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OCCHIUTO-ROMEO, CHE BEL DUPLEX DI CACADUBBI! - LE LEADERSHIP DI TAJANI E SALVINI VENGONO MESSE IN DISCUSSIONE (A PAROLE) DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA ROBERTO OCCHIUTO E DAL CAPOGRUPPO DELLA LEGA IN SENATO (ANCORA PER QUANTO?) MASSIMILIANO ROMEO. MA I DUE NON FANNO UNA BENEAMATA MAZZA PER CAMBIARE DAVVERO I DUE PARTITI - OCCHIUTO E ROMEO SI LIMITANO A PRESENTARE LIBRI E RILASCIARE INTERVISTE VELENOSE (CAMPA CAVALLO!)

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Estratto dall’articolo di Giulia Merlo per “Domani”

 

roberto occhiuto alla presentazione del suo libro il coraggio di governare

Giorgia Meloni ha capito l’aria pesante che aleggia intorno agli alleati e una prima concessione l’ha fatta. Il beneficiario, anche in vista del congresso straordinario della Lega che si terrà il 24 e 25 ottobre, è Matteo Salvini. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato le intese sull’autonomia di quattro regioni del Nord – Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria – che hanno già completato l’iter nei rispettivi Consigli. [...]

 

Poca roba nella sostanza, politicamente Salvini guadagnerà un argomento da spendere con elettori e oppositori interni. E per questo ha insistito con la premier. «Il nordista sono io», ha detto nei giorni scorsi al termine di un Consiglio federale della Lega disertato dai ribelli. Le intese approvate in Cdm gli servono per darne dimostrazione. 

 

Poi sarà il turno di chiedere qualcosa anche per l’altro vicepremier – anche lui in difficoltà interna – Antonio Tajani. Nel suo caso, l’ipotesi è quella della “no tax area” per gli Under35 da inserire in finanziaria [...].

 

L’unica certezza, invece, è di quanto sia dura la vita da vicepremier assediato in casa propria. Un destino comune per Tajani e Salvini, che politicamente sono sempre più distanti ma in questo scampolo finale di legislatura hanno molte cose in comune.

 

MASSIMILIANO ROMEO A PADENGHE SUL GARDA

A somigliarsi poi sono anche le rispettive spine nel fianco, una del Nord-orientamento Pontida, l’altra del Sud-orientamento Ponte sullo Stretto. Il capogruppo al Senato leghista, Massimiliano Romeo e il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, hanno strategie curiosamente identiche, a partire dal fatto che nessuno dei due sembra intenzionato a lanciarsi come competitor ufficiale. 

 

matteo salvini antonio tajani - foto lapresse

Entrambi preferiscono il logorio alla spallata. Si sono messi a capo dell’opposizione interna con un libro-autobiografia che hanno portato in giro per l’Italia – rispettivamente Fare la Lega e Il coraggio di governare – sfruttando le presentazioni per contare (e pesare) chi siede in platea e per lanciare frecciate ai propri leader. «Ci siamo imborghesiti», ha tuonato Romeo. «Forza Italia si è ingiallita», ha fatto eco Occhiuto.

 

Del resto, i “Golia” Tajani e Salvini non possono essere abbattuti in un congresso e i “Davide” Romeo e Occhiuto lo sanno bene. I leader, stanchi e sfibrati, giocano in difesa: si sono blindati sfruttando le regole interne. [...]

 

[...] Sia Romeo sia Occhiuto hanno scelto la guerra non convenzionale: non si mettono in linea di tiro candidandosi al Congresso oppure chiedendolo. Sfilandosi, lasciano i rispettivi segretari a macerare nell’immobilismo di una leadership confermata solo dai loro peones, quindi traballante. [...]

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