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SCHLEIN È COSTRETTA A SEGUIRE CONTE SULLA STRADA DELLA “DEMOCRAZIA DIRETTA” – IL PD APRE ALLA PROPOSTA DEL M5S PER LE PRIMARIE ONLINE PER IL CAMPO LARGO. IL CAPOGRUPPO DEM AL SENATO, FRANCESCO BOCCIA, OSTENTA SICUREZZA: “E CHE PROBLEMA C'È?” – MA LA MINORANZA RIFORMISTA TEME LE INGERENZE RUSSE NELLA VOTAZIONE VIA INTERNET. GRAZIANO DELRIO: “ABBIAMO VISTO L'IMPATTO CHE I FATTORI ESTERNI POSSONO AVERE SUI PROCESSI POLITICI DEMOCRATICI” – EPPURE NEL 2023, FU PROPRIO ELLY A CHIEDERE CHE FOSSE PERMESSO IL VOTO ONLINE ALLE PRIMARIE DEL PD IN CUI SCONFISSE BONACCINI…
Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”
Da ultimo l'ha ripetuto il capogruppo del M5S al Senato Luca Pirondini in un'intervista a Repubblica: «Primarie prima possibile, e anche online». Tradizione Rousseau in purezza. Il partito di Giuseppe Conte la considera una linea rossa.
E il Pd? Se la minoranza riformista teme le ingerenze esterne, o meglio «l'insalata russa», per dirla con la colorita immagine di Paolo Gentiloni, l'area più vicina alla segretaria Elly Schlein apre all'ipotesi: «E che problema c'è?», risponde il presidente dei senatori dem Francesco Boccia da Digithon, la manifestazione annuale sull'innovazione digitale che organizza a Bisceglie.
nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli
«Non c'è nessun rischio se si verifica l'identità di chi accede alla piattaforma e il voto viene autenticato con serietà da due o tre certificatori esterni per ogni candidato». Piccolo affondo per i colleghi: «Ha paura solo chi è rimasto alla calcolatrice, se lo dicessi ai ragazzi che ho qui intorno si metterebbero a ridere».
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Se i 5S pensano che il voto digitale porti acqua al mulino del leader Conte, tra i dem è forte l'idea che la struttura territoriale del Pd sia uno strumento di mobilitazione superiore a qualsiasi clic.
I dubbi, quindi, vengono dall'area più sensibile alla minaccia russa e alla sua tentacolare guerra ibrida.
Il senatore Graziano Delrio la mette così: «Non si può banalizzare il contesto in cui ci troviamo. Abbiamo visto, dalla Brexit in poi, l'impatto che i fattori esterni possono avere sui processi politici democratici». Tanto più alla luce della destinazione, rimarca l'ex ministro dei Trasporti: «In questo caso un processo democratico che, potenzialmente, guarda a Palazzo Chigi».
Il collega senatore Filippo Sensi, pur non volendo passare per "luddista" del voto online, pone la questione sotto forma di domanda: «Ma siamo davvero in grado di verificare le iscrizioni e controllare tutto con assoluta certezza? Le tecnicalità non sono irrilevanti nell'epoca dei bot russi».
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graziano delrio convegno comunita democratica foto lapresse
Nel 2023, fu proprio Schlein a chiedere che fosse permesso nelle primarie in cui sfidava Stefano Bonaccini. Ecco la (non ancora) segretaria a gennaio di quell'anno in un'intervista ad Avvenire: «La mia proposta sul voto online è complementare al voto nei gazebo, per dare uno strumento in più» contro «l'astensionismo».
Un ragionamento che i 5S sarebbero pronti a rinfacciarle. Alla fine, va detto, viste le resistenze dell'ala bonacciniana, il voto telematico fu limitato a una ristretta casistica: residenti all'estero o in montagna e persone impossibilitate a raggiungere i gazebo per malattia. Si pre-registrarono circa 2800 elettori. Una mini porziuncola del milione e passa che si espresse, in totale, ai gazebo.
ELLY SCHLEIN E FRANCESCO BOCCIA
[...] La consultazione digitale entrò anche nelle primarie per scegliere i candidati di Roma, Torino e Bologna cinque anni fa. Lo ricorda bene Donato Apollonio, l'ingegnere informatico che per dieci anni ha ricoperto il ruolo di responsabile nazionale della gestione dei dati del Pd, occupandosi del voto online sia nel 2021 che nel 2023.
«Quando l'abbiamo utilizzato, non ci sono state irregolarità. Si può fare, servono le competenze. Oggi è più semplice con la carta d'identità elettronica obbligatoria, noi siamo stati i primi a utilizzare lo Spid per l'autenticazione».
Un suggerimento per il futuro prossimo: «Per la vidimazione si può pensare a una società esterna, ma è più importante che si individui un soggetto garante di cui tutti si fidano per amministrare la piattaforma».
Giuseppe Conte Vladimir Putin 2
L'aggressività degli hacker russi, racconta, non è una novità: «Nel 2020 i database del partito furono sotto attacco per un mese ma riuscimmo a difenderci, alla fine si stancarono». [...]
francesco boccia elly schlein
graziano delrio convegno comunita democratica foto lapresse
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