vladimir putin

“PUTIN NON RINVIERÀ LE ELEZIONI DI SETTEMBRE PER LA DUMA, CERCHERA' LA LEGITTIMAZIONE POPOLARE” - LA POLITOLOGA RUSSA TATIANA STANOVAYA PARLA DELLA SITUAZIONE DEL CREMLINO ALLE PRESE CON UN MALCONTENTO CRESCENTE PER LA GUERRA A KIEV, PER LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE E LE RESTRIZIONI ALL’ACCESSO A INTERNET: “NELL’ELITE C’È CHI CHIEDE DI CONTINUARE IN UCRAINA FINO ALLA VITTORIA TOTALE E CHI PREFERIREBBE FERMARSI QUI, MA NESSUNO SI OPPONE DAVVERO ALLA GUERRA” – "I SENTIMENTI ANTI-OCCIDENTALI SONO CRESCIUTI E NELL'AMBIENTE DI PUTIN LE VALUTAZIONI TROPPO PESSIMISTICHE VENGONO CONSIDERATE DISFATTISTE E QUINDI SOTTOVALUTATE..."

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Giovanni Pigni per repubblica.it - Estratti

 

VLADIMIR PUTIN

Le elezioni per la Duma di Stato, in programma a settembre, rappresentano una sfida difficile per il regime di Vladimir Putin, alle prese con un malcontento crescente dovuto a una guerra che sembra non avere fine, difficoltà economiche e restrizioni all’accesso a internet.

 

Secondo alcune fonti citate dalla testata indipendente russa Meduza, all'interno del sistema ci sarebbero persino pressioni per rinviare il voto. Uno scenario poco probabile secondo la politologa russa Tatiana Stanovaya, fondatrice del centro di analisi R.Politik: per Putin le elezioni restano una fondamentale fonte di legittimazione.

 

Perché le elezioni di settembre alla Duma sono così importanti per Vladimir Putin?

vladimir putin

Per Putin tutte le elezioni sono importanti in quanto fonte essenziale di legittimazione del suo potere. È sempre orgoglioso di mostrare all’Occidente di avere alle spalle un ampio sostegno popolare e considera il sistema russo fondato su regole democratiche. Naturalmente questa è la sua personale visione della realtà. Per questo l’ipotesi di un rinvio sembra poco probabile. Nel 2022 Putin non cancellò le elezioni regionali nonostante la ritirata da Kherson, l'avanzata ucraina a Kharkiv e la mobilitazione. Oggi la situazione è difficile, ma meno critica rispetto a quella fase della guerra.

 

 

DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN

Si parla spesso di una divisione all'interno dell'élite russa tra i fautori della guerra a oltranza e coloro che ritengono necessario trovare una via d'uscita dal conflitto. Si tratta di una spaccatura reale?

Nell'élite esiste un consenso generale secondo cui la Russia non può perdere ed è circondata da Paesi ostili che combattono contro di essa attraverso l'Ucraina. I sentimenti antioccidentali sono cresciuti, insieme alla convinzione che qualsiasi segno di debolezza porterebbe soltanto a maggiori pressioni da parte dell'Occidente.

 

Tuttavia esistono differenze importanti. Una corrente sostiene che la guerra debba continuare fino alla vittoria totale, cioè il controllo dell’Ucraina e la sua trasformazione in un Paese amico della Russia.

 

Vladimir Putin - Forum economico internazionale di San Pietroburgo - foto lapresse

Un'altra ritiene che Mosca non possa più permettersi un conflitto prolungato e che abbia già ottenuto risultati sufficienti: l'Ucraina non entrerà nella NATO, gran parte del Donbass è sotto controllo russo, mentre ulteriori sforzi rischierebbero di compromettere la stabilità interna.

 

Questa seconda posizione non è necessariamente anti-guerra, ma pragmatica. Gli autentici oppositori della guerra, invece, restano esclusi dal dibattito pubblico e privi di reale influenza politica.

 

 

 

Secondo lei Putin ha una percezione irrealistica della situazione interna del Paese e di ciò che accade al fronte?

Tatiana Stanovaya

Non credo che Putin sia privato di informazioni o manipolato, ma nell’ambiente in cui si trova le valutazioni troppo pessimistiche tendono a essere considerate disfattiste e quindi sottovalutate, mentre i successi sono presentati in modo più evidente rispetto alle difficoltà. Per questo Putin ha probabilmente una visione leggermente più rosea della realtà. M

 

Mosca continua a sperare di attirare Donald Trump dalla propria parte?

All'interno della leadership russa esistono due approcci. Il primo ritiene impossibile un accordo con gli Stati Uniti e considera Trump inaffidabile. Questa posizione è diffusa soprattutto tra i diplomatici, che conoscono i limiti del sistema americano. Il secondo approccio riconosce l'imprevedibilità di Trump ma ritiene che la Russia debba sfruttare ogni opportunità di dialogo. Putin appartiene chiaramente a questa corrente: per questo continua a mantenere aperto il dialogo con Washington, pur essendo consapevole che potrebbe non portare a nulla. Nel peggiore dei casi, pensa, la Russia continuerà la guerra aspettando che l'Ucraina ceda alle sue condizioni.

Putin Trumpvladimir putin con la mimetica alla vigilia del vertice trump-zelensky