per questo, dentro Fratelli d'Italia iniziano a scandagliare il calendario dei lavori parlamentari.

 

La legge elettorale approderà in Aula alla Camera il prossimo 26 giugno e con il contingentamento dei tempi di discussione si potrebbe, tra le inevitabili proteste delle opposizioni, ottenere il primo disco verde a metà luglio. Da lì, con tre settimane a disposizione, si dovrebbe fare lo slalom tra i provvedimenti in scadenza al Senato, disinnescare l'ostruzionismo delle opposizioni e arrivare, con un balzo, a mettere la fiducia sul voto finale.

matteo salvini antonio tajani giuramento governo meloni

 

Tra gli uomini della Lega e di Forza Italia si è accettata la sfida. Se non ci saranno problemi lungo il percorso parlamentare, come sul nodo delle preferenze (che il vicepremier azzurro Antonio Tajani non vuole per nessun motivo), c'è la disponibilità a chiudere la partita entro l'8 agosto, senza modifiche al testo. Gli alleati chiedono però a Fratelli d'Italia di placare anche le loro paure.

 

La più forte è quella di restare a bocca asciutta, se non scatterà il premio di maggioranza. Hanno acconsentito […]  a eliminare i collegi uninominali dove avevano incassato un buon numero di parlamentari alle scorse elezioni, ma serve sempre una «compensazione» […]  E non può esserci una compensazione nel listino del premio di maggioranza, perché «se dovesse arrivare una sconfitta - ragionano dentro FI - ci ritroveremmo con Fratelli d'Italia nel ruolo di grande partito di opposizione, mentre noi e la Lega usciremmo decimati».

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani.

 

L'accordo […] prevede di sovraccaricare di candidati di Lega e Forza Italia il listone della coalizione, quello che viene approvato con sistema proporzionale. Un numero che dovrebbe essere superiore […] a quello a cui i due partiti avrebbero diritto se ci si basasse solo sui sondaggi a due mesi dalle elezioni. Insomma, sintetizza un veterano leghista, «devono darci più posti».

 

La trattativa è ancora lontana, ma i patti […] devono essere chiari fin da subito. Come devono esserlo sulle preferenze, perché qualcuno potrebbe pensare di usarle, magari con il favore di un voto segreto, proprio per far saltare tutto. […]

IL DISCORSO DI GIORGIA MELONI ALLA CAMERA PER LA FIDUCIA