FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
PAOLO BECCHI: ''SE GLI ATTIVISTI SU ROUSSEAU VOTERANNO ''NO'' AL NUOVO GOVERNO, COSA FARÀ MATTARELLA? PERMETTERÀ CHE LA DEMOCRAZIA DIRETTA, LA RETE, SI PONGA AL DI SOPRA DELLE SUE PREROGATIVE DI PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA? SENTENDO GLI UMORI DELLA BASE NON POSSIAMO ESCLUDERE UNA BOCCIATURA''. MA BISOGNA SEMPRE CREDERE CHE ROUSSEAU NON SIA TELECOMANDATO DA CASALEGGIO JUNIOR…
No tu, Elevato di sto cazzo, non hai incontrato Dio. Tu hai incontrato Satana e stai distruggendo tutto quello che Gianroberto Casaleggio aveva costruito. Giuda, hai venduto il MoVimento per quattro soldi al peggior nemico. Meriti solo il disprezzo. https://t.co/4ItCW7YSFa
— Paolo Becchi (@pbecchi) 27 agosto 2019
Riceviamo e pubblichiamo da Paolo Becchi, professore universitario ed ex ideologo del Movimento 5 Stelle, sostenitore delle idee di Gianroberto Casaleggio e furioso con Grillo che le avrebbe tradite:
Caro Dago, un aggiornamento importante sulla crisi.
Non è detto che il suicidio collettivo proposto da Grillo al MoVimento vada in porto. Viene per lo meno lasciata agli attivisti la possibilità di opporsi votando sulla piattaforma Rousseau.
Gli iscritti al MoVimento, come scrive Di Maio sul Blog delle stelle, hanno dunque l’ultima parola.
Corretto, secondo il principio che la Rete resta sovrana. Ma Davide Casaleggio, in palese accordo con Di Maio, non ha indetto subito le votazioni, in deroga al regolamento delle 24 ore, non ha anzi neppure indicato una data certa.
Insomma, dopo che il Presidente della Repubblica avrà dato l’ incarico come presumibile a Conte e dopo che sarà presentata una proposta di governo, la Rete voterà e a quel punto se la Rete dirà di no – e non possiamo escluderlo sentendo gli umori della base – salterà il governo appena formato.
Sarebbe certo la vittoria di Rousseau, intendo qui l’ autore del Contratto sociale, la vittoria della democrazia diretta su quella rappresentativa, ma Mattarella può accettare un percorso di questo tipo che pone la Rete al di sopra delle sue stesse prerogative di Presidente della Repubblica?
Questo è il problema, speriamo che qualcuno oggi glielo faccia presente.
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