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“PINA PICIERNO VIA DAL PD? FINALMENTE, CE LA SIAMO TOLTA DAL CAZZO” – IL NAZARENO RIBOLLE: PARLAMENTARI E DIRIGENTI DEM FESTEGGIANO NELLE CHAT L’USCITA DELLA ESPONENTE DELLA MINORANZA RIFORMISTA – “ADESSO VIA ANCHE GLI ALTRI! SPERIAMO DI RIVEDERE UN PARTITO DI VERA SINISTRA” – ALLA SCHLEIN E' SCAPPATO DI MANO IL PARTITO DILANIATO DA GUERRE TRA BANDE (L'ALTRA FACCIA DELLA VESTAGLIA SONO I NEMICI INTERNI DI ELLY CHE AVEVANO FESTEGGIATO LA SCONFITTA DI MARTELLA ALLE COMUNALI DI VENEZIA) – L’ALLEANZA ANTI-MELONI RISCHIA DI DIVENTARE UN PROBLEMA PERCHÉ MANCA SEMPRE QUEL CONTENITORE DI CENTRO CHE TUTTI INVOCANO E CHE QUALCUNO NEL PD (DARIO FRANCESCHINI, GOFFREDO BETTINI) CERCA DI AIUTARE E FAR CRESCERE. CI PROVERA’ LA PICIERNO? PER ORA LA VICEPRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO ANNUNCIA UN ESPOSTO CONTRO GLI INSULTI SOCIAL: “NON MI ASPETTAVO QUESTA CAMPAGNA D’ODIO..."

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Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera - Estratti

 

pina picierno elly schlein

Si va dal garbato «E questa è un buona notizia», all’ovvio «Finalmente», passando a un «Meglio tardi che mai» per arrivare al più pesante «Ce la siamo levata dalle balle», declinato anche nel più romanesco «Ce la siamo tolta dal c...».

Sono le chat dei dirigenti del Pd che «salutano» l’addio di Pina Picierno ai dem. Chat di parlamentari e dirigenti del Partito democratico.

 

Chat che avrebbero dovuto rimanere nascoste, ma così non è stato. L’attacco mediatico a Picierno dura ben più di un giorno. E si diffonde sui social: « Adesso via anche gli altri! Speriamo di rivedere un partito di vera sinistra». «E per fortuna che il Pd era nato per mettere insieme diverse culture e tradizioni politiche», mastica amaro un senatore dem. È un riformista, ovviamente. E solo a quell’area del partito sembra preoccupare quello che sta succedendo nel Pd.

 

elly schlein (2)

La vicepresidente del Parlamento europeo ha presentato anche un esposto per questa tempesta «social» che si è abbattuta su di lei ancor prima che decidesse di tagliare il cordone ombelicale con il Partito democratico. (...)

«Non mi aspettavo questa campagna d’odio, ma io vado avanti lo stesso», dice Picierno, che non vorrebbe più occuparsi della tormenta mediatica scatenata contro di lei.

 

Una campagna che costringe il Pd a parlare d’altro. Tant’è vero che anche Elly Schlein ha preso tempo, l’altro ieri, prima di fare delle dichiarazioni sull’accaduto, e il presidente del partito, Stefano Bonaccini, ha preferito non commentare, almeno finora, l’addio di Picierno.

Silenzio, almen

o in via ufficiale, anche da Dario Franceschini, uno dei promotori del nascituro partito di centro. Il Pd, per dirla in breve fa finta di niente. La segretaria continua a sfidare Giorgia Meloni: «In qualsiasi momento si andrà a votare noi ci faremo trovare pronti con l’alleanza dei progressisti. E siamo pronti a vincere».

 

PINA PICIERNO

Ma è proprio l’alleanza che rischia di diventare un problema. Perché manca sempre quel centro che tutti invocano e che qualcuno nel Pd (Dario Franceschini, Goffredo Bettini) cerca di aiutare e far crescere. Picierno si è data questo compito. Non è detto che ci riesca comunque lei ci prova convinta. «Pina» farà da sé, con un suo movimento magari.

 

E questo agita le acque del Campo largo che finora erano rimaste racchiuse tra un Partito democratico forza di maggioranza e un Movimento 5 Stelle cui dovrebbe spettare il compito di intercettare consensi che abitualmente non vengono dal mondo della sinistra Picierno quando parla di sé misura le parole, come non ha mai fatto prima. «Penso — dice — che sia necessaria un’iniziativa nuova, capace di liberare le migliori energie del Paese. Dobbiamo uscire dalla tenaglia della perenne rissa alimentata dai populisti che non porta mai soluzioni.Servono pragmatismo, responsabilità e una cultura di governo che metta al centro crescita, Europa, lavoro, innovazione e futuro».

 

PINA PICIERNO

Note di cronaca, inevitabili: Picierno è la quinta riformista che lascia il Partito democratico. Prima di lei ci sono stati Enrico Borghi e Annamaria Furlan, quindi Elisabetta Gualmini — che si è avvicinata a Calenda — e infine Marianna Madia, che ha aperto un canale di comunicazione con Italia viva. Ma Picierno non segue questa scia. Prova a fare da sola. Ci riuscirà?

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