giorgia meloni e donald trump al vertice di sharm el-sheikh

PRONTO, DONALD, SO’ GIORGIA! – MELONI CHIAMA TRUMP PER GLI AUGURI PER IL NUOVO ANNO E HA RIBADITO CHE L'ITALIA NON INVIERÀ TRUPPE SUL CAMPO IN UCRAINA PER IL POST-GUERRA E CHE OGNI DECISIONE SUL DONBASS SPETTA SOLO A KIEV (POSIZIONE CHE NON COINCIDE CON LA LINEA TRUMPIANA, IN PRESSING SU ZELENSKY PER ACCONTENTARE PUTIN) – LA STATISTA DELLA SGARBATELLA SMANIA PER ENTRARE NEL BOARD PER LA GESTIONE DI GAZA E HA PROMESSO AL TYCOON GIÀ A GENNAIO TRA 50 E 100 ADDESTRATORI ITALIANI PER FORMARE FORZE DI POLIZIA PALESTINESI…

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Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

giorgia meloni donald trump

Una telefonata di auguri, l'ultimo giorno del 2025. Ma soprattutto, un contatto diplomatico utile a impostare il lavoro del 2026. Giorgia Meloni sente Donald Trump, a poche ore dal conto alla rovescia di mezzanotte. Chiamata abbastanza rapida, utile però a «uno scambio di vedute sulle principali questioni internazionali e per affrontare alcuni dossier di interesse bilaterale».

 

Sul tavolo finisce il futuro impegno italiano per rafforzare la tregua di Gaza. Ancora più impellente è però il dossier ucraino. In cui l'Italia, nonostante il gelo riservato al format dei Volenterosi, resta comunque a bordo: nelle prossime ore Fabrizio Saggio, il consigliere diplomatico della premier, sarà impegnato insieme agli altri responsabili europei per la sicurezza nazionale (Nsa) in una missione a Kiev.

 

GAZA RIVIERA - DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

[...] Meloni ringrazia dunque il presidente americano per aver accettato di ridurre drasticamente le tariffe su uno dei prodotti italiani più esportati nel mondo. Si tratta di una decisione assunta ieri, ma a cui lavoravano da mesi la Farnesina, il ministero dell'Agricoltura, l'ambasciatore italiano a Washington Marco Peronaci e pure il capodelegazione meloniano in Europa, Carlo Fidanza, che gode di buoni rapporti con membri del Congresso Usa.

 

[...] Meloni volerà il 6 gennaio a Parigi, per partecipare a una riunione dei Volenterosi convocata da Emmanuel Macron. Un incontro preceduto da un summit a Kiev dei consiglieri per la sicurezza nazionale, annunciato nelle scorse ore da Zelensky.

 

Un appuntamento che servirà a comprendere meglio i dettagli del piano di pace. E che potrebbe essere utile anche a raccogliere altre indicazioni da Washington, visto che alla riunione dovrebbe video-collegarsi un big dell'amministrazione Usa.

 

VIGNETTA DI ELLEKAPPA - GIORGIA MELONI DONALD TRUMP AL VERTICE DI SHARM SU GAZA

Al telefono con Trump, intanto, Meloni ribadisce alcuni paletti. Primo: l'Italia non intende inviare truppe in Ucraina. Secondo: ogni possibile rinuncia alla porzione di Donbass controllata da Kiev spetta solo a Kiev. Bene, dunque, un referendum per ascoltare cosa ha da dire la popolazione. Una sfumatura che non sembra corrispondere del tutto alla linea trumpiana, in forte pressing su Zelensky per accontentare Vladimir Putin. E però, un concetto ripetuto spesso dagli alleati europei.

 

[...] Come ha avuto modo di spiegare la premier al presidente ucraino, prima ancora che a Trump, in questa fase e per ragioni di politica interna (tradotto: la Lega) l'Italia preferisce concentrarsi sul soccorso civile, più che su quello militare. In particolare, sulle infrastrutture energetiche.

 

Delle speranze di tregua nel conflitto, la presidente del Consiglio aveva fatto cenno nelle stesse ore anche a Sergio Mattarella, durante il consueto scambio di auguri del 31 dicembre. A lui, Meloni ha assicurato che «continuerà a fare tutto ciò che è possibile, ad ogni livello, affinché la pace possa al più presto tornare in Ucraina, in Medio Oriente e in tutte le aree del mondo dove la guerra ha preso il sopravvento e ha soppiantato il dialogo tra le nazioni».

 

[...]

 

volodymyr zelensky e giorgia meloni a berlino

Proprio Mattarella, nel suo discorso, ha ricordato la partecipazione italiana a diverse missioni umanitarie. In questo senso, il governo prepara alcune novità: già a gennaio tra 50 e 100 addestratori italiani opereranno in Giordania per formare forze di polizia palestinesi. L'impegno potrebbe raddoppiare in futuro.

 

Con Trump, la presidente del Consiglio insiste anche per garantire a Roma un ruolo nel board di gestione della Striscia. Ottenendo – riferiscono – alcune rassicurazioni. Diverso il discorso per l'invio di truppe sul terreno per un'azione di peace-keeping. Difficile che l'Italia possa sfilarsi, anche se preoccupa il passaggio parlamentare e pesano alcune parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di una «missione difficilissima, molto peggio dell'Afghanistan, e vi ricordo quanto a noi è costato l'Afghanistan anche in termini militari».

giorgia meloni donald trump

 

Lo scambio di auguri non esaurisce tutti i nodi bilaterali. Uno riguarda l'annunciato disimpegno in Italia del colosso Amazon nel progetto di consegna con i droni. Uno smacco, per una premier che ha puntato molto sulla relazione con le big tech e altri colossi Usa. E a cui, in qualche modo, Palazzo Chigi vorrebbe porre rimedio.[...]

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