FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL…
PUIGDEMONT PASSA ALL’INCASSO - DOPO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE SPAGNOLA HA REVOCATO L’ORDINE D’ARRESTO NEI SUOI CONFRONTI, L’EX PRESIDENTE CATALANO PUIGDEMONT È PRONTO A GETTARSI NELLA CAMPAGNA ELETTORALE IN VISTA DELLE ELEZIONI POLITICHE CONVOCATE DA PEDRO SANCHEZ - IL PROTAGONISTA DEL REFERENDUM SULL’INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA DEL 2017 VUOLE MOBILITARE I SUOI ELETTORI A BARCELLONA - LA SUA RICOMPARSA SULLA SCENA POLITICA POTREBBE FAVORIRE L’ASCESA DI VOX: L’ULTRADESTRA DI ABASCAL HA AUMENTATO I SUOI CONSENSI ANCHE GRAZIE ALL'INSOFFERENZA DI MOLTI SPAGNOLI VERSO GLI INDIPENDENTISTI CATALANI...
Estratto dall’articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”
Era ottobre anche nove anni fa quando la Spagna viveva un momento ben più drammatico di una crisi di governo. I deputati del Parlamento catalano avevano votato l’indipendenza da Madrid. Fu uno choc, lo spettro della guerra civile tornò ad agitarsi.
La Guardia Civil calò su Barcellona. Strade bloccate, gente in piazza, politici irreperibili, blindati davanti ai palazzi del potere, la polizia locale (i Mossos d’Esquadra ) commissariati da ufficiali unionisti.
Una scintilla e sarebbe corso il sangue. Invece, il presidente dello strappo, l’indipendentista Carles Puigdemont, chiuse la tragedia come 007: si infilò nel baule dell’auto di sua moglie, cambiò giacca e vettura sotto un cavalcavia, passò il confine con la Francia nascosto tra i sedili di poliziotti indipendentisti suoi complici. Iniziò un esilio nel più improbabile dei luoghi per far partire la rivincita: Waterloo (Belgio).
Pedro Sanchez e Carles Puigdemont 2
[...] Milioni di catalani rimpiangono di non essere andati sino in fondo nella strada per l’indipendenza. L’ascesa dell’estrema destra di Vox inizia anche come reazione unionista alla morbidezza di Sánchez.
Prima del voto del 29 novembre saranno tanti a chiedersi quale governo a Madrid è più attrezzato per gestire i bollenti spiriti di Barcellona. Soprattutto ora che Carles Puigdemont può rientrare dall’esilio.
Ieri, dopo 9 anni passati a difendersi dalla magistratura spagnola, Puigdemont è stato definitivamente amnistiato. [...] Potrà tornare a Barcellona da uomo libero, magari non farà in tempo a candidarsi, ma animerà i suoi elettori.
Erano il 50 per cento della popolazione: in questi 9 anni l’hanno abbandonato per politici ben più intransigenti. «La legislatura di Sánchez è cominciata con un ricatto» degli indipendentisti «e finisce con il pagamento dell’ultima fattura» da parte del governo, accusa l’opposizione.
PEDRO SANCHEZ IN UN DISCORSO ALLA MONCLOA ANNUNCIA ELEZIONI ANTICIPATE
«L’amnistia è un altro inganno» del premier, insiste Alberto Núñez Feijóo, leader dei Popolari. «Vendere favori in cambio di potere deve essere punito alle urne. La Spagna merita finalmente un governo che metta al primo posto la verità, la legge e l’uguaglianza di tutti gli spagnoli», ha detto Feijóo, il favorito dei sondaggisti alla prossima presidenza del Consiglio.
Diversa la posizione del premier uscente. «Quasi dieci anni dopo, l’amnistia permette alla società catalana di imparare dagli errori, che sono stati molti, e andare avanti». Il leader socialista ha affermato che «non abbiamo adottato la legge di amnistia pensando a un politico o all’indipendentismo, ma alla convivenza tra i catalani». [...]
ALBERTO NUNEZ FEIJOO - SANTIAGO ABASCAL
Nel suo esilio napoleonico, Carles Puigdemont ha convocato una conferenza stampa senza domande. «L’amnistia non risolve nulla». Tra Spagna e Catalogna c’è «un conflitto storico che spetta alla politica risolvere, non ai giudici». Come a dire eccomi, sono pronto a tornare.
L’altro grande tema della campagna elettorale sarà la crisi degli alloggi e il conflitto strisciante tra proprietari e affittuari, liberismo e dirigismo, proprietà privata e intervento pubblico. Venerdì erano stati bocciati due decreti, ieri il governo li ha riscritti quasi identici.
Contengono alcune misure che entrano in vigore immediatamente, ma entrambi dovranno comunque essere approvati dalla cosiddetta Diputación Permanent, una sorta di mini Parlamento di 69 deputati che fa le funzioni del Parlamento sciolto.
Alla Diputación Permanent, Sánchez dovrebbe avere la maggioranza per un singolo voto. Al Parlamento era in minoranza. Questo artificio matematico permetterebbe l’approvazione dei decreti alla vigilia delle elezioni oppure di poter accusare di tradimento chi nella maggioranza dovesse votare no. [...]
VOLANTINI ELETTORALI CARLES PUIGDEMONT
Pedro Sanchez
Alberto Nunez Feijoo Santiago abascal
SANTIAGO ABASCAL
CARLES PUIGDEMONT
FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL…
COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA…
DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA…
DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL…
DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO…
DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA…