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NON TUTTE LE PURGHE SONO SBAGLIATE – IL TENENTE GENERALE DELL’ESERCITO STATUNITENSE, BRETT SYLVIA, LICENZIATO DA PETE HEGSETH, HA AMMESSO DI AVER DIVULGATO INFORMAZIONI CLASSIFICATE SU IRAN E UCRAINA A DUE GIORNALISTI DI DIVERSE TESTATE NELL'ARCO DI CIRCA UN ANNO – SYLVIA AVREBBE RICONOSCIUTO LE PROPRIE RESPONSABILITÀ DOPO AVER FALLITO QUATTRO TEST POLIGRAFICI (LA MACCHINA DELLA VERITÀ)
USA: ALTO UFFICIALE LICENZIATO DA HEGHSETH AMMETTE DI AVER DIFFUSO INFORMAZIONI RISERVATE SU IRAN E UCRAINA A DUE GIORNALISTI
(Agenzia_Nova) - Il tenente generale dell'esercito statunitense Brett Sylvia, recentemente rimosso dall'incarico dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha ammesso di aver divulgato informazioni classificate su Iran e Ucraina a due giornalisti di diverse testate nell'arco di circa un anno.
Lo riferisce il sito d'informazione "Axios", citando un rapporto interno sull'indagine condotta dal Pentagono. Secondo un funzionario statunitense, Sylvia avrebbe riconosciuto le proprie responsabilità in un video dopo aver fallito quattro test poligrafici. Il rapporto gli contesta comunicazioni non autorizzate con i media, ma sottolinea che l'ufficiale ha collaborato con gli investigatori e consegnato il proprio telefono per un'analisi forense.
Le divulgazioni sarebbero iniziate nel giugno 2025 e proseguite anche dopo l'introduzione di restrizioni all'accesso dei giornalisti al Pentagono. I contatti sarebbero avvenuti attraverso l'applicazione di messaggistica Signal e, in un'occasione, durante un incontro in un ristorante di Arlington, in Virginia.
In tale circostanza, secondo il rapporto, Sylvia avrebbe utilizzato appunti presi consultando un documento classificato per fornire oralmente a un giornalista informazioni sugli aiuti statunitensi all'Ucraina. Il cronista stava lavorando a un libro e aveva incontrato il generale in due occasioni. Sylvia non avrebbe concordato gli incontri con l'ufficio stampa del Pentagono né sottoposto preventivamente le informazioni a una verifica.
Gli investigatori sospettano inoltre che il generale abbia deliberatamente cancellato le tracce delle comunicazioni con uno dei giornalisti su Signal, presentando l'operazione come un errore. Sylvia avrebbe riferito di aver eliminato un'intera conversazione ricevuta tra giugno e luglio 2025, ricordando soltanto che il messaggio riguardava probabilmente l'Iran.
Il rapporto afferma inoltre che l'ufficiale ha ammesso di essere uno dei 20 funzionari citati in un articolo critico nei confronti della leadership del Pentagono. Un funzionario statunitense ha anche riferito ad "Axios" che l'ufficio del segretario ad interim dell'Esercito, Adam Telle, avrebbe sollecitato lo Stato maggiore congiunto a diffondere una dichiarazione in sostegno di Sylvia, per limitare i danni di eventuali future accuse.
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