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“NON VOLERE GLI ARTISTI RUSSI ALLA BIENNALE DI VENEZIA SIGNIFICA ESSERE SCIOCCHI” – SALVINI TIRA FUORI IL SUO ANIMO FILO-PUTINIANO, ENTRA A GAMBA TESA NELLO SCONTRO TRA GIULI E BUTTAFUOCO E DA’ DELLO “SCIOCCO” AL MINISTRO DEL PENSIERO SOLARE: “SBAGLIA PERCHÉ LA BIENNALE È UN ENTE AUTONOMO” – GIULI TIRA DRITTO: ENTRO DOMANI LA BIENNALE DOVRÀ FORNIRE AL MINISTERO IL CARTEGGIO, IN VERSIONE INTEGRALE, TRA GLI ORGANIZZATORI E LA BIENNALE. E IL DICASTERO VUOLE VERIFICARNE LA “COMPATIBILITÀ CON IL REGIME SANZIONATORIO IN VIGORE” CONTRO MOSCA – IL M5S CHIEDE A GIULI E A BUTTAFUOCO DI RIFERIRE IN PARLAMENTO SUL CASO...
Articolo di Gabriella Cerami per “la Repubblica”
matteo salvini con vladimir putin
Matteo Salvini insiste e alza ancora l'asticella dello scontro con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, dandogli dello sciocco. Il Movimento 5 Stelle intanto vuole portare il caso in Parlamento. La questione ruota attorno alla decisione del presidente Pietrangelo Buttafuoco, bocciata dal dicastero, di ospitare un padiglione degli artisti russi alla Biennale Arte di Venezia.
Il vicepremier leghista partecipa a un volantinaggio per il sì al referendum sulla riforma della giustizia e da qui, commentando la decisione degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sul petrolio russo, coglie l'occasione per sostenere Buttafuoco e sparare ancora contro il titolare del Mic: «Non si tratta di essere pro-Putin. non si tratta di essere anti-Putin. Non volere gli atleti paralimpici alle paralimpiadi, non volere gli artisti russi alla Biennale di Venezia non significa difendere l'Ucraina significa essere sciocchi».
E poi un nuovo affondo, diretto: «Giuli sbaglia perché la Biennale è un ente straordinario e autonomo. Secondo me lo sport, l'arte, la cultura, la musica, il teatro e il cinema avvicinano e almeno» su questi temi «non dovrebbe esserci un conflitto».
Giuli non se ne cura e va dritto per la sua strada. D'altronde ha già fissato un termine, una data spartiacque. Entro domani la fondazione dovrà fornire al ministero tutta la documentazione sulla partecipazione della Russia alla mostra, quindi tutto il carteggio, in versione integrale, tra gli organizzatori e la Biennale.
PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA
Il dicastero chiede inoltre di conoscere «le modalità di allestimento e di gestione del padiglione» per verificarne la «compatibilità con il regime sanzionatorio in vigore». In via del Collegio romano dovranno anche arrivare i verbali del consiglio di amministrazione in cui si dà il via libera alla partecipazione russa. Se tutto ciò non sarà reso disponibile, il ministero della Cultura manderà i suoi ispettori a Venezia per acquisire i documenti.
Nel frattempo il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini chiede a Giuli e a Buttafuoco di riferire in Parlamento «sul caos che da giorni è scoppiato attorno alla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia».
alessandro giuli pietrangelo buttafuoco
In particolare sulle richieste di documenti, «ma anche sul colloquio tra Giuli e la ministra della cultura dell'Ucraina». Il partito di Giuseppe Conte sostiene comunque che «la strada indicata da Buttafuoco con la Biennale della tregua sia quella giusta: usare la cultura come spazio di dialogo, non come arma politica». [...]
matteo salvini con la maglietta di putin al parlamento europeo
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