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OCCHIO ALLA LIBIA! – MENTRE LE ATTENZIONI MEDIATICHE SI CONCENTRANO SUI POSSIBILI ATTACCHI RUSSI CON I DRONI, L’INTELLIGENCE ITALIANA HA SOTTO OSSERVAZIONE IL FRONTE LIBICO, DOVE MOSCA HA UNA MASSICCIA PRESENZA MILITARE – IL 14 SETTEMBRE I SATELLITI HANNO MOSTRATO, AL PORTO DI TOBRUK, DUE MERCANTILI RUSSI SCORTATI DA UNA NAVE D'ASSALTO, PARTITA DALL'EXCLAVE DI KALININGRAD, CON A BORDO BLINDATI E AUTOCARRI – I NOSTRI 007 SMENTISCONO DI AVERE RICEVUTO AVVISI SU UN PIANO DI AGGRESSIONE RUSSO DALLA CIA O DAI SERVIZI SEGRETI LITUANI, COME SCRITTO IERI DA “EL MUNDO”. E DA PALAZZO CHIGI LIQUIDANO LA RIVELAZIONE COME “SINDROME BALTICA”, OVVERO LEGATA AL CLIMA DI GUERRA CHE SI VIVE AL CONFINE ORIENTALE DELLA NATO…

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1 - LA DIFESA FRENA: NIENTE PANICO PREOCCUPA DI PIÙ IL FRONTE LIBICO

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

GUIDO CROSETTO ALFREDO MANTOVANO

Nessuna sottovalutazione. La possibilità che la Russia ordini un attacco di droni sui Paesi del Mediterraneo è uno scenario preso in considerazione da tempo ma al momento il governo italiano, a tutti i livelli, non conferma le indiscrezioni pubblicate da El Mundo.

 

Secondo il quotidiano spagnolo, la Cia avrebbe informato Italia, Francia e Spagna che il Cremlino starebbe preparando una serie di attacchi attraverso velivoli nascosti nei container di una flotta fantasma dispiegata al largo delle coste dei tre stati membri dell'Unione europea.

 

VLADIMIR PUTIN - GUERRA IBRIDA CONTRO L'EUROPA

L'articolo è ricco di dettagli: viene citata una fonte vicina al ministero della Difesa lituano e la tipologia di drone, un Gerbera, lungo circa due metri e con un'autonomia dichiarata di circa 600 chilometri. La notizia è troppo ben contestualizzata per non destare stupore e preoccupazione tra i principali ministri italiani.

 

Appena sveglio, il titolare della Difesa Guido Crosetto chiede una immediata verifica. Lo stesso farà poche ore dopo Antonio Tajani, in missione a New York, per l'Assemblea generale dell'Onu, al posto di Giorgia Meloni.

 

vladimir putin giornata della marina russa

[…]  Ma è da Palazzo Chigi, e dagli uffici della premier e del sottosegretario che ha la delega ai servizi segreti, Alfredo Mantovano, che arriveranno gli accertamenti definitivi sui potenziali raid. L'intelligence smentisce comunicazioni di questo tipo da Washington. L'analisi dei rischi porta a non escludere un'escalation del genere, ma non risulta nulla di imminente e sicuramente non nella forma che è stata ipotizzata.

 

Di certo il Mediterraneo, confermano fonti di governo, resta una zona dove le navi della Russia si muovono molto, soprattutto nell'area che bagna le coste della Libia.

 

raggio d'azione dei droni russi nel mediterraneo

Allo stesso tempo è su un'altra forma di guerra ibrida, sulle manipolazioni delle informazioni e sulle ingerenze elettorali, che si concentra il lavoro dell'intelligence. Il primo obiettivo del governo, però, dopo le dovute verifiche, diventa assicurarsi che non si scatenino reazioni di panico.

 

 Crosetto scrive subito sui social: «Già viviamo in tempi difficili e nervosi. Non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco». Lanciare questi allarmi, «infondati», secondo il ministro della Difesa, serve solo a destabilizzare la già frammentata e spaesata società europea. Un altro effetto collaterale delle manovre del Cremlino.

 

vladimir putin giornata della marina russa 2

Questa volta, anche se con intenzioni diverse, Matteo Salvini, è allineato. D'altronde è l'occasione per mostrarsi indulgente verso Vladimir Putin senza essere il solo a farlo nel governo: «Servono calma, sangue freddo e parole di pace, non allarmismi irresponsabili che alimentano tensioni e venti di guerra».

 

Evitare il caos, dunque. Delle informazioni, innanzitutto. Crosetto ci tornerà sopra poche ore dopo, durante la presentazione a Roma del libro di Paolo Gentiloni: «La Russia non ha alcun bisogno di navi nel Mediterraneo a 200, 300 o 500 chilometri per colpirci – sostiene - Bastano le armi che usa in Ucraina».

 

soldati e carri armati russi in libia

Detto questo, aggiunge, «più ti avvicini alla Russia e più la risposta è sì, è una minaccia». Quello che intende, il ministro lo ha spiegato altre volte. Mosca è una minaccia già presente. Lo è, geograficamente, per i Paesi dell'Est, che subiscono pressioni da mesi e sconfinamenti di aerei e di droni.

 

[...].

 

L'altro fronte che rimane sotto osservazione dell'intelligence è a Sud, in Libia, di fronte alle coste italiane. Il 14 settembre i satelliti hanno mostrato al porto di Tobruk due mercantili russi scortati da una nave da sbarco russa, partita dall'exclave di Kaliningrad, con a bordo blindati e autocarri.

 

guido crosetto giorgia meloni

Lo ricorda Enrico Borghi, senatore, vicepresidente di Italia Viva, membro del Copasir: «Prendo atto del fatto che a Crosetto non risultino possibili attacchi. Ma mi sorprendo di chi si sorprende della presenza russa.

 

Nel Mediterraneo ci sono sottomarini russi che non stanno in gita scolastica ma che si esercitano in vista di una attività». A Tobruk, appunto, cita Borghi, «e a Jufra e Kadima in Cirenaica sono stati visti Mig, aerei da combattimento russi, che in pochi minuti potrebbero raggiungere lo spazio aereo italiano». [...]

 

2 – LE INDISCREZIONI VISTE DA ROMA: SINDROME BALTICA

Estratto dell’articolo di Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

 

VLADIMIR PUTIN - GUERRA IBRIDA CONTRO L'EUROPA

A Palazzo Chigi la chiamano senza giri di parole sindrome baltica, e non dicono di non comprenderla, semplicemente prendono atto delle differenze storiche, geografiche e anche psicologiche che segnano il vissuto delle società del confine orientale della Nato, rispetto a quelle del Mediterraneo.

 

Una dinamica di questo tipo, corredata dal giudizio che «alcuni si sentono realmente in guerra», ha fatto capolino ieri nelle stanze del governo quando è stato pubblicato l’articolo del quotidiano spagnolo, che citava come fonte un funzionario lituano. Visto il risalto dato alla notizia, e l’allarme suscitato dal suo contenuto, i nostri servizi sono stati allertati ed è stata richiesta una verifica a 360 gradi.

 

drone russo gerbera

I vertici del nostro controspionaggio hanno bussato a tutti i nostri alleati, al più alto livello, compresi la Cia, il Dgse francese, gli 007 spagnoli e anche l’intelligence lituana. Riscontri: zero. Almeno in apparenza, al vertice della catena di comando degli apparati stranieri, nessuno ha letto, analizzato o diffuso le informazioni su un possibile attacco russo proveniente da navi in navigazione del Mediterraneo. [...]

 

Non è un caso che gli ultimi episodi di presunta guerra ibrida accaduti fra Polonia e Paesi baltici, verificati qualche giorno dopo anche dai nostri apparati, siano stati restituiti al livello politico con una cornice diversa dal primo allarme e dai titoli delle cronache internazionali. Quando lo stesso Zelensky sembrava aver corso un rischio, «si trattava di un drone ucraino». [...]

 

sede del parlamento di tobruk in fiamme