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“SONO D'ACCORDO CON NICOLA GRATTERI. INSIEME ALLE PERSONE PER BENE CHE VOTERANNO SÌ, LO FARANNO I MASSONI, I GRANDI ARCHITETTI DEL SISTEMA CORRUTTIVO E I MAFIOSI” – L’EX PM DI PALERMO NINO DI MATTEO CONCORDA CON IL COLLEGA: “GLI AUTORI DELLA RIFORMA PARTONO DALLA NECESSITÀ E DAL QUOTIDIANO ESERCIZIO DI UNA DENIGRAZIONE DELLA MAGISTRATURA” – IL FORZISTA MULE’ REPLICA: “È IL DELIRIO DI UN INVASATO” – FA DISCUTERE QUANTO DETTO DAL FIGLIO DEL PIDUISTA LICIO GELLI, MAURIZIO, IN UNA INTERVISTA AL "FATTO", SECONDO IL QUALE LA RIFORMA CORRISPONDE AL DISEGNO DEL PADRE - SCHLEIN: "SE VINCE IL NO, NON CHIEDERÒ LE DIMISSIONI DELLA PREMIER"
M. Pucc. per "la Repubblica" – Estratti
È una dichiarazione che, con ogni probabilità, rinfocolerà le polemiche referendarie. Il magistrato Nino Di Matteo a Roma presenta l'ultimo libro di Marco Travaglio per il no alla riforma e dice: «Sono perfettamente d'accordo con Nicola Gratteri. Insieme alle persone per bene che voteranno sì, lo faranno i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi».
Secondo Di Matteo, «gli autori della riforma partono dalla necessità e dal quotidiano esercizio di una denigrazione della magistratura. Quando ci bombardano di notizie e giudizi negativi sulla magistratura, dal caso Garlasco al caso Tortora, ai bambini della casa del bosco, delegittimano la giustizia agli occhi del popolo rivolgendosi alla pancia di quanti hanno interesse a una delegittimazione della magistratura, e questi sono i massoni, i mafiosi».
nino di matteo foto mezzelani gmt 029
Quando nel 1987 il Psi e il Partito radicale furono i principali fautori del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, «i mafiosi erano talmente entusiasti che decisero di votare per loro, anche cambiando quelle che allora erano le loro inclinazioni verso la Democrazia cristiana», è il ricordo del già procuratore aggiunto di Palermo. Prime risposte da destra:
«È il delirio di un invasato animato dal pregiudizio che non ha alcun rispetto per l'intelligenza e la storia», commenta Giorgio Mulè, forzista e vicepresidente della Camera. In casa Lega si replica via social: «Sempre più nervosi, arroganti e violenti alcuni signorotti del no».
Comunque vada, se vincerà il no il Pd non chiederà dimissioni o altro: «La sfida alla destra si giocherà alle Politiche del 2027», spiega la segretaria Elly Schlein. Fa anche discutere al contempo quanto detto dal figlio del piduista Licio Gelli, Maurizio, in una intervista al Fatto, secondo il quale la riforma corrisponde al disegno del padre.
carlo nordio e nicola gratteri
nino di matteo funerali di andrea purgatori
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