CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME…
NON È LA SOLITA PUTINATA: LA RUSSIA SI È ARMATA PER COLPIRE L'EUROPA! – IN QUESTI QUATTRO ANNI DI GUERRA ALL’UCRAINA, MOSCA HA SVILUPPATO DIVERSI MODELLI DI DRONI, IN GRADO DI ELUDERE I RADAR NEMICI E DI COLPIRE ANCHE A LUNGA DISTANZA – SI TRATTA DI VELIVOLI LOW-COST, CHE SI MUOVONO IN SCIAMI FINO A 500 KM ORARI ED ELUDONO I SISTEMI DI DIFESA PIU’ SOFISTICATI – ECCO PERCHÉ, NONOSTANTE ITALIA E FRANCIA ABBIAMO NEGATO DI AVER RICEVUTO DALLA CIA UN’ALLERTA SUL PIANO DI ATTACCO AEREO DAL MEDITERRANEO, LO SCENARIO PEGGIORE NON VA ESCLUSO – CROSETTO: “LA GUERRA NON ARRIVERÀ IN ITALIA, MA CI PREPARIAMO A DIFENDERCI. SUBIAMO CYBER ATTACCHI OGNI GIORNO, È TEMPO DI REAGIRE...”
1. CROSETTO, 'SUBIAMO CYBER ATTACCHI OGNI GIORNO, È TEMPO DI REAGIRE'
VLADIMIR PUTIN - GUERRA IBRIDA CONTRO L'EUROPA
(ANSA) - SASSARI, 25 SET - "Gli attacchi dalla Russia nelle modalità ipotizzate ieri non stanno né in cielo, nè in terra, ma i cyber attacchi sono costanti, tutti i giorni. Ho anche scritto a tutti i miei colleghi europei e della politica italiana oltre un anno e mezzo fa su questo tema".
Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Sassari, margine della cerimonia per il conferimento della medaglia d'argento al valore dell'Esercito alla bandiera di guerra del Reggimento logistico "Sassari", per l'operato svolto in Libano durante il mandato della Brigata "Sassari" 2024-2025, nell'ambito della missione Unifil.
sergio mattarella e guido crosetto - esercitazione nel poligono di monte romano
"Mentre noi stiamo parlando ci sono attacchi cyber, mentre noi parliamo c'è disinformazione, c'è il tentativo di manipolazione. Questo è costante, non soltanto dalla parte russa - ha aggiunto - C'è un'attività per cui la guerra cognitiva e la possibilità di manipolare le opinioni pubbliche fa parte del modo con cui si indebolisce l'avversario, senza fare una guerra vera e propria. Noi la stiamo subendo da anni. Occorre probabilmente pensare di reagire e non soltanto subire".
2. CROSETTO, 'LA GUERRA NON ARRIVERÀ IN ITALIA MA CI PREPARIAMO A DIFENDERCI'
(ANSA) - SASSARI, 25 SET - I venti di guerra sfiorano l'Italia, ma secondo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è molto improbabile che possano spingere il Paese in un conflitto armato: "Noi ci prepariamo a difenderci, sapendo che probabilmente mai dovremmo farlo, nel senso che dobbiamo essere ottimisti anche in tempi drammatici come questi, ma lo scopo del Capo di Stato Maggiore della Difesa, dell'esercito, del ministro della Difesa è di prepararsi a ogni evenienza possibile".
Il ministro Crosetto, a Sassari per conferire la medaglia d'argento alla bandiera di guerra della Brigata Sassari, spegne così gli allarmismi sulle ipotesi che l'Italia possa essere attaccata e trascinata in guerra.
"Quello che facciamo è una sfida che tutti i giorni cambia, aumenta perché aumenta la tecnologia, aumentano le minacce - ha aggiunto - Ogni volta che succede qualcosa in un'altra parte del mondo, noi diciamo 'ok, se accadesse in Italia? Prepariamoci in questo caso'. Ma non perché pensiamo che debba arrivare, perché il nostro dovere è difenderci da qualunque tipo di crisi che possa toccarci".
3. I DRONI CHE LA RUSSIA POTREBBE USARE PER COLPIRE L'EUROPA
Articolo di Jesús Maturana per www.euronews.com
Dopo oltre quattro anni di guerra tra Russia e Ucraina, la tecnologia e la spesa per gli equipaggiamenti militari si sono evolute in modo significativo. Sono stati rilevati diversi droni russi in volo sul territorio dell'Unione Europea. Si sono registrate incursioni in Polonia e Bulgaria, sebbene, secondo un rapporto della CIA, la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente.
Le ultime informazioni della CIA hanno chiarito che esiste il rischio di attacchi con droni russi contro Spagna, Francia o Italia, lanciati da container a bordo di navi appartenenti alla flotta ombra nel Mediterraneo. Quindi, che tipo di droni utilizza l'esercito russo? Secondo le ultime informazioni provenienti dall'esercito ucraino, si tratta di qualcosa di ben più complesso dei droni Shahed di fabbricazione iraniana.
raggio d'azione dei droni russi nel mediterraneo
Nelle prime ore del 27 agosto, la difesa aerea ucraina ha abbattuto o neutralizzato 233 obiettivi russi in un singolo bombardamento notturno. Tra questi, 258 droni d'attacco, due missili antinave Oniks e diversi missili balistici Iskander-M e KN-23.
Secondo l'aeronautica militare ucraina, circa un terzo di questi droni è a propulsione a reazione, mentre il resto è costituito da un mix di droni di tipo Shahed, sistemi Gerbera e missili Banderol, oltre a dispositivi di inganno.
Questa combinazione offre un quadro abbastanza preciso dello stato dell'arsenale di droni russo in questa fase della guerra: non si basa più su un singolo modello, ma su un'intera famiglia di sistemi che svolgono ruoli diversi, dall'inondare il cielo con sciami di droni a basso costo al penetrare le difese nemiche a oltre 500 chilometri orari.
Parte della spiegazione risiede nei costi. Sparare con un intercettore da un milione di dollari contro un drone che vale tra i 25.000 e i 40.000 euro (tra i 21.000 e i 35.000 euro) è insostenibile a lungo termine, e questo squilibrio è proprio ciò che Mosca sta sfruttando lanciando ondate capaci di mettere fuori uso sistemi di difesa aerea ben più costosi, sia con i suoi droni che con armi più convenzionali.
La base industriale della Russia e la corsa alla produzione
Drone russo a corto raggio Lancet
La maggior parte di questa flotta di droni proviene dalla Zona Economica Speciale di Alabuga, in Tatarstan, a circa 1.200 chilometri dal confine ucraino. Il complesso si estende su oltre 2,8 milioni di metri quadrati e si stima che circa il 15% delle sue strutture sia dedicato, direttamente o indirettamente, alla produzione bellica.
Lì vengono stampate le fusoliere in materiale composito, fabbricati i motori, assemblati i componenti elettronici di bordo e immagazzinati i pezzi finiti.
Gli attacchi ucraini contro il complesso hanno costretto la Russia a spostare gran parte di quella catena sottoterra.
VLADIMIR PUTIN VISITA UNA FABBRICA DI DRONI
Secondo le stime di un analista ucraino che utilizza fonti aperte, ad Alabuga sono già stati costruiti circa 42.000 metri quadrati di spazio sotterraneo, l'equivalente di sei campi da calcio.
Secondo quanto riportato dai media russi citati da "The Economist", la produzione giornaliera dei droni Geran-2 supera già le 100 unità, con l'obiettivo di raggiungere le 500 al giorno. I droni Geran-2 sono i sistemi meglio conosciuti come Shahed-136.
In termini di volume complessivo, le stime variano a seconda della fonte, ma puntano nella stessa direzione. Il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali ha calcolato che a marzo 2026 la Russia produceva circa 5.500 droni al mese, mentre l'intelligence militare ucraina ha stimato la produzione di agosto a circa 3.000 droni Geran-4 e Geran-5 e circa 2.800 Geran-2 al mese.
In termini di volume complessivo, le stime variano a seconda della fonte, ma puntano nella stessa direzione. Il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali ha calcolato che a marzo 2026 la Russia produceva circa 5.500 droni al mese, mentre l'intelligence militare ucraina ha stimato la produzione di agosto a circa 3.000 droni Geran-4 e Geran-5 e circa 2.800 Geran-2 al mese.
Nel marzo dello stesso anno, secondo un rapporto citato da Euronews, la Russia aveva lanciato 6.462 droni di tipo Shahed e relativi sistemi di attacco e di inganno, di cui 4.186 erano droni d'attacco Geran-2 di tipo Shahed, con una media di 208 lanci al giorno – un ritmo che in alcuni giorni ha superato i 900 droni .
Geran-2: il drone che satura le difese ucraine
droni russi a reazione Geran-3 e Geran-4
Questo è il modello che ha costituito la base della maggior parte degli attacchi dal 2022. Progettato in Iran, la Russia ne produce una propria versione ad Alabuga con la denominazione Geran-2.
Produttore: HESA / Shahed Aviation Industries (Iran); versione russa assemblata ad Alabuga con la denominazione Geran-2.
Dimensioni: 3,5 metri di lunghezza con un'apertura alare di 2,5 metri.
Peso: circa 200 chilogrammi.
Propulsione: motore a pistoni a quattro tempi Mado MD-550 da circa 50 cavalli, con elica posteriore.
Velocità di crociera: circa 185 km/h.
Gittata: tra 1.000 e 2.500 chilometri a seconda della versione; la variante russa con una testata rinforzata da 90 kg ha una gittata ridotta a circa 1.000 chilometri.
Carico esplosivo: tra 30 e 50 chilogrammi nella versione standard, con un involucro che combina esplosivi convenzionali con materiale termobarico ed elementi di frammentazione metallica.
Costo stimato: tra 20.000 e 50.000 dollari (tra 17.000 e 43.000 euro) per unità.
In servizio da: settembre 2022.
Tasso di intercettazione ucraino: stimato tra il 65% e l'85% secondo Global Military.
Geran-3, Geran-4 e Geran-5: La corsa alla velocità
Frammenti di un drone Shahed dopo un attacco russo a Kiev
Con il miglioramento dei caccia intercettori ucraini, la Russia ha proceduto alla sostituzione delle eliche con motori a reazione. Questo salto tecnologico si è concretizzato in tre fasi.
Il primo, il Geran-3, basato sullo Shahed-238, riutilizzava la fusoliera del Geran-2 con l'aggiunta di un turbogetto. Raggiungeva velocità comprese tra 300 e 370 km/h e aveva un raggio d'azione di quasi 1.000 chilometri, con una testata combinata termica e a frammentazione di circa 50 chilogrammi.
L'intelligence ucraina ha documentato la presenza di decine di componenti stranieri tra i rottami, molti dei quali di produttori statunitensi, oltre a parti cinesi ed europee.
drony - non ci sono paragoni - meme by emiliano carli
Il Geran-4 presentava una fusoliera completamente riprogettata, anziché un semplice adattamento. Le sue dimensioni rimangono simili a quelle dello Shahed originale – circa 3,5 metri di lunghezza con un'apertura alare di 3 metri – ma con ali fisse integrate per ridurre la resistenza aerodinamica.
Secondo le analisi degli specialisti, la sua velocità di crociera è compresa tra 300 e 350 km/h, con picchi fino a 500 km/h, vola a un'altitudine tra i 4.000 e i 5.000 metri e può trasportare una testata da 50 chilogrammi a una distanza compresa tra 450 e 850 chilometri.
In pratica, tuttavia, la Russia è riuscita a superare tale cifra: volando ad alta quota per ridurre il consumo di carburante, un Geran-4 ha registrato un volo di circa 960 chilometri il 28 agosto 2026, una distanza che porta a portata quasi tutto il territorio ucraino. Il suo costo è stimato tra gli 85.000 e i 120.000 dollari (74.000-105.000 euro) per unità.
Il Geran-5 è la variante più recente. Secondo un'analisi dell'Istituto Internazionale di Studi Strategici, può raggiungere una velocità massima di 600 km/h, ha un'autonomia di circa 950 chilometri e un carico utile di circa 90 chilogrammi; nei suoi resti sono stati rinvenuti transistor di fabbricazione tedesca . Entrambi i modelli sono alimentati dal motore TF-TJ2000A.
L'impatto sulle difese ucraine è stato significativo. Nel marzo 2026 l'Ucraina intercettava oltre il 90% dei droni lanciati contro il suo territorio ; a giugno, con il dispiegamento su larga scala dei droni a reazione Geran, tale percentuale era scesa a poco più del 50%. Kiev ha risposto con i propri intercettori a reazione, come l'Alexa Spatium, entrato in servizio il 21 agosto 2026.
Gerbera: l'esca che si è trasformata in un'arma
Originariamente concepito come un'esca economica per saturare gli schermi radar insieme ai veri droni Geran-2, il modello Gerbera ha progressivamente acquisito proprie capacità offensive.
Produttore identificato dai servizi segreti ucraini: JSC Alabuga Skywalker Technology Co.
Costo stimato: circa 10.000 dollari (8.000 euro) per unità.
Dimensioni: 2 metri di lunghezza con un'apertura alare di 2,5 metri.
Velocità massima: fino a 160 km/h.
Gittata (versione esca): tra 300 e 600 chilometri.
Quota massima: fino a 3.000 metri.
In servizio da: luglio 2024.
Evoluzione recente: i droni Gerbera prodotti ad Alabuga, finora utilizzati come esche, vengono equipaggiati con testate a frammentazione ad alto potenziale esplosivo prodotte dall'azienda Bazalt e cariche KZ-6.
Lancet: Munizioni di precisione contro veicoli blindati
VLADIMIR PUTIN - DRONI MILITARI
A differenza dei droni Shahed e Geran, progettati per attacchi a lungo raggio, il Lancet è un'arma a corto raggio destinata a colpire specifici obiettivi in prima linea, come artiglieria, sistemi radar o veicoli blindati.
Produttore: ZALA Aero Group, parte del gruppo Kalashnikov.
Presentato: giugno 2019, alla fiera militare ARMY-2019 di Mosca.
Varianti: Izdeliye 51, con 60 minuti di autonomia e una testata da 5 chilogrammi, e Izdeliye 52, più leggera, con 40 minuti di autonomia e una testata da 3 chilogrammi, la versione più diffusa al fronte.
Peso massimo al decollo: fino a 12 chilogrammi.
Portata: fino a 40 chilometri nella versione standard; un modello rilevato nel 2025 con un sistema di antenne riprogettato estende tale portata.
[...]
L'esercito russo ha a disposizione una moltitudine di droni, alcuni dei quali con un raggio d'azione fino a 1.000 chilometri, il che significa che le stime della CIA potrebbero in realtà sottovalutare la minaccia di un possibile attacco alla Spagna, alla Francia o all'Italia dal Mediterraneo.
Da una nave della flotta ombra nel Mediterraneo, l'esercito russo potrebbe lanciare i droni Geran-2, Geran-3, Geran-4 e Geran-5, tutti in grado di trasportare un carico esplosivo verso obiettivi a quasi 1.000 chilometri di distanza.
VLADIMIR PUTIN - GUERRA IBRIDA CONTRO L'EUROPA
attacco con i droni a kiev
DRONE GERBERA
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