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NIENTE SCUDO PER L’EX “ZARINA”: IL PROCESSO A GIUSI BARTOLOZZI VA AVANTI - LA CORTE COSTITUZIONALE HA ACCOLTO SOLO PARZIALMENTE IL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONI SOLLEVATO DALLA CAMERA CONTRO I MAGISTRATI DI ROMA IN FAVORE DELL’EX CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CARLO NORDIO (ORA CONSIGLIERA GIURIDICA DEL MINISTRO DEGLI AFFARI UE TOMMASO FOTI). BARTOLOZZI È IMPUTATA PER FALSE DICHIARAZIONI SUL CASO ALMASRI – L’AULA AVEVA SOSTENUTO CHE BARTOLOZZI AVREBBE DOVUTO USUFRUIRE DELLO STESSO SCUDO CHE SPETTAVA AI MINISTRI. LA CONSULTA HA “ESCLUSO UNA LESIONE DELLE PREROGATIVE DELLA CAMERA IN RELAZIONE ALLA MANCATA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE NEI CONFRONTI DI BARTOLOZZI…”

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Estratto dell’articolo di Paolo Frosina per www.ilfattoquotidiano.it

 

giusi bartolozzi

Giusi Bartolozzi non si salva, per ora, dal processo sul caso Almasri. La Corte costituzionale ha accolto solo parzialmente il conflitto di attribuzioni sollevato dalla Camera contro i magistrati di Roma in favore dell’ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio (ora consigliera giuridica del ministro degli Affari Ue Tommaso Foti).

 

Bartolozzi è imputata nella Capitale (il processo è in fase di udienza preliminare) per aver reso false dichiarazioni al Tribunale dei ministri sulla liberazione del generale libico Osama Almasri, per cui erano indagati Nordio, Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

 

il torturatore libico almasri

La posizione della premier è stata in seguito archiviata, mentre i due ministri e il sottosegretario hanno evitato il processo grazie alla Camera, che ha negato l’autorizzazione a procedere nei loro confronti.

 

Successivamente, l’Aula ha sollevato il conflitto contro il Tribunale e la Procura di Roma, sostenendo che l’ex “zarina” avrebbe dovuto essere indagata in concorso con i membri del governo, permettendo anche a lei di usufruire dello scudo parlamentare e – soprattutto – non consentendo ai magistrati di sentirla come testimone con l’obbligo di rispondere e dire la verità (da cui l’accusa di false dichiarazioni).

 

giusi bartolozzi e carlo nordio

Nella discussione davanti alla Corte (svolta il 6 ottobre) l’avvocato di Montecitorio Vittorio Manes ha sottolineato in questo senso il “ruolo assolutamente protagonistico” avuto nella vicenda da Bartolozzi, che ha partecipato “in prima persona a tutte le fasi valutative e decisionali”.

 

La Consulta, comunica l’ufficio stampa, ha però “escluso una lesione delle prerogative della Camera in relazione alla mancata richiesta di autorizzazione a procedere” nei confronti di Bartolozzi, ritenendo soltanto che il Tribunale dei ministri “avrebbe dovuto esplicitare le ragioni per le quali non ha ritenuto di configurare una possibile responsabilità per concorso nei reati attribuiti al ministro”. In sostanza, il processo può andare avanti: i verbali con le false dichiarazioni restano utilizzabili.

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

I magistrati, però, dovranno spiegare ex post alla Camera perché non hanno considerato concorrente l’ex “zarina”, “in modo da porla in condizioni di eventualmente promuovere” un nuovo conflitto di attribuzioni, nel caso in cui ritenga violate le proprie prerogative. La vicenda, quindi, potrebbe non essere chiusa.

[…]

 

La Corte, riferisce l’ufficio stampa, ha respinto anche l’altra argomentazione della Camera, cioè quella “che sussistesse un obbligo di chiedere un’autorizzazione a procedere nei confronti della dottoressa Bartolozzi per il diverso reato di false dichiarazioni“, in quanto “connesso” a quello contestato a Nordio.

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

“Non è stata infatti condivisa la tesi della Camera, secondo cui l’obbligo di chiedere l’autorizzazione a procedere si estenderebbe anche ai reati compiuti da un terzo e semplicemente connessi a quelli ministeriali, come – in ipotesi – dichiarazioni false realizzate allo scopo di occultare la responsabilità di un ministro”, si legge nel comunicato.

 

“La Corte ha, in proposito, sottolineato che la specialità della disciplina dei reati ministeriali, con la connessa garanzia dell’autorizzazione a procedere a tutela dell’azione di governo, esclude una interpretazione estensiva della disciplina dell’autorizzazione stessa. Eventuali esigenze di riservatezza istituzionale su circostanze apprese da persone interrogate dal Tribunale che non rivestano funzioni ministeriali possono essere tutelate, ove ne ricorrano le condizioni di legge, attraverso lo strumento dell’opposizione del segreto di Stato“.

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