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Dagonews
Gigino Gubitosi è un napoletano sveglio e ha capito da tempo che la sua avventura in Rai è destinata a terminare prima dell’estate, insieme al consiglio di amministrazione presieduto dalla Tarantola. E così sta pensando a costruirsi un futuro. Un futuro che è sempre dalle parti di viale Mazzini.
Nei giorni scorsi il direttore generale della Rai ha avuto un incontro con il magnate egiziano Naguib Sawiris, che in Italia controlla Wind, e insieme hanno parlato di torri e ripetitori. Sul tappeto c’è sempre l’offerta di Mediaset per Rai Way, un’offerta chiaramente irricevibile perché la legge dice senza ombra di dubbio che la società deve restare in mani pubbliche.
A Mediaset però lo sapevano perfettamente che le cose stanno così e hanno voluto solo buttare il sasso nello stagno e iniziare a giocare una partita che può concludersi in maniera anche molto diversa da quanto ipotizzato appena è stata resa nota l’Opas di Cologno Monzese.
Uno degli schemi che circolano è quello di una Rai Way in cui Viale Mazzini conserverebbe il 51% e Mediaset si fermerebbe al 49. Un’ipotesi che ha una sua consistenza, ma che è politicamente difficile da portare avanti. Vi sarebbe infatti una generale alzata di scudi e l’accordo verrebbe additato come un maxi-inciucio con Berlusconi. Per altro in un periodo in cui è pure saltato il Patto del Nazareno.
Allora Fidel Confalonieri si è rivolto al solito, fidatissimo, Tarak Ben Ammar per un consiglio ed ecco la trovata di Wind. Ben Ammar, che di Sawiris è grande amico, ha consigliato di coinvolgerlo nell’operazione Rai Way, in modo da zittire tutti sul fronte del presunto inciucio con un bello schema a tre.
Alla guida di questo colosso delle torri Rai-Mediaset-Sawiris andrebbe proprio Gubitosi, che in passato è stato amministratore delegato dell’operatore mobile. Ma c’è un però.
Un’operazione del genere richiede il pieno appoggio del governo e secondo quanto risulta a Dagospia un certo Matteo Renzi sente odore di fregatura. Insomma, al momento sarebbe assolutamente contrario. Mediaset e Ben Ammar comunque tessono la loro tela.
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