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SCHLEIN-CONTE A CACCIA DEI VOTI DELLA CGIL (PER LE PRIMARIE E NON SOLO) - I DUE LITIGANTI DEL CAMPO LARGO, INSIEME AI COMPARI FRATOIANNI E BONELLI E ALLA RENZIANA MARIA ELENA BOSCHI, SARANNO GIOVEDI’ AL TEATRO BRANCACCIO DI ROMA PER UN EVENTO DELLA CGIL. IN VISTA DELLE PRIMARIE SI E’ APERTA LA CORSA AI 5 MILIONI DI VOTI DEL SINDACATO ROSSO (DI CUI 2,5 MILIONI DI PENSIONATI, LA MASSA PIÙ IDEOLOGIZZATA): IN CAMBIO, DOVRANNO FARE CONCESSIONI SUL PROGRAMMA (DAL SALARIO MINIMO ALLA PATRIMONIALE FINO ALL’UCRAINA CON LA BASE CGIL SU POSIZIONI PUTINIAN-PACIFINTE, VICINO A QUELLE DI CONTE) E SULLE LISTE PER LE POLITICHE…
Tobia De Stefano per “La Verità” - Estratti
L’appuntamento è per giovedì 5 novembre al teatro Brancaccio in Roma. Non è prevista l’esibizione di attori e commedianti, ma la questua dei leader del campo largo (dovrebbero esserci Elly Schlein, Giuseppe Conte, Avs e Maria Elena Boschi al posto di Matteo Renzi) che si presenteranno al cospetto del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione della presentazione del programma del sindacato, «Il futuro è adesso».
I potenziali sfidanti della Meloni non vanno a raccogliere offerte, ma consensi in vista delle primarie e delle prossime piazze organizzate dal compagno Maurizio.
Perché se è vero che molti iscritti alla Cgil non votano a sinistra, basti pensare alle preferenze raccolte nelle ultime tornate elettorali da Lega e Fratelli d’Italia, è altrettanto chiaro che tantissimi iscritti al Pd, ma anche al Movimento Cinque Stelle o ad Avs hanno la tessera sindacale.
Insomma, quel bacino di circa 5 milioni di voti (gli iscritti sono poco più) fa gola a tutti. Prima ancora che in proiezione delle Politiche, in vista della sfida fratricida che entro febbraio dovrà stabilire l’avversario ufficiale dell’attuale premier. C’è in ballo tanto. E quel tanto Landini è pronto a venderselo bene.
Sa che i giovani sono ondivaghi e meno facilmente orientabili, ma la Cgil può contare sullo zoccolo duro di circa 2,5 milioni di pensionati, la massa più ideologizzata. La più impermeabile alle contraddizioni della sinistra, che voterebbe qualsiasi cosa pur di sottrarsi alla morsa dell’odiato centrodestra.
Il segretario generale, che si è fatto prorogare il mandato fino al dopo elezioni e potrebbe resterà in carica per tutto il 2027, ne è consapevole e punta innanzitutto a condizionare il programma del campo largo in fieri. Su cosa? Salari, Ucraina, sanità e tassazione a ricchi e super Paperoni.
Iniziamo dalla fine.
La patrimoniale è uno dei cavalli di battaglia di Landini & C. che hanno messo nero su bianco una proposta che colpisce mezzo milione di persone e prevede un’imposta annuale progressiva sulle ricchezze superiori a 2 milioni di euro. Si parte dall’1% e si arriva fino al 3,5% a seconda degli scaglioni.
CONTE ANNUNZIATA CALENDA LANDINI SCHLEIN FRATOIANNI rimini cgil
Ma non è questo il punto. Avs a parte, il Pd non si è mai espresso in modo chiaro, ha spesso nicchiato, ma senza sposare in toto l’introduzione di un nuovo contributo sul patrimonio.
Mentre Conte ha sempre evidenziato di aver preso in considerazione la tassa e di considerarla controproducente.
Cosa diranno adesso al compagno Maurizio? E cosa diranno al compagno Maurizio che insiste per aumentare le aliquote su rendita finanziaria (oggi è fissa al 26% e la Cgil la vorrebbe progressiva) e successione?
Capitolo salari: qui la faccenda si complica. La posizione di Landini sul salario minimo è più complessa di quello che potrebbe sembrare. Se parliamo di un titolo di giornale o di programma suona perfetto. Stabilire per legge che per ogni ora lavorata non si può guadagnare meno di 10 euro (la cifra è indicativa).
elly schlein giuseppe conte - foto lapresse
Ma poi ti devi scontrare con gli industriali che questa cifra devono sborsarla e con i quali a oggi la Cgil non intrattiene un cattivo rapporto, e soprattutto con la perdita di potere delle parti sociali che sono da sempre restie a mollare un grosso elemento di contrattazione.
Insomma, siamo pronti a scommettere che il titolo del salario minimo resterà centrale nell’agenda politica, ma poi quando si tratterà di metterlo a terra ci saranno delle sorprese.
(…)
Non si sa invece che una grossa fetta della Cgil è vicina Mosca e che vede come fumo negli occhi le sanzioni e l’invio di armi a Kiev. Insomma, ha una posizione più contiana che dem.
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