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RIUSCIRA’ GIORGIA MELONI A RIMINI A SPENDERE FINALMENTE DUE PAROLE SUI RIPETUTI ATTACCHI SGUAIATI DI SALVINI A MACRON? IL LEADER LEGHISTA TORNA A PUNGERE IL "TOY BOY DELL’ELISEO": “INVECE DI CONVOCARE UN AMBASCIATORE AL GIORNO, MACRON DOVREBBE PREOCCUPARSI DELLA SITUAZIONE ECONOMICA E SOCIALE DI MOLTE PERIFERIE FRANCESI. RIVENDICO LA NOSTRA POSIZIONE EQUILIBRATA E SAGGIA, A DIFFERENZA DI ALTRI GOVERNI EUROPEI E DI ALCUNI VERTICI DI BRUXELLES CHE INSISTONO A PARLARE DI ARMI, ESERCITI, BOMBE E MISSILI. SI ASCOLTI PAPA LEONE, INVECE DI PENSARE A IMPROBABILI GUERRE CONTRO LA RUSSIA..."

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Da corriere.it

 

Il nuovo attacco di Salvini a Macron

macron salvini immagine creata con l'IA

«La Cee funzionava benissimo, questa EuroBurocrazia è invece la morte del nostro continente. Anche dal punto di vista valoriale, visto che la sinistra ha perfino impedito di riconoscere le radici giudaico-cristiane dell'Europa, in molte città ormai in mano alla prepotenza islamica. Invece di convocare un ambasciatore al giorno, Macron dovrebbe preoccuparsi della situazione economica e sociale di molte periferie francesi».

 

Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini in una intervista a ilSussidiario.net in

occasione del Meeting di Rimini. L'Italia sta giocando «assolutamente» bene il suo ruolo sull'Ucraina e «rivendico la nostra posizione equilibrata e saggia, a differenza di altri governi europei e di alcuni vertici di Bruxelles che - ribadisce - insistono a parlare di

salvini macron

armi, eserciti, bombe e missili».

 

«Si ascolti Papa Leone - aggiunge - e si investa sulla diplomazia, invece di pensare a improbabili guerre contro la Russia che in passato, da Napoleone a Hitler, non hanno portato nulla di buono».

 

Quanto alla partita dei dazi, per Salvini ora «serve cambiare l'Europa, togliendo burocrazia e limiti come quelli sui motori benzina e diesel dal 2035. L'America difende se stessa e fa bene, Cina e India fanno lo stesso, è l'Europa che invece sbaglia, lo ha ricordato lo stesso Draghi proprio qui al Meeting: mentre le altre potenze innovano e liberano energie, Bruxelles sforna norme, limiti, regolamenti assurdi e divieti».

 

Per il vicepremier «la risposta non può essere «più Europa», semmai un'Europa che, in linea con quanto i padri fondatori pensavano, si occupi di meno cose e lo faccia bene, lasciando agli Stati nazionali le scelte che li riguardano più da vicino».

LA FACCIA DI GIORGIA MELONI MENTRE PARLA EMMANUEL MACRON LA FACCIA DI GIORGIA MELONI MENTRE PARLA EMMANUEL MACRON foto di gruppo vertice alla casa bianca con zelensky e i leader europei foto lapressemacron meloniemmanuel macron donald trump giorgia meloni foto lapresse