umberto bossi pier luigi bersani

“BOSSI? L'AVVERSARIO AL QUALE HO VOLUTO PIÙ BENE NELLA VITA” - PIER LUIGI BERSANI RICORDA IL FONDATORE DELLA LEGA: “L'HO SEGUITO DA QUANDO GIRAVA CON UNA 1500 SCALCAGNATA A PREDICARE UN FUTURO INDIPENDENTISTA. HO SOFFERTO QUANDO HO VISTO L'UMBERTO VENIRE TRATTATO COSÌ MALE DA GENTE CHE GLI DOVEVA TUTTO - E' VERO CHE ERA ANDATO CON BERLUSCONI MA NON SI SAREBBE MAI MESSO CON CASAPOUND - MI RICORDO UNA DELLE ULTIME VOLTE IN CUI CI SIAMO VISTI. ERA DOPO IL TRADIMENTO DEI 101 (I PARLAMENTARI PD CHE NON VOTARONO PRODI ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA). LO TROVAI IN UN ANGOLO STANCO, AMMALATO, MA MI CHIESE CON LA VOCE SPENTA: TI FA ANCORA MALE LA COLTELLATA? E IO GLI RISPOSI…”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

UMBERTO BOSSI E PIER LUIGI BERSANI

 “Per me è un colpo al cuore. Umberto Bossi era un avversario politico di una forza e di una umanità che ricorderò per sempre». Pier Luigi Bersani […] Hanno vissuto insieme – su sponde opposte – decenni di battaglie politiche. Si sono sempre combattuti e sempre rispettati. Alla fine, erano diventati perfino amici.

 

«È l'avversario cui ho voluto più bene in vita mia», dice l'ex segretario del Pd senza nascondere l'emozione. Lo aveva seguito fin dai primi comizi nelle campagne piacentine. Una figura «a metà tra Lenin e Tex Willer», così lo definì qualche anno fa […] «È vero che era andato con Berlusconi, ma non si sarebbe mai messo con CasaPound».

 

Da dove nasceva, questo affetto?

«Guardi, io l'ho seguito da quando girava con una 1500 scalcagnata a predicare un futuro indipendentista, autonomista. […] avevo capito che in quella Lega ancora nascente c'era qualcosa da tenere d'occhio». […] «[…] ho sofferto quando ho visto l'Umberto venire trattato così male da gente che gli doveva tutto […]».

 

umberto bossi con pier luigi bersani

Era spesso solo, in sedia a rotelle, completamente inascoltato. Di Bossi tutti ricordano – in contrapposizione con la Lega di oggi – il profondo antifascismo.

«C'era in lui un'impronta di umanità che non è replicabile».

 

[…] «[…] Mi ricordo una delle ultime volte in cui ci siamo visti. Era dopo il tradimento dei 101 (i parlamentari pd che nel segreto dell'urna non votarono Romano Prodi alla presidenza della Repubblica, ndr). Lo trovai in un angolo stanco, ammalato, ma mi chiese con la voce ormai spenta: ti fa ancora male la coltellata?».

 

E lei cosa rispose?

«Gli risposi: e a te? E lui non disse niente, si mise a ridere. Ma ci eravamo capiti».