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OGNUNO HA I SUOI VANNACCI: IN GERMANIA, CI SONO I POST-NAZISTI DI AFD – IL “VAFFA” DI FRIEDRICH MERZ A GIORGIA MELONI SULL’IMMIGRAZIONE È UN TENTATIVO DEL CANCELLIERE DI RISALIRE NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI IN TRE LANDER A SETTEMBRE (IL PARTITO DI ULTRADESTRA VOLA AL 40% IN SASSONIA) – SECONDO BERLINO, GRAZIE ALLE NUOVE REGOLE EUROPEE, POSSONO ESSERE TRASFERITI TUTTI I “DUBLINANTI” ARRIVATI QUEST’ANNO, CIOÈ 11.745, NEI PAESI DI PRIMO APPRODO: QUASI SEMPRE ITALIA, GRECIA O SPAGNA…
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”
Nei primi sei mesi del 2026 la Germania ha registrato l'arrivo di 11.745 "dublinanti", ossia migranti che in base alla Riforma dell'asilo europea dovrebbero essere trasferiti in Italia, in Grecia o in Spagna o negli altri Paesi di primo approdo della Ue.
E dai dati del ministero dell'Interno tedesco risulta anche che in 7.591 casi i partner europei hanno confermato che i richiedenti asilo sono arrivati effettivamente nei loro Paesi. Un'ammissione che rappresenta spesso l'anticamera dei trasferimenti - e il numero di quest'anno risulta insolitamente alto rispetto al passato.
Tradizionalmente, l'Italia risponde ad esempio raramente alle richieste di conferma che arrivano da Berlino. Ma è chiaro che una percentuale importante dei cosiddetti "movimenti secondari", dei migranti che dovrebbero chiedere asilo appena mettono piede in Europa ma che preferiscono proseguire il loro viaggio in direzione Germania, provengono dall'Italia.
È altrettanto palese che dopo la "moratoria" tra Berlino e Roma sui casi pregressi sottoscritta a dicembre del 2025, la Germania si aspetta che i "dublinanti" arrivati da gennaio del 2026 siano tutti trasferibili nei Paesi di primo approdo, Italia inclusa.
Altrimenti non avrebbero scelto, come primo caso, quello di Abdirisaq Warsame, una cittadina somala arrivata in Assia a fine marzo e che dovrà essere respinta in Italia in 19 agosto.
Anche se la riforma dell'asilo europeo è entrata in vigore il 12 giugno, Berlino pensa insomma di avere il diritto di trasferire tutti i dublinanti giunti in Germania quest'anno. Agli 11.745 arrivati entro fine giugno andrebbero aggiunti dunque anche arrivati a luglio e agosto.
Ieri la notizia sul primo trasferimento di un "dublinante" in Italia dopo quattro anni di "no" di Giorgia Meloni, anticipata da Repubblica, è rimbalzata sui principali giornali tedeschi come la Bild e la Süddeutsche Zeitung.
D'un lato è una novità che mette in imbarazzo il cancelliere Friedrich Merz che ha stretto rapporti eccellenti con Giorgia Meloni e ha totalmente sostenuto il suo arrembaggio al leader socialista Pedro Sánchez, tanto da sottoscrivere la famosa lettera di 22 capi di Stato e di governo voluta da Roma.
Un testo in cui si stigmatizzavano, nel mezzo dell'emergenza a Ceuta, le sanatorie sui migranti decise nei mesi scorsi da Madrid.
D'altro canto, i titoli sulla Germania che ricomincia a respingere i "dublinanti" in Italia non saranno affatto dispiaciuti a una fetta del partito del cancelliere Merz, impegnato in una rincorsa disperata dell'Afd in tre land dell'Est dove si vota a settembre. In particolare in Sassonia-Anhalt, l'Afd è sopra il 40%, distacca ormai di venti punti la Cdu e rischia di riuscire a governare da sola. Oltretutto il cancelliere è afflitto da indici di impopolarità peggiori di quelli che erano toccati al socialdemocratico Olaf Scholz, bollato per anni come il cancelliere meno amato della storia, sondaggi alla mano.
La Cdu/Csu […] ha imposto anche una svolta di utradestra sull'immigrazione alla più recente assemblea di fine giugno del Partito popolare - la famiglia europea di cui fa parte anche Forza Italia. L'azionista di maggioranza del Parlamento europeo, dopo aver fatto approvare nei mesi scorsi un provvedimento insieme all'estrema destra - inclusa l'Afd - che ha segnato un'ulteriore stretta sui migranti, punta a un altro inasprimento micidiale delle regole europee sui profughi.
La Cdu/Csu punta a una sorta di svolta "polacca" sull'immigrazione: com'è noto, in anni recenti Varsavia ha sospeso la Convenzione di Ginevra e le tutele costituzionali per i migranti, che dovrebbero poter chiedere asilo appena messo piede in Europa. Invece, afflitta dalla guerra ibrida alla frontiera con la Bielorussia, dove Putin e il dittatore di Minsk Aleksandr Lukaschenko avevano spinto migliaia di migranti verso la Polonia nell'ambito della loro "guerra ibrida" anti-Ue, Varsavia aveva deciso di sospendere quelle regole respingendo i migranti direttamente alla frontiera.
Ebbene, la Cdu/Csu ha convinto il Ppe a includere quell'ipotesi in un documento programmatico. In futuro, i conservatori europei vogliono poter sospendere le tutele per i profughi per poter respingere i migranti direttamente al confine, se c'è il sospetto di una "guerra ibrida". Come in Bielorussia. O a Ceuta.
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