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SUSSURRI DAL COLLE - MATTARELLA NON SI È MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE SULLA LEGGE ELETTORALE , APPROVATA DEFINITIVAMENTE IERI DALLA CAMERA, MA AVREBBE SUGGERITO QUALCHE CAMBIO IN CORSO D’OPERA ALLA DUCETTA - DUE GLI ASPETTI FINITI SOTTO LA LENTE DEL QUIRINALE: PREMIO DI MAGGIORANZA E INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER - DOPO LA FIRMA DI MATTARELLA, IL MELONELLUM FINIRÀ AL VAGLIO DELLA CORTE COSTITUZIONALE. GIURISTI E AVVOCATI, SPALLEGGIATI DAL “CAMPO LARGO”, SONO PRONTI CON I RICORSI PER AVERE QUANTO PRIMA UN VERDETTO DELLA CONSULTA…

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1. PREMIO AL 42% E SCELTA DEL LEADER I PALETTI DEL QUIRINALE SULLA RIFORMA 

Estratto dall’articolo di C.Ve. per “la Repubblica” 

 

GIORGIA MELONI - SERGIO MATTARELLA - A PORTA A PORTA - FOTO LAPRESSE

Ci sono almeno due punti della legge elettorale che sono cambiati in corso d'opera pare grazie alla moral suasion del presidente Mattarella: quello sulla soglia e quello sull'indicazione del candidato premier. La soglia che fa scattare il premio per la coalizione che la supererà è passata dal 40 al 42%. [...]

 

Nell'interlocuzione è venuto fuori che un'asticella del 40 avrebbe potuto trovare l'opposizione della Consulta, alla luce delle sue precedenti sentenze, così come il premio, che è sempre una distorsione della rappresentanza, non poteva essere monstre. Alla fine si è trovato un punto di caduta in 70 seggi in più alla Camera e 35 al Senato. 

 

voto finale aula camera su legge elettorale

L'altra modifica è stata quella di aggiungere «fatte salve le prerogative del presidente della Repubblica» nella parte sull'indicazione del candidato presidente. La nuova legge stabilisce che ciascuna lista o coalizione dovrà indicare il proprio leader al momento della presentazione delle candidature. 

 

Ora, secondo la Costituzione, è il capo dello Stato a nominare il premier: la specificazione, fatta inserire strada facendo, ribadisce che l'ultima parola spetta al Quirinale, anche se poteva apparire pleonastico. [...]

 

2. IL CONFRONTO CON IL COLLE E LE «LIMATURE» AL TESTO 

Estratto dall’articolo di Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera” 

 

Superato lo scoglio del voto segreto alla Camera, la legge elettorale deve passare l’esame della Corte costituzionale. Ma prima ancora lo Stabilicum dovrà essere firmato da Sergio Mattarella. 

legge elettorale

 

[...] Il giurista del Colle non si è mai espresso pubblicamente sulla legge che le opposizioni ritengono «una truffa», ma non è un azzardo pensare che evidenti strappi alla Carta non ve ne siano, visti i cambiamenti in corsa. 

 

Il faro del presidente della Repubblica sul nuovo sistema di voto, il quarto in vent’anni, è infatti acceso da mesi, prova ne siano le corpose limature che la maggioranza ha apportato al testo prima dell’ultimo approdo alla Camera.

sergio mattarella giorgia meloni

 

Il cambiamento più vistoso riguarda la soglia per il premio di maggioranza, che è stata alzata al 42 per cento. In odore di incostituzionalità era apparsa la norma che impone l’indicazione del candidato premier nel programma e anche lì la modifica non è passata inosservata. 

 

Dopo il confronto tra Mattarella e Meloni rivelato sul Corriere da Francesco Verderami, sono spuntati nel testo due articoli della Costituzione: il 67, che prevede l’assenza di vincolo di mandato per i parlamentari e il 92, sulla prerogativa del capo dello Stato di nominare il premier. [...]

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