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La Stampa.it
A sorpresa Barack Obama dopo aver lasciato intendere che l'attacco contro il regime siriano sarebbe stato questione, prima di ore, poi di giorni, ha deciso di prendere tempo, chiedendo «l'autorizzazione all'uso della forza» al Congresso. Congresso in `ferie´ che non tornerà in sessione solo il 9 settembre e Obama ha chiarito che aspetterà che Camera e Senato, «tornino a riunirsi», senza chiedere un rientro anticipato per il dibattito sulla Siria.
La decisione di Obama apparentemente sembra un cedimento a quanti al Campidoglio, dal presidente della Camera, John Boehenr, chiedeva un passaggio parlamentare. E Obama, forse sentendosi più solo dopo che la House of Commons britannica ha bocciato, non meno a sorpresa, la richiesta del premier David Cameron di intervenire militarmente al fianco all'amico di sempre, gli Usa, ha deciso di prendere tempo.
La legge Usa, infatti,non lo obblighi in alcun modo a chiedere il via libera del Congresso. Il «Wars Power Act» del 1973, prevede che il presidente sia tenuto notificare a Camera e Senato entro 48 ore l'inizio di un'operazione militare e deve chiedere un voto solo se l'intervento dovesse prolungarsi oltre 60 giorni.
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