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GIORGIA MELONI SI "CUCE" LA LEGGE ELETTORALE ADDOSSO - SECONDO "YOUTREND", CON LO "STABILICUM" PRESENTATO DALLA MAGGIORANZA IL CENTRODESTRA OTTERREBBE CIRCA 228 SEGGI ALLA CAMERA E 113 AL SENATO, PARI A CIRCA IL 57% DEL TOTALE. ESITO RADICALMENTE DIVERSO RISPETTO SE SI ANDASSE AL VOTO CON L'ATTUALE "ROSATELLUM": CON LA LEGGE VIGENTE, NESSUNA TRA LE ATTUALI COALIZIONI RAGGIUNGEREBBE LA MAGGIORANZA - NOTO SONDAGGI CERTIFICA CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, CHE ABOLISCE I COLLEGI UNINOMINALI, ALLONTANA LA RIMONTA DEL "CAMPO LARGO": "IL CENTROSINISTRA UNITO, PIÙ FORTE RISPETTO AL 2022, NE CONQUISTEREBBE MOLTI DI PIÙ AL SUD..."
PROPORZIONALE E PREMIO, ECCO LE NUOVE REGOLE. “LA DESTRA HA PIÙ CHANCE”
Gabriella Cerami e di Serena Riformato “per Repubblica”
SIMULAZIONE BY YOUTREND DELLA RIPARTIZIONE DEI SEGGI CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE STABILICUM
Quali sarebbero gli effetti del nuovo sistema elettorale? Le simulazioni elaborate da YouTrend, in esclusiva per Repubblica, mettono in evidenza un dato politico chiaro: in base ai sondaggi più recenti, con il Rosatellum il centrosinistra registrerebbe un leggerissimo vantaggio, ma nessuna coalizione raggiungerebbe una maggioranza netta in Parlamento; con il neonato Donzellum, ecco il ribaltamento: il centrodestra vincerebbe, prendendosi il 57% dei seggi totali.
Un abito sartoriale cucito sulle esigenze della coalizione di governo che punta al bis. Grazie a una modifica, in particolare: «Il nuovo assetto disinnesca il meccanismo dei collegi che ora, con un centrosinistra unito, sarebbe dannoso per il centrodestra», spiega Lorenzo Pregliasco, fondatore di YouTrend. [...]
SIMULAZIONE BY NOTO DELLA RIPARTIZIONE DEI SEGGI CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE STABILICUM
Alla Camera, il centrodestra, con il testo appena presentato, salirebbe a 228 seggi, comodamente sopra la maggioranza di 201. Le opposizioni - senza Azione - si fermerebbero a 147. Al Senato, il bottino di FdI, Lega, FI e Noi Moderati insieme sarebbe invece di 113 seggi. Al centrosinistra ne rimarrebbero 76.
In sintesi: rispetto alle stime sul Rosatellum, un’eventuale alleanza progressista, con le regole messe a punto dalla destra, perderebbe 45 seggi a Montecitorio e 19 a Palazzo Madama. Se si votasse oggi, il pareggio sarebbe determinato da un «elemento decisivo», spiega YouTrend: il superamento delle sfide uno a uno, dove il centrosinistra «risulterebbe oggi più competitivo grazie a un campo largo più coeso che strapperebbe eletti soprattutto al Sud».
Tant’è che il centrosinistra, se rimanesse in vigore la legge attuale, alla Camera incasserebbe 79 collegi uninominali contro i 65 del centrodestra, al Senato 38 contro 33. Nel ‘22, invece, la maggioranza «aveva conquistato oltre l’80% dei collegi con circa il 44%, grazie alla divisione dell’opposizione». [...]
CON LO “STABILICUM” LA SINISTRA FRENA AL SUD
Estratto dell'articolo di Niccolò Carratelli per "la Stampa"
La prospettiva è ritrovarsi, il giorno dopo le elezioni politiche, con rapporti di forza in Parlamento molto simili a quelli attuali. Una differenza di seggi ben più ampia dell’effettivo divario tra le coalizioni nelle urne, con un centrosinistra sì sconfitto, ma non in modo schiacciante.
GIORGIA MELONI - FOTO di Luca Santese e Marco P.Valli - Cesura
La simulazione realizzata da Antonio Noto con la sua squadra di analisti, sulla possibile composizione della futura Camera dei deputati, si basa sugli ultimi sondaggi disponibili e misura gli schieramenti al momento in campo: da una parte l’attuale maggioranza che sostiene il governo Meloni, senza il partito di Vannacci, dall’altra il campo largo delle opposizioni, escluso Carlo Calenda con Azione. Il centrodestra può contare su 239 seggi, il centrosinistra su 138.
Ebbene, andando al voto con il sistema appena proposto, il quadro non si modificherebbe di molto. Secondo Noto, infatti, Meloni e soci potrebbero vincere le elezioni con il 47,5%, contro il 43,5% del fronte progressista. Solo quattro punti di scarto, quindi, che potrebbero però valere cento seggi in più a Montecitorio. «Stimiamo una forchetta tra i 220 e i 242 seggi per il centrodestra e tra i 138 e i 152 seggi per il centrosinistra», spiega Noto, fotografando gli effetti del premio di maggioranza.
Con una distanza, a livello parlamentare, che grossomodo rispecchierebbe quella attuale, consentendo al governo una navigazione regolare, senza dover mai preoccuparsi dei numeri. «La sensazione è che la nuova legge elettorale non sposti poi molto nella competizione tra centrodestra e centrosinistra – spiega Noto – ma può avere effetti sul peso dei singoli partiti dentro le coalizioni».
L’addio ai collegi uninominali, però, qualcosa sposta: il centrosinistra unito, più forte rispetto al 2022, ne conquisterebbe molti di più al Sud, ma così la rimonta auspicata (da Schlein e Conte) non ci sarà. «È vero, ma è altrettanto vero che al Nord ci sono più collegi uninominali e quelli li vincerebbe soprattutto il centrodestra, in particolare la Lega», sottolinea Noto.
giorgia meloni intervistata da skytg24 3
Dunque, ci sono possibili contraccolpi anche per l’attuale maggioranza, con il «rischio di uno squilibrio nel rapporto tra alleati: il partito di Salvini avrà meno candidati “blindati” e probabilmente meno eletti». Ma il nodo è l’entità del premio di maggioranza, ritenuta distorsiva dalle opposizioni: «Il premio è per sua natura un’alterazione del risultato elettorale per favorire la governabilità – dice Noto –. È sempre stato così, anche in passato». [...]
giorgia meloni - addis abeba
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