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LA MELONI ACCELERA SULLA LEGGE ELETTORALE: OCCHIO PERCHE’ COSI’ SI PERDE PER STRADA GLI ALLEATI – IL GOVERNO CHIEDERÀ DI APPROVARE IL NUOVO TESTO ENTRO UN MESE ALLA CAMERA MA FORZA ITALIA, SULLA SPINTA DI MARINA BERLUSCONI, AVVERTE LA DUCETTA: “NO ALLE PREFERENZE, ALTRIMENTI SALTA TUTTO” - TRA GLI AZZURRI IL TIMORE E’ CHE FDI PRESENTI UN EMENDAMENTO DIRETTAMENTE IN AULA SENZA L’ACCORDO CON IL RESTO DELLA MAGGIORANZA: “SE LO PRESENTERANNO, SI ASSUMERANNO LA RESPONSABILITÀ POLITICA”- LE LITI ANCHE SUL PREMIO DI MAGGIORANZA...
Gabriella Cerami per repubblica.it - Estratti
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
Parola d’ordine «accelerare». Le prossime tappe sono decise, perché a palazzo Chigi c’è la volontà di stringere i tempi «al massimo». E allora mercoledì i capigruppo della maggioranza alla Camera chiederanno la calendarizzazione della riforma in aula per il mese prossimo. Perché «entro la fine di giugno» il testo venga approvato in prima lettura. Dopo un passaggio blindato in commissione. Una forzatura, protesta l’opposizione.
«C’è la volontà di accelerare al massimo l’approvazione», annuncia dal Festival dell’economia di Trento il ministro ai rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. «Il centrodestra lo ha deciso, naturalmente con il consenso del governo, di accelerare dopo aver atteso le proposte del centrosinistra che non sono mai arrivate», accusa.
La riforma è attualmente in discussione in commissione Affari costituzionali, sono terminate le audizioni ma deve ancora iniziare la discussione generale. E la partita degli emendamenti è ancora tutta da giocare. Gli uffici tecnici, come anticipato da Repubblica, sono al lavoro per studiare, su richiesta della maggioranza, un testo bis da sostituire a quello attuale dove verrebbero recepite alcune modifiche. Un modo anche questo per velocizzare i tempi.
antonio tajani e giorgia meloni alla camera foto lapresse
Per l’opposizione, si tratterebbe di una grave forzatura. «Ancora non è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti e già sentiamo dire che la legge elettorale deve essere chiusa entro l’estate», attacca Simona Bonafè, la capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali. Inoltre, «i costituzionalisti auditi hanno rilevato molti profili di incostituzionalità e adesso - incalza - ci sarebbe anche un nuovo testo su cui la maggioranza litiga per trovare la quadra».
Tra le modifiche c’è quella del premio di maggioranza che dal 40% passerebbe al 42%, come conferma anche Ciriani. «Sarà un premio - assicura il ministro, per provare a smontare il principale dei rilievi - che garantisca stabilità senza mettere a repentaglio la possibilità del Parlamento di scegliere il presidente della Repubblica».
Mentre sull’inserimento delle preferenze Fratelli d’Italia vuol forzare presentando un emendamento direttamente in Aula senza l’accordo con il resto della maggioranza e nonostante il rischio che gli azzurri, per protesta, facciano saltare l’intera riforma. Nazario Pagano, forzista presidente della commissione Affari costituzionali, nega che ci saranno emendamenti per le preferenze. E un suo collega di partito dietro anonimato avverte: «Se ne presenteranno, si assumeranno la responsabilità politica».
antonio tajani giorgia meloni e matteo salvini al senato – comunicazioni sulla guerra all iran - foto lapresse
marina berlusconi tajani
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