FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
QUALCUNO DICA ALLA MELONI CHE ATTACCARE LA BANKITALIA NON E’ UN BUON VIATICO PER IL GOVERNO – IL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI, BRACCIO DESTRO DI DONNA GIORGIA, ALL’ATTACCO DI PALAZZO KOCH: "LE CRITICHE DI VIA NAZIONALE ALLA MANOVRA? NON MI SORPRENDONO. BANKITALIA È PARTECIPATA DA BANCHE PRIVATE. LA BCE, AL CONTRARIO, È D’ACCORDO NEL NON LIMITARE L’USO DEL CONTANTE” – TAJANI SPIEGA: "TETTO AL CONTANTE È UN'IPOTESI DI UN DIRIGENTE DELLA BANCA D'ITALIA"
Da open.online
ignazio visco foto di bacco (5)
La manovra non piace? Allora è una buona manovra. Il sottosegretario con delega all’attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari, non ha dubbi: «Che la manovra non piaccia a sindacati, Confindustria, Bankitalia, vuol dire che non pende da nessuna parte. È un buon segno. Penso che sia normale che ognuno dica gli aspetti che lo deludono. Bankitalia è partecipata da banche private, è una istituzione che ha una visione, legittimamente, e questa visione fa sì che reputi più opportuno che non ci sia più di fatto utilizzo di denaro contante». La visione di Bankitalia, però, evidenzia il sottosegretario, non è quella della Bce che «ribadisce che la banconota è l’unica moneta a corso legale e che gli Stati membri non possono limitarne l’utilizzo a favore di una moneta privata».
giorgia meloni e giovanbattista fazzolari
Una critica netta alla presa di posizione di questa mattina da parte di Palazzo Koch che riporta alla memoria le tensioni dell’epoca del governo giallo-verde. Meno dirompente, almeno dal punto di vista istituzionale, la linea sul Superbonus, che rimane netta: «Non proroghiamo il Superbonus anche perché non è quello il problema – dice sempre Fazzolari – Il problema sono i crediti di imposta, stiamo tentando di trovare su questo una soluzione». La differenza di contribuzione non peserà più di tanto, dice il sottosegretario: «110% o 90% cambia che l’inquilino che deve fare 10mila euro di lavori prima non pagava niente e ora deve pagare 1000 euro, ma per chi è in difficoltà interveniamo con un apposito fondo. Si confondono i due temi che sono diversi. Dobbiamo trovare un meccanismo per cui le banche possano prendersi questi crediti senza mandare all’aria i conti pubblici. Vale 60 miliardi, non può pagare lo Stato».
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