DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI…
“GIORGIA MELONI OBBEDISCE A TRUMP MA TIENE I PIEDI NELL’UE. L’AMBIGUITA’ DEL GOVERNO RENDE L’ITALIA SEMPRE MENO INFLUENTE IN EUROPA” – ROMANO PRODI PRENDE A CEFFONI "LA STATISTA DELLA SGARBATELLA": “DOPO LA DRASTICA SVOLTA DI TRUMP, PER CUI L’UE È UNA NEMICA DICHIARATA, È DIVENTATO PIÙ DIFFICILE SERVIRE DUE PADRONI - L’ICE AI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI DI MILANO CORTINA È UNA PROVOCAZIONE - RIPERCUSSIONI DEL CICLONE TRUMP SULLA TENUTA DEL GOVERNO ITALIANO? SI È APERTO UN PERIODO DI CONFLITTUALITÀ E…”
Fabio Martini per la Stampa - Estratti
Il tornado Trump oramai è arrivato alle nostre latitudini, da qualche giorno le classi dirigenti europee è come se avessero preso atto all'unisono che l'ordine realizzato nel 1945 è finito, ma faticano a prendere contromisure e per Romano Prodi è arrivato il tempo delle scelte epocali: «Finalmente abbiamo ascoltato il discorso che ci voleva sul destino dell'Europa.
Lo ha fatto un canadese! Ha detto le cose giuste, con un grande coinvolgimento emotivo, rivolgendosi ai Paesi democratici che avvertono il profondo cambiamento di un'intera epoca. Quel discorso però non lo ha fatto un europeo e questo produce una certa impressione. La strada per l'Unione europea è segnata: bisogna procedere in tempi brevissimi a un'Europa a più velocità. Detto altrimenti: chi decide va avanti e gli altri si arrangino».
E sul ruolo dell'Italia Prodi è altrettanto tranchant: «Dopo la drastica svolta di Trump, è diventato più difficile "servire due padroni". Con un guaio ulteriore: a questo punto l'ambiguità rende l'Italia sempre meno influente in Europa».
In questi ore tornano le interpretazioni psicologiche sul personaggio Trump, ma non pensa che l'egolatria del Presidente non sarebbe concretizzabile senza l'appoggio preventivo, programmato e duraturo di potenti forze economiche, militari e del deep State?
«C'è un aspetto particolare che riguarda la psicologia del Presidente Trump e proprio in questi giorni siamo arrivati a manifestazioni estreme che urtano la sensibilità e il buon senso di tanti. Ma Trump è anche il punto di arrivo di un'evoluzione della società americana.
Il "trumpismo" è un balzo in avanti che però è parte di un cammino già iniziato da tempo. In particolare rispetto al distacco degli Usa dall'Europa. Personalmente non ero certo in sintonia politica con i Bush, padre e figlio, ma entrambi appartenevano ad una famiglia di stampo europeo.
Clinton divenne europeo per intelligenza politica. Poi è arrivato Obama: per lui Singapore e Copenaghen erano la stessa cosa. Il primo Trump ha iniziato l'ostilità con l'Unione, Biden l'ha temperata sul piano politico, ma non su quello economico. Il secondo Trump ha ripreso la sua azione, esasperandola e ora l'Europa è una nemica dichiarata. Il fatto nuovo è la violazione delle regole democratiche e in questo il concetto di "America first" interpreta un sentimento profondo dell'animo americano».
sergio mattarella saluta romano prodi all assemblea annuale dell anci
Gli Stati Uniti contribuiscono ai Giochi invernali con l'Ice, apporto originalissimo: forse un modo per legittimarla internazionalmente? Italia passiva?
«Con tante istituzioni dedicate alla sicurezza che gli Usa hanno a disposizione, inviare ai Giochi olimpici l'Ice che ha funzioni dedicate al controllo delle immigrazioni, appare, dopo i fatti del Minnesota, una inutile prova di forza. Quasi una provocazione».
L'Italia, su diverse questioni, è rimasta attaccata al convoglio europeo e dei volenterosi, ma occupando stabilmente i vagoni di coda: un anno fa eravamo a Washington, ci stiamo avvicinando a Bruxelles?
«Il governo italiano persevera nella sua ambiguità. Da un lato la presidente del Consiglio è obbediente a Trump, tenendo però i piedi in Europa.
Fino a quando Stati Uniti ed Europa non erano incompatibili sui grandi temi, il governo italiano poteva mantenere questa doppia appartenenza. Il dramma per l'Italia e per il suo governo è che Trump ha chiuso lui la stagione dell'ambiguità. Oramai c'è un distacco profondo tra l'etica della democrazia europea e l'etica di Trump, che esprime e manifesta concretamente una definitiva scelta di prevalenza della forza sul diritto. Il governo italiano non può fare la stessa scelta».
Ripercussioni del ciclone Trump sulla tenuta del governo italiano?
«Di certo si è aperto un periodo di conflittualità. Difficile oggi prevedere se la presidente del Consiglio sarà in grado di comporre le diverse posizioni della sua maggioranza che oggi appaiono incompatibili».
Anche sul fronte internazionale le opposizioni italiane procedono con un riflesso pavloviano, ripetono ogni ora che il governo ha sempre torto e anche sul referendum si preferisce trasformarlo in un plebiscito su Meloni. È una politica?
«Oramai il referendum è stato trasformato in un plebiscito, prima di tutto dal governo e poi dall'opposizione. Amen.
E tuttavia manca poco più di un anno alle elezioni, ma io ancora non vedo concretizzarsi quel che è una necessità assoluta: un programma dell'opposizione per l'Italia futura. Un programma frutto della riflessione degli esperti e di un pieno coinvolgimento delle forze popolari».
giorgia meloni in conferenza stampa 5
Nelle ultime settimane, ed è una novità rilevante, l'Europa ha assunto decisioni dirimenti a maggioranza: sul debito comune a sostegno della resistenza ucraina, sul Mercosur, sui micro-contingenti in Groenlandia: la strada è quella di stabilizzare la doppia velocità?
«Sì, la strada è questa. È tanto tempo che lo ripeto, ma oramai è chiaro a tutti: urge un'Europa a più velocità, o a cerchi concentrici, la si chiami come si vuole. Abbiamo alle spalle un successo grandioso, l'Euro: eravamo in 12, ora siamo in 20. Una prova più prova di questa non esiste.
Ma l'Euro lo abbiamo fatto 24 anni fa, è stata l'ultima grande impresa comune e questo dimostra che la lentezza non è compatibile con la storia».
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