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SUL PRICE CAP L’EUROPA RISCHIA DI SALTARE PER ARIA - MATTARELLA HA TUONATO CONTRO L’IMMOBILISMO EUROPEO SUL TETTO DEL PREZZO DEL GAS: “È URGENTISSIMO INTRODURLO” – L’UE E’ DIVISA, PUTIN HA MANDATO AVANTI IL SOLITO CAVALLO DI TROIA ORBAN, POI ANCHE OLANDA E GERMANIA HANNO DECISO DI BLOCCARE IL PRICE CAP. MA SE NON RESISTE AI RICATTI DI PUTIN, L’UE RISCHIA DI DISINTEGRARSI: DAGONOTA
DAGONOTA
Da open.online
La Commissione europea dovrà elaborare nuove proposte per fare fronte al caro energia. Tra queste, rientra anche il price cap, ovvero il tetto al prezzo del gas. In questo fine settimana la Commissione dovrà perfezionare il pacchetto di proposte che sarà licenziato martedì prossimo dal collegio dei commissari a Strasburgo.
La riunione straordinaria dei ministri dell’Energia dei 27 Paesi membri dell’Unione europea a Bruxelles di ieri, 9 settembre, si è conclusa con una divisione tra chi vorrebbe un controllo dei prezzi generalizzato e chi lo vorrebbe limitare alle sole forniture russe.
Tra i primi rientrano Italia, Paesi Baltici, Belgio, Grecia, Polonia, Bulgaria, Croazia, Slovenia, Cipro, Svezia, Malta, Irlanda e Romania. Tra i secondi, invece, Francia e Danimarca. Chi ha più dubbi sul tetto sono Germania e Olanda, mentre si sono dette contrarie Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Per adottare questo tipo di provvedimento, è necessaria una doppia maggioranza composta da almeno 15 Paesi e che questi rappresentino il 65% della popolazione. «Continuiamo a lavorare su risposte adatte a un mercato globale», scrive la presidente della Commissione Ursula von der Leyen su Twitter, «l’obiettivo è garantire prezzi più bassi in Europa e la sicurezza dell’approvvigionamento». Von der Leyen ha voluto superare il flop di ieri sul price cap sottolineando «il sostegno generale» espresso dai ministri al disegno legislativo.
Le altre misure
Non solo gas. La presidente elenca anche gli altri punti su cui si concentrerà il lavoro di questi giorni, come ad esempio «la riduzione della domanda» di energia che dovrebbe risolversi con un taglio dei consumi di elettricità del 10%.
Poi anche «i contributi del settore energetico a sostegno delle famiglie e delle imprese vulnerabili» che passano attraverso un tetto ai ricavi extra delle compagnie che producono elettricità da fonti a basso costo diverse dal gas e un contributo di solidarietà per le società che lavorano i combustibili fossili da redistribuire ai consumatori. Non mancherà poi il «supporto alla liquidità delle utilities» e «l’accelerazione del RePowerEu», ovvero il maxi-piano energetico presentato a maggio per tagliare la dipendenza da gas, petrolio e carbone russi attraverso il risparmio, la diversificazione e gli investimenti nelle rinnovabili.
putin orban
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