FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA,…
“ITALIA IMBARAZZANTE IN POLITICA ESTERA, NON CONTIAMO NULLA. VI SEMBRA NORMALE CHE A DUBAI CI FOSSERO, IGNARI DI TUTTO, IL MINISTRO DELLA DIFESA CROSETTO E IL QUESTORE DI ROMA MASSUCCI” – MATTEO RENZI ASFALTA IL GOVERNO MELONI: “SIAMO DI FRONTE ALLA RISCRITTURA DELL'ORDINE MONDIALE E CHE DICE TAJANI? CHE NON SAPEVA NULLA. IL GOVERNO CONTROLLA I SERVIZI A CUI È STATO TRIPLICATO IL BUDGET, STANNO FACENDO ASSUNZIONI A GOGÒ, INTERCETTANO ANCHE LE MOSCHE MA NON SANNO CHE SUCCEDE? HO UNA PROPOSTA PER MELONI E MANTOVANO: ANZICHÉ COMPRARE DAGLI ISRAELIANI TROJAN PER INTERCETTARE GIORNALISTI, PERCHÉ NON SI FANNO DIRE QUANDO BOMBARDANO L'IRAN? È SCONCERTANTE" – “TRUMP? HA FATTO FUORI MADURO E KHAMENEI PER ME VA RINGRAZIATO…”
Alessandro De Angelis per “la Stampa” - Estratti
«Provo imbarazzo per quel che ho sentito oggi».
Matteo Renzi, immagino si riferisca al dibattito in commissione Esteri e Difesa.
«Siamo di fronte alla riscrittura dell'ordine mondiale e che dice Tajani? Che non sapeva nulla. E che, per fortuna, nessun italiano è coinvolto. Tutto qui? Il fatto è che il primo a non essere coinvolto è il governo italiano».
Francia, Germania e Gran Bretagna sono disponibili ad aiutare i Paesi del Golfo. Ha capito cosa farà l'Italia?
«Io no ma non l'hanno capito nemmeno loro. Senza risalire ai tempi di Moro, Andreotti e Craxi, anche dieci anni fa era impensabile che i Paesi europei del G7 si coordinassero senza l'Italia. Il formato è sempre stato a quattro. Ora siamo fuori, neanche chiamati. Ma ci rendiamo conto che non contiamo nulla? Le sembra normale che a Dubai ci fossero, ignari di tutto, ministro della Difesa e questore di Roma?».
Sta tirando in causa solo il governo o allude ai servizi?
«Il governo controlla i servizi. Ai servizi è stato triplicato il budget, stanno facendo assunzioni a gogò, intercettano anche le mosche ma non sanno che succede?
Ho una proposta per Meloni e Mantovano: anziché comprare dagli israeliani trojan per intercettare giornalisti, perché non si fanno dire quando bombardano l'Iran? È sconcertante. L'insignificanza sulla politica estera nasconde l'incapacità sulla politica economica. Se non ci fosse la guerra, oggi la notizia sarebbe il fallimento sull'economia».
Si riferisce ai dati dell'Istat.
«Già. Abbiamo sforato il deficit, stando sopra il 3%: quindi Giorgetti ha fallito.
E abbiamo il record di pressione fiscale, che ha raggiunto 43,1 per cento. Il governo Meloni è il vero governo Dracula».
Stiamo però sul fronte estero. È il giorno in cui il conflitto si è regionalizzato col Libano e andato oltre coi droni a Cipro.
matteo renzi - assemblea di italia viva
«Nonostante tutto, continuo a essere ottimista. Qui c'è la concreta opportunità di chiudere la stagione degli ayatollah iniziata 47 anni fa, anche nel tripudio di parte della sinistra europea che odiava lo Scià e strizzava l'occhio a Khomeini. Come dimenticare le miopi frasi di Sartre di allora?».
Decapitare il regime non significa automaticamente cambiare il regime.
«Decapitare la sua leadership è un fatto epocale ed è un gigantesco passo in avanti. Hanno massacrato, torturato e fucilato generazioni intere di ragazzi ma oggi gli Ayatollah sono finalmente in crisi.
ALFREDO MANTOVANO ALLA CONFERENZA STAMPA DI INIZIO ANNO (2026) DI GIORGIA MELONI
E allora il pensiero va a chi in Iran ci ha mostrato che cosa è la dignità, che cosa è il coraggio. Ci saranno problemi, anche da noi, a cominciare dall'energia, dalla sicurezza, dalla difesa. E mi preoccupa questa Europa afona e acefala, quest'Italia priva di visione. Ma io faccio festa con i ragazzi di Teheran, non piango la morte del feroce dittatore».
La fa facile. Davanti a una sfida esistenziale, l'Iran dà due segnali: colpisce i Paesi del Golfo e nominerà la nuova guida. Il processo di cui parla può anche essere un'imprevedibile escalation.
«Il regime vede la sua fine e la dimostrazione sono gli attacchi ai Paesi vicini. Da oltre dieci anni è in corso una guerra fratricida dentro l'Islam tra riformisti e estremisti. L'attacco iraniano ai Paesi del Golfo è il colpo di coda di un regime in dissoluzione».
ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
E la reazione delle forze dei Paesi del Golfo appare debole e mal concertata.
«Questo porterà nei prossimi anni a una Nato dei Paesi arabi e a investimenti in difesa, di cui gli italiani beneficeranno. Quel che sta accadendo è la tappa finale di uno scontro tra Islam radicale e moderato in corso da anni, sin dalla battaglia di Mosul del 2014 e dalla lotta all'Isis che faceva attentati in Europa. La politica estera è complessa: si fa con la visione, non con i viaggetti da influencer».
Infiammando il Medioriente, c'è il rischio di anche di alimentare il terrorismo in Occidente.
«Per me no. Il fondamentalismo è messo KO dalle leadership riformista islamiche: Hamas, Hezbollah, Houthi sono alle corde e non hanno più la protezione iraniana. Mi pare che i riformisti siano messi meglio degli estremisti e godo per questo».
Lei è molto ottimista sul regime change. Crede in una rivolta popolare in Iran?
«Difficile, ma non sottovaluto il popolo iraniano in un paese in cui 40 mila ragazzi si sono fatti ammazzare per una idea di libertà. L'Iran è un Paese con grande cultura, storia, orgoglio.
Può fare il regime change dal basso. O può aspettare un sostanziale cambio dall'alto, dopo la morte della Guida suprema. Quello che è certo è che anche io stanotte grido come tanti: donne, vita, libertà».
Cioè, per lei quello di Trump non è un azzardo dettato dalla logica imperiale, che non contempla il diritto internazionale, eccetera. Anzi, ha fatto bene.
MATTEO RENZI - ELLY SCHLEIN - FOTO LAPRESSE
«Io contesto il Trump dei dazi, dell'Ice, delle fake news, dell'insider trading e della bullizzazione dell'Europa. E spero che i democratici diano un segnale contro la Casa Bianca al Mid Term. Ma se mi parlano di diritto internazionale per difendere un massacratore di ragazzi per bene, mi indigno. il Trump che fa fuori Maduro e Khamenei per me va ringraziato».
Trump dice di non escludere l'invio di truppe. Non pensa possa rimanere impantanato in Iran e pagare l'azzardo in casa?
«Non credo che lo farà. Gli serve qualche show per depistare da Epstein ma non invierà truppe di terra».
Cosa dovrebbe fare l'Europa?
«Svegliarsi! Ma serve la politica e la visione, oltre che il coraggio. Altrimenti lasciamo campo a Tajani e al suo cappellino MAGA imbarazzante».
Sul Medioriente questa intervista non piacerà ai suoi futuri alleati del campo largo.
«E perché? Non piacerà al centrodestra, alla Meloni, a Tajani, a tutti loro».
Sulla bontà dell'intervento di Trump non credo molti condivideranno a sinistra.
«Abbiamo idee, anche diverse, ma ci sono significativi punti di unione. Lo sforzo è far capire che la politica estera è una cosa seria.
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP
matteo renzi - assemblea di italia viva
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