DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È…
DOPO BIDEN, ANCHE MATTARELLA CRITICA ISRAELE - NEL SUO VIAGGIO IN COSTA D'AVORIO, IL PRESIDENTE FA CAPIRE CHE PIU' SI INFIERISCE NELLA STRISCIA DI GAZA, PIU' AUMENTANO LE SPINTE ALLA DESTABILIZZAZIONE (SOPRATTUTTO NEL SUD DEL SAHEL DOVE IL TERRORISMO FONDAMENTALISTA E' UNA PIAGA, SENZA CONTARE I COLPI DI STATO IN MALI, BURKINA E NIGER) - MATTARELLA INVOCA LA SOLUZIONE "DUE POPOLI, DUE STATI" PER ISRAELE E PALESTINA: LE SOFFERENZE INFLITTE A GAZA SI STANNO RITORCENDO CONTRO LA SICUREZZA DELLO STATO EBRAICO...
Ugo Magri per “la Stampa” - Estratti
L'incendio minaccia di allargarsi. C'è il pericolo che la Jihad islamica approfitti del dramma palestinese per scatenare nuove offensive nell'Africa equatoriale, gettando benzina sul fuoco del risentimento contro Israele e contro l'intero Occidente.
In Costa d'Avorio, dove Sergio Mattarella si trova in visita, l'allarme è particolarmente vivo e la preoccupazione per la guerra in Medio Oriente ha segnato i colloqui ad Abidjan con il presidente Alassane Ouattara.
Più Israele infierisce nella Striscia di Gaza, è il senso dei ragionamenti vis-à-vis, più aumentano le spinte di destabilizzazione specie a sud del Sahel, dove il terrorismo fondamentalista è una piaga endemica e dove l'incertezza s'è particolarmente aggravata per effetto dei colpi di Stato in Mali, nel Burkina e da ultimo in Niger. Le rare oasi di stabilità e di democrazia nella regione rischiano di subire i contraccolpi dell'esplosione di rabbia. Nel caos diventerebbe un'impresa controllare i flussi migratori diretti verso le nostre coste.
sergio mattarella discorso di fine anno 2023 2
Mattarella certo non trascura come all'origine della reazione d'Israele ci sia «la nefasta giornata di vergogna del 7 ottobre con gli orrori consumati dall'aggressione di Hamas»; registra però che le sofferenze inflitte alla popolazione civile di Gaza stanno ritorcendosi contro la stessa sicurezza dello Stato ebraico.
Così non si va da nessuna parte, fa intendere nelle sue dichiarazioni alla stampa. La prospettiva di pace, conferma il presidente, poggia sulla formula dei «due popoli, due Stati» che l'Italia continua a ritenere priva di alternative, sebbene sempre più complicata.
Nella sua prima tappa del viaggio africano (stasera si trasferirà ad Accra, capitale del Ghana) il presidente della Repubblica ha discusso com'è logico di immigrazione. In pubblico ha ringraziato il suo ospite «per il contributo alla nostra economia della comunità ivoriana che vive in Italia», ma nei colloqui tra le delegazioni s'è ragionato pure degli sbarchi illegali e di come, per usare le parole di Mattarella, «si possa tradurre in flussi ordinati e legali il fenomeno migratorio oggi così disordinato e nelle mani dei trafficanti di esseri umani». Un contributo può darlo la stretta cooperazione già avviata tra i rispettivi ministri dell'Interno.
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