DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE…
PEDRO SANCHEZ È TENTATO DALL’ALL-IN (MA STAVOLTA POTREBBE ANDARGLI MALE) - IL PREMIER SPAGNOLO POTREBBE APPROFITTARE DELL'INDIGNAZIONE POPOLARE PER LA BOCCIATURA DEI DECRETI SULLA CASA PER CORRERE ALLE ELEZIONI ANTICIPATE PRIMA DI NATALE, MA NON CONSIDERA CHE I MANIFESTANTI INCOLPANO SOPRATTUTTO LUI - LE PROTESTE DI PIAZZA SONO SCOPPIATE DOPO IL CASO DI MARICARMEN ABASCAL, L'87ENNE SFRATTATA IN PIENO CENTRO A MADRID - GLI INDIPENDENTISTI CATALANI DI PUIGDEMONT HANNO VOTATO “NO” INSIEME A VOX E AI POPOLARI, E I DECRETI SONO STATI BOCCIATI. IL GOVERNO SANCHEZ, TRAVOLTO DAGLI SCANDALI, TRABALLA ORMAI DA PIU’ DI DUE ANNI. IL BELLOCCIO PEDRO HA DIMOSTRATO UN GRANDE TALENTO NEL RIMANERE INCOLLATO ALLA POLTRONA. CI RIUSCIRÀ ANCORA UNA VOLTA?
1 - SPAGNA, LA CRISI DELLE CASE AFFONDA SANCHEZ
Estratto dell'articolo di Emanuele Pascuzzi per “La Stampa”
spagna, proteste contro la bocciatura del piano casa 7
I decreti sulla casa con i quali Pedro Sánchez sperava di rispondere alla pressione della piazza sono stati bocciati dal Parlamento. E ora il premier socialista, sull'onda dell'indignazione popolare dopo lo sfratto di Maricarmen, l'anziana diventata il simbolo dell'emergenza abitativa, pensa a rilanciare, sciogliendo le Camere e mandando il Paese a elezioni anticipate, forse già prima di Natale, sperando in una rimonta difficile.
Il voto di ieri potrebbe essere la goccia che ha fatto traboccare il vaso di una legislatura sempre in salita per il premier socialista. Intanto, in piazza monta la rabbia dei sindacati degli inquilini, che definiscono la situazione politica un «circo» e avvertono che «la politica è in strada», alludendo a nuove manifestazioni nei prossimi giorni.
La decisione di Junts ha cambiato l'esito. Sembrava che tutto fosse ormai pronto per l'approvazione dei due decreti sulla casa, ma nella notte di giovedì è arrivato il coup de théâtre: Junts, il partito indipendentista catalano, guidato dall'estero dall'ex presidente catalano Carles Puigdemont, ha cambiato posizione e ha deciso di respingerlo (…).
I voti degli indipendentisti si sono sommati a quelli delle opposizioni, il Partito popolare e Vox. Il presidente del Pp, Alberto Núñez Feijóo, si è rivolto direttamente a Sánchez: «Convochi le elezioni. Che parlino gli spagnoli». E chissà che, per una volta, il leader socialista possa dargli ragione.
Il governo aveva diviso in due parti il decreto sulla casa. La prima raccoglieva le misure più urgenti: il divieto di sfratto fino al 2030 per le famiglie ritenute vulnerabili, la proroga automatica, per un massimo di due anni, di tutti i contratti d'affitto in scadenza prima del 31 dicembre 2028, sanzioni più dure per i proprietari di affitti stagionali e poi il divieto di acquisto di edifici da parte dei fondi d'investimento almeno fino al 2028 (…)
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L'indignazione provocata dal caso Maricarmen e le mobilitazioni in corso in tutta la Spagna aprono una finestra definita «storica», che ha mobilitato la sinistra. La decisione di Sánchez sul voto anticipato arriverà presumibilmente nel corso del fine settimana, durante il quale il premier farà i suoi calcoli, anche sulla base dell'intensità della mobilitazione.
Nel frattempo, continuano le manifestazioni. Migliaia di persone si erano radunate davanti al Congresso per protestare contro l'esito della votazione. In Catalogna, invece, i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, hanno dovuto schierare agenti per proteggere la sede di Junts. Sono previsti, inoltre, cortei in più di cinquanta città spagnole durante il fine settimana.
Le proteste arrivano sulla scia di giorni segnati da manifestazioni in tutto il Paese, non solo in solidarietà con Maricarmen Abascal, l'87enne sfrattata in pieno centro a Madrid, ma anche contro un mercato immobiliare che è diventato inaccessibile per molte famiglie (…)
2 - SCANDALI E CRISI POLITICA L’ULTIMA SFIDA DI PEDRO PER RESISTERE ALLA MONCLOA
Estratto dell'articolo di B.P. per “la Repubblica”
Non è la prima volta che Pedro Sánchez si prende una pausa di riflessione. Lo aveva già fatto nell'aprile 2024, dopo la notizia dell'apertura delle indagini per sospetta corruzione nei confronti della moglie Begoña Gómez, quando aveva inviato una accalorata Carta a la ciudadanía, lettera ai cittadini, per informare gli spagnoli dell'esigenza di fermarsi per cinque giorni per capire se dimettersi o meno.
Non lo fece e da allora ha avuto inizio il periodo più turbolento della sua presidenza del Governo. Il capitolo che, nel suo personale manuale di resistenza (così si chiama il libro a sua firma uscito nel 2018), si potrebbe intitolare "la sopravvivenza". Quelle indagini si sono trasformate in un rinvio a giudizio per la primera dama che prossimamente dovrà difendere davanti a una giuria popolare la sua innocenza.
Ma è solo uno dei tanti scandali di corruzione che lo hanno coinvolto direttamente, a processo è andato anche il fratello David, o indirettamente, soprattutto all'interno del suo Partito socialista (…)
In estate è arrivata poi la tormenta Ceuta con gli oltre 70mila migranti piombati in poche ore dal Marocco: almeno 140 sono morti, migliaia sono ancora nell'exclave e il loro destino è oggetto di un acceso dibattito politico mosso dalle destre che accusano il governo di essere stato avvisato (…)
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Non è piaciuta neanche la moratoria per la regolarizzazione di 500mila migranti dello scorso gennaio. Allora contro di lui si mossero anche Elon Musk e Donald Trump con il quale il premier progressista è andato più volte allo scontro specialmente in occasione della guerra in Iran, negandogli l'uso delle basi in Spagna. Ma non solo, lo spagnolo ha dovuto affrontare i numerosi attacchi di Netanyahu dopo aver varato un pacchetto di misure anti-Israele come forma di protesta per quello che ha definito un genocidio in corso a Gaza.
Così facendo però, in una perfetta simmetria, mentre da un lato si inimicava i leader della destra nazionalista dall'altro guadagnava il crescente consenso del mondo progressista che nel resistente solitario, diventato paladino dei pro-Pal, vede l'unica salvezza per un'Europa destinata a virare estremamente a destra(…).
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