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MILANO E’ MIA E ME LA GESTISCO IO - IGNAZIO LA RUSSA VUOLE CANDIDARE A TUTTI I COSTI NEL CAPOLUOGO LOMBARDO IL LEADER DI "NOI MODERATI", MAURIZIO LUPI - MA I DESIDERATA DEL PRESIDENTE DEL SENATO SI SCONTRANO CON FORZA ITALIA CHE VORREBBE PUNTARE SULL'ECONOMISTA CARLO COTTARELLI, PER AVERE L’APPOGGIO DI CALENDA - IL BRACCIO DI FERRO TRA ALLEATI VIENE OSSERVATO CON DISTACCO DALLA LEGA, CHE METTE SUL TAVOLO IL NOME DELLA VICESEGRETARIA SILVIA SARDONE...
Estratto dall’articolo di Alessandra Corica per “la Repubblica"
Il braccio di ferro è tutto tra Fratelli d'Italia, con Ignazio La Russa che punta a fare il kingmaker della partita, e Forza Italia. Che nella Milano dove il partito è nato — e dove Marina e Piersilvio Berlusconi seguono tutto con grande attenzione — vuole dare le carte, anche a costo di un eventuale strappo. Modello "Vigevano", come ripetono da tempo, riferendosi alla città nel Pavese dove i berluscones sono andati da soli con un civico. E hanno vinto.
È tutto qui, lo stallo nel centrodestra sul candidato per strappare al centrosinistra l'anno prossimo per Palazzo Marino. Facile a dirsi, difficile a farsi. E questo non solo perché i sondaggi, per ora, non sono benevoli — e danno l'alleanza a trazione meloniana sotto di almeno dieci punti — ma anche perché trovare la quadra appare difficile: FdI, con La Russa, da mesi punta a un candidato politico con un nome e cognome, Maurizio Lupi leader di Noi Moderati, ciellino doc che sotto la Madonnina ha rapporti con tutti quelli che contano. Forza Italia, dal canto suo, sostiene da mesi, come detto anche dal leader Antonio Tajani, la necessità di allargare al centro e ad Azione e ha anche individuato un possibile nome da schierare, l'economista Carlo Cottarelli.
maurizio lupi atreju 2025 foto lapresse
Che anche se prova a restare coperto («Non ho ricevuto proposte ufficiali») avrebbe già incontrato lo stesso La Russa nello studio milanese del numero uno di Palazzo Madama (con cui condivide la passione interista), e starebbe facendo più di un pensierino sulla possibilità. «Se si candidasse Cottarelli, lo sosterremmo a prescindere dal sostegno della sinistra», ha rilanciato allora ieri da Pantelleria Carlo Calenda, con il coordinatore lombardo di Fi Alessandro Sorte a ribadirlo: «Vogliamo vincere a Milano e l'unico modo è allargare la coalizione alle forze europeiste. Lo schema con Cottarelli candidato, se lui fosse disponibile, sarebbe vincente».
Certo, da capire quanto gli azzurri siano disposti a tirare la corda. E a spingere per quelle "geometrie variabili" che tanto sanno di Prima Repubblica, e che sembrano essere tornate in auge a Milano.
La Russa, sempre da Pantelleria, nei giorni scorsi ha stroncato l'idea di un centrodestra diviso — «Non dicano sciocchezze», rivolto agli azzurri — considerando che la partita milanese si intreccia con le Amministrative nelle altre grandi città e con le Politiche dell'anno prossimo. Tutto, però, è da vedere.
E mentre la Lega sta alla finestra — e accarezza l'idea di una corsa con la vicesegretaria Silvia Sardone, incoronata dalla "gazebata" di Matteo Salvini e pronta anche alle primarie di coalizione — i possibili candidati fioccano, dall'ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada all'ex forzista Pietro Tatarella, al giornalista Giovanni Terzi gradito al Carroccio. [...]
carlo cottarelli
matteo salvini e silvia sardone
silvia sardone matteo salvini
Il presidente del Senato Ignazio La Russa
maurizio lupi foto lapresse
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