matteo renzi referendum giustizia

“RENZI, ESPONITI, DI’ UNA COSA GARANTISTA, DI’ UNA COSA ANCHE NON GARANTISTA, MA DI’ QUALCOSA” – “IL FOGLIO” FA IL VERSO A NANNI MORETTI PER SBERTUCCIARE MATTEONZO, CHE SUL REFERENDUM HA DECISO DI NON ESPRIMERSI: “LA COSA È SURREALE PERCHÉ RENZI NEGLI ANNI HA SEMPRE MANIFESTATO IDEE MOLTO NETTE SULLA GIUSTIZIA E DI CONFRONTO DURO CON LA MAGISTRATURA POLITICIZZATA, TANTO DA SCRIVERCI SU UN LIBRO,  “IL MOSTRO” (CON TANTO DI ENDORSEMENT DI CARLO NORDIO SULLA COPERTINA). VEDERLO ORA SILENTE, TIMOROSO DI DELUDERE GLI ALLEATI DI SINISTRA PER IL NO O GLI ELETTORI GARANTISTI PER IL SÌ, È UNA PROVA DA FOLLOWER PIÙ CHE DA LEADER…”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo da “Il Foglio”

 

matteo renzi al senato

Renzi, di' qualcosa sul referendum – Il silenzio sul voto, dopo l’astensione in Parlamento, è ormai surreale. Il presidente di Italia viva lascia "libertà di coscienza" al partito. E ora afferma di non volersi esprimere per “non personalizzare” e perché il referendum gli fa vivere un “flashback” rispetto alla traumatica sconfitta del 2016

 

"Esponiti, rispondi, di’ una cosa di sinistra, di’ una cosa anche non di sinistra, ma di’ qualcosa!”. Così inveiva Nanni Moretti in “Aprile” nei confronti di un D’Alema silente in un dibattito con Berlusconi.

 

MATTEO RENZI - IL MOSTRO

Lo stesso appello viene da farlo a Matteo Renzi, a proposito del referendum costituzionale sulla magistratura. Italia viva si è astenuta nelle quattro letture parlamentari della legge: un equilibrismo tra le anime del partito, tra la spinta a costruire l’alleanza con il Campo largo e quella riformista favorevole alla separazione delle carriere.

 

[…]  

 

Renzi lascia “libertà di coscienza” al partito, una formula pilatesca e un po’ ridicola per un referendum costituzionale. Si sono espressi esponenti di Iv come Paita, Scalfarotto e Giachetti (per il Sì) o Bellanova (per il No), ma il leader non si espone.

 

giorgia meloni carlo nordio

Ora afferma, addirittura, di non volersi esprimere per “non personalizzare” e perché il referendum gli fa vivere un “flaschback” rispetto alla traumatica sconfitta del 2016. Si astiene in Parlamento, si astiene dal prendere una posizione al referendum, insomma: si astiene dal fare politica.

 

La cosa è singolare per un leader di partito, ma è surreale nel caso di Renzi che negli anni ha sempre manifestato idee molto nette sulla giustizia e di confronto duro con la magistratura politicizzata, tanto da scriverci su un libro di successo: “Il mostro” (con tanto di endorsement di Carlo Nordio sulla copertina).

 

Vederlo ora silente, timoroso di deludere gli alleati di sinistra per il No o gli elettori garantisti per il Sì, è una prova da follower più che da leader. […]

 

matteo renzi al senato

 Renzi, esponiti, di’ una cosa garantista, di’ una cosa anche non garantista, ma di’ qualcosa.