corte costituzionale giorgia meloni

OBIETTIVO: AFFOSSARE IL MELONELLUM - IL CAMPO LARGO, IN COMPAGNIA DI GIURISTI E AVVOCATI, VUOLE SMONTARE LA LEGGE ELETTORALE E OTTENERE UN VERDETTO DALLA CORTE COSTITUZIONALE IN TEMPI RAPIDI. I RICORSI PER AVERE UN PRONUNCIAMENTO DELLA CONSULTA SI BASERANNO SU ALCUNI ASPETTI DEL MELONELLUM RITENUTI PROBLEMATICI: L'INDICAZIONE PREVENTIVA DEL CANDIDATO PREMIER (FUMO NEGLI OCCHI PER IL CAMPO LARGO), IL PREMIO DI MAGGIORANZA, L'ASSENZA DI QUOTE ROSA OBBLIGATORIE, LA RACCOLTA FIRME E L’ESISTENZA DI UN’UNICA CIRCOSCRIZIONE ESTERO - I RICORSI SARANNO PRESENTATI A PARTIRE DAL 26 OTTOBRE, GIORNO IN CUI ENTRERÀ IN VIGORE LA LEGGE ELETTORALE...

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Estratto dall’articolo di Federico Capurso per "la Stampa"

 

CORTE COSTITUZIONALE

[...] Persa la battaglia in Parlamento, il centrosinistra si riorganizza con l'aiuto della società civile. Oggi alla Camera la "Rete per un voto libero e uguale" presenterà, insieme ai partiti di opposizione, la strategia per portare lo Stabilicum davanti alla Corte costituzionale e smontarlo pezzo per pezzo.

 

Le contestazioni si muoveranno seguendo 6 filoni principali. Il primo riguarda «l'indicazione preventiva e obbligatoria» del candidato presidente del Consiglio che, sostiene il comitato civico, viola l'articolo 49 della Costituzione – che protegge la libertà dei partiti di scegliere come presentarsi alle elezioni – e intacca la prerogativa del Capo dello Stato, all'articolo 92, di assegnare l'incarico di formare un governo. C'è poi «il premio di maggioranza abnorme», che sarebbe in contrasto con l'articolo 48 della Costituzione. [...]

nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli

 

Questione delicata è poi quella delle candidature femminili, perché la legge elettorale non prevede quote obbligatorie e crea «una disparità di genere che regola le candidature e le preferenze, in violazione dell'articolo 51 della Costituzione». 

 

Gli ultimi 3 filoni sono anche i più frequentemente contestati dai costituzionalisti. L'obbligo di raccogliere «un numero abnorme di firme» per presentarsi alle elezioni «viola chiaramente l'articolo 3 della Costituzione ed è irragionevole». È invece in contrasto con ben tre articoli della Costituzione (3, 48 e 51), secondo il comitato, il fatto che ci sia un'unica circoscrizione per tutti gli italiani all'Estero.

ROBERTO ZACCARIA

 

Infine il premio di maggioranza su base nazionale: non può valere per i senatori, che vanno eletti su base regionale (articolo 57). «Prenderemo il testimone dalla politica e partirà la macchina dei ricorsi», dice Roberto Zaccaria, esponente del comitato ed ex deputato Pd. «Verranno presentati da un team di 70 avvocati, a partire dal 26 ottobre, quando la legge entra in vigore».

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