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“GLI ATTACCHI DEL GOVERNO AI MAGISTRATI AVVENGONO SEMPRE QUANDO PRENDONO DECISIONI A TUTELA DEI PIÙ DEBOLI” – ROSY BINDI: “PER IL GOVERNO CIÒ CHE MUOVE UNA CRITICA È UN FASTIDIO. IN QUESTO MODO SI RISCHIA LA DITTATURA DELLA MAGGIORANZA. IL DISSENSO DIVENTA UN REATO, GLI SCIOPERI SONO UNA RIVOLTA SOCIALE E I MAGISTRATI ANZICHÉ MARCIARE CON IL GOVERNO IMPEDISCONO DI FARE SCELTE CONTRO LA LEGGE E LA COSTITUZIONE - NELLE RIFORME DI QUESTO GOVERNO, COMPRESA LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E QUELLA DEL PREMIERATO, VIENE MESSO IN DISCUSSIONE ANCHE IL RUOLO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SMEMBRANDO IL CSM E SOTTRAENDO AL CAPO DELLO STATO LA GUIDA DELL'ALTA CORTE - È UN REFERENDUM POLITICO, PERCHÉ STRAVOLGE LA COSTITUZIONE E CAMBIA L'EQUILIBRIO TRA I POTERI”
Estratto dell’articolo di Gabriella Cerami per “la Repubblica”
[…] Il procuratore Nicola Gratteri aveva detto che voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere. Non trova che anche il fronte del no stia alzando i toni?
«Gratteri usa toni forti, non c'è dubbio. Però nel merito, è difficile attaccare chi sostiene che questa riforma indebolisce la magistratura, che è una riforma che piace ai mafiosi e ai massoni deviati, perché rende più debole la magistratura che ha combattuto la mafia e il terrorismo».
MATTARELLA MELONI CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA 1
Dalle parti di via Arenula dicono che il ministro Carlo Nordio ha paragonato il Csm a una struttura para-mafiosa dopo aver ascoltato le parole di Gratteri.
«Io penso che le vere intenzioni della riforma vengano dichiarate continuamente dal ministro e dalla presidente del Consiglio quando dicono che è necessario riequilibrare i rapporti tra i poteri a vantaggio della politica. Vogliono mettere sotto tutela l'autonomia della magistratura».
giorgia meloni e sergio mattarella - consiglio supremo della difesa
Il governo alza il livello dello scontro per paura di perdere il referendum?
«Gli attacchi ai magistrati avvengono sempre quando prendono decisioni a tutela dei più deboli. Per il governo tutto ciò che muove una critica è un fastidio, un impedimento. In questo modo si rischia la dittatura della maggioranza. Il dissenso diventa un reato, gli scioperi sono una rivolta sociale e i magistrati anziché marciare con il governo impediscono di fare scelte contro la legge e la Costituzione».
All'orizzonte c'è anche la riforma del premierato. Si lega a quanto successo negli ultimi giorni?
«Nelle riforme di questo governo, compresa la riforma della giustizia e quella del premierato, viene messo in discussione anche il ruolo del presidente della Repubblica smembrando il Csm e sottraendo al capo dello Stato la guida dell'Alta corte».
Vede il rischio di un'eccessiva politicizzazione del referendum?
«È un referendum politico, perché stravolge la Costituzione e cambia l'equilibrio tra i poteri. Se politicizzarlo significa trasformalo in uno scontro, abbassiamo i toni, ma deve farlo per primo chi ha scritto la riforma e lo ha fatto da solo arrogandosi un potere costituente che non ha. Dal nostro comitato, presieduto da Bachelet, abbiamo sempre richiamato a un confronto civile. Tanto che in occasione del centenario di Vittorio Bachelet all'università La Sapienza il vice presidente del Csm ucciso dalle br verrà ricordato da me e da Stefano Ceccanti schierato, per il sì».
sergio mattarella e giorgia meloni - consiglio supremo della difesa
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