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“IL CASO TORTORA? MI FA SOFFRIRE E INCAZZARE. FU UNA PORCATA. MAI CREDUTO NEPPURE PER UN MOMENTO ALLE ACCUSE MOSSE A TORTORA DI ESSERE UN CAMORRISTA E UNO SPACCIATORE” -MARINA PERZY PARLA DELLA SERIE HBO MAX “PORTOBELLO” E DEL SUO RAPPORTO CON ENZO TORTORA: “ERA UN SIGNORE, MA MI INTIMIDIVA. CI DAVAMO DEL LEI” - CALIFANO MI VIDE IN DISCOTECA CON GIANNI IPPOLITI E INIZIÒ A FARMI UNA CORTE SERRATA: LO SNOBBAI – IL CAFFE’ A ROBERT DE NIRO FIGHISSIMO CON I CAPELLI LUNGHI POI ARRIVÒ GIANNINA FACIO (ORA SIGNORA RIDLEY SCOTT, NDR) E SE LO RAPÌ” - LE FESTE DA IMBUCATA FESTE INSIEME A VASCO ROSSI, LA STORIA CON STEFANO CASIRAGHI E IL FLIRT “INVENTATO” CON JULIO IGLESIAS: “NON ERA IL MIO TIPO. FOSSE STATO STING...” - VIDEO
Adriana Marmiroli per “la Stampa” - Estratti
Nel buio della sala Marina Perzy si lamenta, indigna, soffre. Sul grande schermo passano le immagini della serie Hbo Max Portobello in cui Marco Bellocchio ricostruisce il caso Tortora.
Lei a Portobello c'era, con Tortora ha lavorato per due anni, 1977 e 1978. Attrice, conduttrice, showgirl, scrittrice e giornalista, ha attraversato 50 anni di tv lavorando con quasi tutti i big.
Ma non ha dimenticato.
«La ricostruzione di Bellocchio è molto accurata. Rivivere quanto accadde mi fa soffrire e inca**are. Fu una porcata da qualunque parte la si guardi. Mai creduto neppure per un momento alle accuse mosse a Tortora di essere un camorrista e uno spacciatore. All'epoca, nel 1983, io ero al Festivalbar e il suo patron, Vittorio Salvetti, si chiedeva a chi potesse aver mai pestato i piedi per essere vittima di un'accusa tanto grave e infamante».
Tortora com'era?
«Un vero signore, colto, gentile. Mai una parola fuori luogo. Lo dicevano antipatico: non lo era. Però poteva intimidire. Mi dava del lei. Era animato da una forte idea etica della tv. Portobello precorse i tempi, il format capostipite di almeno altri 3 o 4 programmi a venire: c'era una varia umanità che veniva in tv per proporre e vendere idee, invenzioni, bizzarrie, cercare amici e parenti».
(…)
Dopo "Portobello"?
«Avevo fatto un provino per Baudo, che stava preparando un nuovo programma.
Con me furono selezionati Solenghi, Grillo e Fioretta Mari. Con Baudo però non avrei lavorato: gli venni "soffiata" da Corrado che a Domenica In doveva sostituire Dora Moroni dopo il grave incidente d'auto che ebbero insieme. Scesi a Roma».
Ben diverso da Tortora: come si trovò con lui?
«Era ironico, un grande battutista. Ma anche protettivo: con me una specie di papà. Feci ben tre show con lui: Domenica in, Fantastico 3 e Gran Canal. Cosa non era il varietà in quegli anni. A casa conservo una foto che sintetizza quell'epoca: Tortora, Baudo, Corrado (più Bongiorno, l'unico con cui non ho lavorato). I capostipiti. La tv stava vivendo un momento di passaggio epocale: dal monopolio Rai all'avvento delle tv commerciali».
A Roma come si trovò?
«Era un bengodi, notti lunghe e divertenti, discoteche, salotti, terrazze. Ci si conosceva tutti. Califano mi vide in discoteca con Gianni Ippoliti e iniziò a farmi una corte serrata: lo snobbai. Anni dopo saremmo diventati amici veri. Certo, la conquista importava, ma a lui del corteggiamento piaceva soprattutto il gioco».
Fu ospite di casa Minà.
«Era soprannominata Hotel California per il via vai incredibile. Una sera mi chiese di fargli il caffè un Robert De Niro fighissimo con i capelli lunghi (girava Mission), poi arrivò Giannina Facio (ora signora Ridley Scott, ndr) e se lo rapì».
Il più amico di tutti?
«Renato Zero: era nel cast di Fantastico 3 con Raffaella Carrà e Gigi Sabani. La nostra amicizia dura ancora. Ho sempre adorato fare shopping con lui: ogni negozio di occhiali è suo. Ti telefona e: "A' Nì, dove sei sparita?" Sempre a Fantastico 3 c'era Antonio Ricci: anche autore di Grillo, era ancora agli inizi ma già si vedeva il genio» .
Aveva sempre lavorato in Rai, però il Festivalbar era Mediaset.
GIGI SABANI - RENATO ZERO - RAFFAELLA CARRA - CORRADO MANTONI - MARINA PERZY
«Ci arrivai perché, mentre ero in visita alla casa discografica dell'allora mio fidanzato Mario Lavezzi, risolsi un problema di doppiaggio a Salvetti. Quando mise insieme il cast del programma, si ricordò di me. Ricordo Vasco Rossi, quando seppe di avere vinto mi sollevò e portò in braccio per tutta l'arena. Avevo un abito davvero striminzito... (ma la regia non ci riprese).
Era un tornado incontenibile. Insieme facemmo un'improvvisata a Ruggeri: si esibiva alla festa privata di uno che a Vasco aveva offerto un sacco di soldi per cantare e se lo ritrovò in casa, ma come ospite imbucato. Con Massimo Troisi accompagnammo Pino Daniele a un Umbria Jazz dove lui si esibiva: due amici persi troppo presto. Ho frequentato per un po' anche la Milano del Derby: Faletti, Boldi, Abatantuono...» .
(…)
Famosi anche gli amori, molto paparazzati. Prima accennava a Mario Lavezzi.
«Molte storie erano da rotocalco: inventate e buone da leggere dal parrucchiere per rilassarsi. Tipo quella con Julio Iglesias: eravamo seduti vicini a una festa, tutto qui. Non era il mio tipo. Fosse stato Sting... Ero più da rock. Con Lavezzi è durato 7 o 8 anni, in cui ci siamo presi e lasciati un sacco di volte. Tra noi l'ombra di Loredana Bertè, che mi accusava di averglielo rubato.
Di un altro molto noto non voglio invece assolutamente parlare, né che sia nominato: finisce sempre che si parla solo di questo. Una bella storia anche se breve l'ebbi con Stefano Casiraghi poco prima che si mettesse con Carolina di Monaco: bello, generoso e gentile.
Ricordo un Natale bellissimo nella sua casa in Brianza e una giornata di mare insieme ad altri amici (ma c'era già Carolina). La sua morte fu uno shock: mi aveva regalato un anello cui tenevo molto e indossavo sempre, ma che avevo perso in mare. Un segno?».
E oggi?
«Nello spettacolo vige la legge "lavori se già lavori". Invecchiare non è facile ma non demordo. Ho addentato la vita senza mai fermarmi per via del carattere e perché avevo un figlio di cui occuparmi. Simona Izzo e Ricky Tognazzi mi hanno voluta per la parte della psicanalista in Colpa dei sensi su Canale 5. E qualche sogno ancora lo coltivo: idee per nuovi programmi e soprattutto finire il libro ispirato alla mia vita. Il titolo Molte donne una sola vita è ancora provvisorio ma dà l'idea».
marina perzy walter zenga
marina perzy de sica
marina perzy
marina perzy
marina perzy
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