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PER MELONI IL DECRETO SULLA SCUOLA SERVIVA A UNA COSA SOLA: CONTENERE VANNACCI - MASSIMO FRANCO: “IL PROBLEMA ERA DI EVITARE NORME CHE FOSSERO MANIFESTAMENTE INCOSTITUZIONALI E AFFERMARE UN PRINCIPIO CHE PERMETTA ALLA DESTRA DI PRESENTARSI COME GARANTE DELL’IDENTITÀ NAZIONALE NELLE SCUOLE CONTRO UNA TEMUTA DERIVA ISLAMICA” - IL MESSAGGIO HA DI CERTO UNA VALENZA ELETTORALE. VA ISCRITTO NELLA COMPETIZIONE A DISTANZA CON FUTURO NAZIONALE- FINORA, IL GOVERNO HA CERCATO DI PREVENIRE LE SUE MOSSE..."
Estratto dall’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”
Le limature risolutive che il Quirinale ha suggerito sono state più o meno tutte accettate.
Rimane un testo controverso che per il governo ha un valore anche e soprattutto simbolico, in vista dell'applicazione nelle scuole.
Il problema era di evitare norme che fossero manifestamente incostituzionali, sebbene non si escluda un intervento successivo della Consulta su alcuni punti; e di affermare un principio che permetta alla destra di presentarsi come garante dell’identità nazionale nelle scuole contro una temuta deriva islamica.
giorgia meloni - sergio mattarella - foto lapresse
Il messaggio ha di certo una valenza elettorale. Va iscritto nella competizione a distanza con Futuro nazionale, la formazione estremista dell’europarlamentare Roberto Vannacci.
I suoi seguaci cercano di provocare Palazzo Chigi sostenendo che Giorgia Meloni non ha più il monopolio della destra. Il problema è di quale tipo di destra si parla. Anche per questo, si è aperta nella maggioranza la discussione se sia più opportuno inseguire Vannacci o marcare le distanze dal suo estremismo anti-Ue e anti-Ucraina: un atteggiamento che lo rende gradito alla propaganda russa. [...]
Raccogliere transfughi dei partiti di maggioranza, delusi magari perché non hanno un seggio assicurato, serve ad accreditare un potere di attrazione confermato virtualmente dai sondaggi. E scegliere la rissa, cercando di trascinarci i propri ex alleati, è il terreno fangoso nel quale Vannacci si muove meglio.
Finora, il governo ha cercato di prevenire le sue mosse. Ha accentuato alcuni temi «popolari» di destra, come il decreto sulla scuola dimostra; ma senza superare i limiti di una coerenza internazionale consolidata.
L’incognita è come reggerà a un’offensiva destinata a incanaglirsi; e a raggiungere senza Vannacci quella soglia del 42% che con la riforma consentirebbe di ottenere un premio in seggi. Non è un dilemma da poco. [...]
GIORGIA MELONI - CINQUE MINUTI - FOTO LAPRESSE
roberto vannacci 3
studenti stranieri a scuola
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