quentin deranque melenchon

MELENCHON, QUESTO E’ UN BEL MERDON! IL LEADER DI ESTREMA SINISTRA CHE SPERA DI CONQUISTARE L’ELISEO NELLA BUFERA PER IL CASO DI QUENTIN DERANQUE, IL GIOVANE DI ESTREMA DESTRA UCCISO A LIONE: SONO STATI ARRESTATI PER IL PESTAGGIO MORTALE DEL MILITANTE DUE COLLABORATORI DI UN DEPUTATO DI MÉLENCHON, RAPHAEL ARNAULT, MEMBRI DI UN GRUPPO “ANTIFA” VICINO ALLA "FRANCE INSOUMISE" E DISCIOLTO D’AUTORITÀ L’ESTATE SCORSA DAL MINISTERO DELL’INTERNO, TRA LE PROTESTE DI MÉLENCHON - LA STRATEGIA DEGLI ECCESSI DEL "POPULISTA ROSSO" POTREBBE ESSERE ARRIVATA AL PUNTO DI NON RITORNO...

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Stefano Montefiori per corriere.it - Estratti

 

quentin deranque 3

Per Jean-Luc Mélenchon e Rima Hassan, esponenti di punta del partito di estrema sinistra La France insoumise (Lfi), si fa più difficile l’impresa di tenersi lontani dal caso Quentin Deranque.

 

Cinque uomini sono stati arrestati ieri sera per il pestaggio del militante di estrema destra 23enne che poi è morto in ospedale, sabato 14 febbraio a Lione, con il cranio fracassato. Tra loro ci sono Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare del deputato Lfi Raphaël Arnault, a sua volta già condannato per avere aggredito nel 2021 un 18enne di estrema destra, sempre a Lione; un altro collaboratore di Arnault, Adrien Besseyre, e Robin Chalendard. Tutti ventenni ex membri della Jeune Garde Antifasciste, l’organizzazione «antifa» fondata da Arnault, vicina alla France insoumise e disciolta d’autorità l’estate scorsa dal ministero dell’Interno, tra le proteste di Mélenchon, perché considerata una minaccia all’ordine pubblico.

 

Giovedì 12 febbraio alla facoltà di Scienze politiche di Lione l’eurodeputata franco-palestinese della France insoumise Rima Hassan ha tenuto una delle sue affollatissime conferenze, nelle quali è solita difendere la causa pro Pal con posizioni radicalmente antisioniste non lontane da quelle di Hamas e degli ayatollah iraniani.

jacques elie favrot

 

Per protestare contro la sua presenza all’università, al grido di «fuori gli islamo-gauchisti dalle nostre facoltà», è intervenuto il collettivo femminile reazionario Némésis, che ha chiamato in rinforzo alcuni compagni identitari di estrema destra tra i quali Quentin Deranque. Poco lontano dalla facoltà, gli «antifa» della Jeune Garde e gli estremisti di destra si sono scontrati e Quentin è stato ridotto in fin di vita. Calci e pugni in testa, fino al coma e alla morte due giorni dopo.

 

Da sabato a ieri Jean-Luc Mélenchon, il 74enne ex socialista fondatore e leader della France insoumise che spera di conquistare l’Eliseo, o almeno arrivare al secondo turno delle presidenziali del 2027, ha cercato di dimostrare l’estraneità del partito rispetto ai fatti di Lione. Ma molti — nel governo e nella destra, ma anche la sinistra moderata di Raphaël Glucksmann — hanno evocato «la responsabilità morale» di Mélenchon nella radicalizzazione dello scontro politico, con una violenza verbale che negli ultimi tempi è cresciuta fino a diventare anche fisica, e fatale, a Lione.

 

(…) La strategia degli eccessi di Jean-Luc Mélenchon, che auspica la rivoluzione invocando «il rumore e il furore» fuori e dentro il Parlamento, potrebbe essere arrivata al punto di non ritorno.

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