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LA RESA DEI CONTI TRA LA COMUNITÀ EBRAICA E L’ANPI: “LI ABBIAMO CACCIATI” – AL GHETTO DI ROMA, LA COMMEMORAZIONE DEL RASTRELLAMENTO DEGLI EBREI DA PARTE DEI NAZIFASCISTI, È DIVENTATA UNO SCONTRO APERTO CON L'ASSOCIAZIONE DEI PARTIGIANI - IL PRESIDENTE DELLA COMUNITA’ EBRAICA ROMANA FADLUN: "LA LORO PRESENZA NON ERA GRADITA. STANNO CON HAMAS". LA REPLICA: "ANCHE IL SINDACO GUALTIERI ERA DISPIACIUTO. QUELLO CHE E' SUCCESSO CI RAMMARICA" – I PRECEDENTI: IL 25 APRILE, A MILANO, LA BRIGATA EBRAICA ERA STATA CONTESTATA PER LE BANDIERE ISRAELIANE E COSTRETTA A LASCIARE IL CORTEO, SCORTATA DALLA POLIZIA. A ROMA, INVECE, DUE ATTIVISTI DELL'ANPI ERANO STATI FERITI DA UN GIOVANE DELLA COMUNITÀ EBRAICA, CHE AVEVA SPARATO CON UNA PISTOLA AD ARIA COMPRESSA… - VIDEO

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Marco Carta per repubblica.it - Estratti

ESPONENTI DELLA COMUNITA EBRAICA CONTRO ANPI - GHETTO DI ROMA

Lo avevano promesso e alla fine lo hanno fatto: «Li abbiamo cacciati». Nel giorno in cui Roma ricordava il rastrellamento del Ghetto e la deportazione di 1.022 ebrei nei campi di sterminio, la commemorazione si è trasformata in uno scontro aperto tra la comunità ebraica e l'Anpi. Insulti, urla e accuse di antisemitismo hanno accompagnato la cerimonia al Portico d'Ottavia fino alla decisione dei partigiani di allontanarsi di qualche metro, sotto la pressione dei contestatori. 

 

 

(...) il presidente Victor Fadlun aveva chiesto all'Anpi di non presentarsi alla cerimonia del Comune di Roma. L'associazione dei partigiani ha invece rivendicato il proprio posto. Presenti al Portico d'Ottavia anche Piero Fassino, accolto dagli applausi, e Federico Mollicone, deputato di Fratelli d'Italia, tra i più attivi nel condannare l'Anpi. «Non si può stare il 16 ottobre al Ghetto e poi tutti gli altri giorni in piazza con chi esalta il 7 ottobre con le bandiere di Hamas».

ESPONENTI ANPI GHETTO DI ROMA 3

 

Per fermare la contestazione, la delegazione dell'Anpi ha lasciato la cerimonia, spostandosi di qualche metro. Con i partigiani sono andati via anche i rappresentanti dell'Aned e dell'Associazione nazionale vittime civili di guerra. Quando è arrivato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, la rottura era ormai consumata. Gualtieri ha deposto la corona. Poi, prima di andare via, ha salutato con lo sguardo amareggiato Marina Pierlorenzi, presidente dell'Anpi Roma. «Il sindaco era molto dispiaciuto. Quello che è successo stamattina ci rammarica in maniera particolare».

 

GUALTERI AL GHETTO DI ROMA

Fadlun, invece, ha rivendicato la vittoria della comunità ebraica: «Siamo riusciti a escludere l'Anpi. La loro presenza non era gradita. Ormai fanno solo politica, non li vogliamo neanche nelle altre occasioni dedicate alla Memoria e alla lotta contro il nazifascismo».

 

Lo scontro è arrivato dopo una frattura che da mesi attraversa i rapporti tra il mondo ebraico e l'associazione dei partigiani, alimentata dalle posizioni sulla guerra a Gaza e dalle manifestazioni pro-Palestina. Il 25 aprile, a Milano, la Brigata ebraica era stata contestata per le bandiere israeliane e costretta a lasciare il corteo, scortata dalla polizia.

 

VICTOR FADLUN

A Roma, invece, due attivisti dell'Anpi erano stati feriti da un giovane della comunità ebraica, che aveva sparato con una pistola ad aria compressa. Il 28 luglio Anpi e Ucei avevano provato a ricucire lo strappo con un documento comune. L'intesa non ha retto, anche se l'Anpi non perde la speranza: «Le nostre posizioni sulla Shoah sono chiare. Ciò che succede oggi in Israele con il governo Netanyahu è un'altra cosa. Ora speriamo che le cose si possano ricomporre».

Victor FadlunESPONENTI DELLA COMUNITA EBRAICA VS ANPI - GHETTO DI ROMA