DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI…
“LE DEMOCRAZIE MARCISCONO, NON ATTRAVERSO UNA IMPROVVISA TIRANNIA, MA CON LA NORMALIZZAZIONE DELLA CRUDELTÀ” – LO SCRITTORE SAFRAN FOER: “L’UCCISIONE DI CIVILI A MINNEAPOLIS DA PARTE DI AGENTI FEDERALI È TRATTATA COME TRAGICA MA INEVITABILE. QUEL LINGUAGGIO IN SÉ STESSO È UN CRIMINE. QUANDO LO STATO INIZIA A PARLARE IN QUESTO MODO, STA GIÀ PREPARANDO IL TERRENO PER VIOLENZE PEGGIORI. TRUMP GOVERNA CON L’INTIMIDAZIONE E I TEST DI FEDELTÀ - CI SONO SOLO DUE TRAIETTORIE. UNA PORTA ALL’ESCALATION: LA REPRESSIONE MASCHERATA DA AMMINISTRAZIONE E LA PROTESTA TRATTATA COME UNA INSURREZIONE - L’ALTRA STRADA RICHIEDE INDAGINI INDIPENDENTI E LIMITI ALLA FORZA FEDERALE - LA STORIA NON OFFRE RASSICURAZIONI SU QUALE STRADA PREVARRÀ. CI DICE SOLO CHE QUANDO FALLISCE, FALLISCE PERCHÉ TROPPE PERSONE HANNO ASPETTATO CHE LA MODERAZIONE SI MANIFESTASSE DA SOLA”
SAFRAN FOER - «COSÌ MARCISCE LA DEMOCRAZIA NON SO SE SOPRAVVIVEREMO ALL’EROSIONE DELLA COSCIENZA»
Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”
«Minneapolis non è un episodio, è una diagnosi. Quello che è successo là rivela la condizione dello Stato americano in questo momento: un governo sempre più disposto a esercitare forza letale senza giustificazione e poi a spiegare quella forza come se la spiegazione fosse un’assoluzione», dice al Corriere lo scrittore Jonathan Safran Foer, autore di romanzi, da Ogni cosa è illuminata a Eccomi […]
«È così che le democrazie marciscono, non attraverso una improvvisa tirannia, ma attraverso la normalizzazione della crudeltà. L’uccisione di civili da parte di agenti federali è trattata come deplorevole ma accettabile, tragica ma inevitabile. Quel linguaggio in sé stesso è un crimine. Quando lo Stato inizia a parlare in questo modo, sta già preparando il terreno per violenze peggiori. La Storia ha insegnato all’Europa questa lezione ad un grande prezzo. L’America ora rifiuta di impararla».
I repubblicani possono spingere Trump in una direzione migliore? Gli alleati lo hanno convinto sulla Groenlandia.
LA RICOSTRUZIONE DELL OMICIDIO DI ALEX PRETTI A MINNEAPOLIS
«[…] Trump non governa con la persuasione o la deliberazione, ma attraverso lo spettacolo, l’intimidazione, i test di fedeltà. Gli alleati repubblicani che adesso esprimono “preoccupazione” non stanno resistendo al potere, stanno negoziando la loro prossimità ad esso. I sistemi autoritari non si correggono dall’interno.
Vanno in ritirata solo sotto pressione e spesso solo temporaneamente. Il paragone con la Groenlandia è rivelatore precisamente perché banalizza ciò che è in ballo. La Groenlandia era un teatro. Minneapolis è una fossa comune in divenire se questa logica continua. Se i leader repubblicani volessero alterare il corso degli eventi, chiederebbero limiti al potere esecutivo, anziché aggiustamenti di tono. Accetterebbero il rischio politico. Pochi finora hanno mostrato di averne il coraggio».
L UCCISIONE DI ALEX PRETTI DA PARTE DEGLI AGENTI DELL ICE A MINNEAPOLIS
Secondo lei il rischio di perdere sostenitori ha una influenza su Trump? Una settimana fa ha detto in conferenza stampa che era dispiaciuto per la morte di Renee Good ma si era sentito ancora più triste dopo aver saputo che il padre della donna era un suo sostenitore.
«La dichiarazione di Trump espone una brutale verità: l’empatia, nella sua visione del mondo, è subordinata a certe condizioni. Le vite non hanno lo stesso valore, il loro peso dipende dalla fedeltà. Questo non è un problema personale, è l’architettura morale del populismo autoritario. I cittadini sono divisi in “nostri” e “loro”. Il dolore diventa negoziabile. La giustizia diventa transazionale. Un leader che governa in questo modo può cambiare tattica per mantenere il potere ma non cambierà mai direzione. La coscienza non è parte di questa equazione».
AGENTE ICE CON UNO STRAPPO SUI PANTALONI
C’è chi suggerisce che ci stiamo avvicinando a una guerra civile. Qual è la sua opinione sull’uso del termine in questo contesto?
«L’espressione “guerra civile” rischia d’essere melodrammatica, ma escluderla completamente sarebbe un errore. L’America non è sull’orlo di campi armati che si affrontano sulla linea di battaglia, ma è già coinvolta in una guerra interna sulla realtà, sulla dignità, sull’appartenenza. Le guerre civili iniziano molto prima che venga sparato il primo colpo, iniziano quando in una società non c’è più accordo sul valore della vita umana, quando la violenza è giustificata presumibilmente nella difesa dell’ordine e quando il linguaggio diventa un’arma per far sembrare la crudeltà necessaria. In questo senso, la guerra è già cominciata, non nelle strade ma nell’immaginazione morale».
alex pretti fermato dall ice a minneapolis
Cosa succede dopo?
«Ci sono solo due traiettorie. Una porta verso l’escalation: la repressione mascherata da amministrazione governativa, la protesta trattata come una insurrezione e il lento svuotamento delle istituzioni democratiche finché ne rimangono solo i simboli. Questa strada non sempre porta alla guerra civile aperta, più spesso finisce nell’intorpidimento, nella paura e in una democrazia che esiste solo nominalmente.
L’altra strada richiede la capacità di rendere conto in modo così reale che sarebbe doloroso: indagini indipendenti, limiti significativi alla forza federale e abbandono della politica di de-umanizzazione. Richiederebbe che gli americani respingessero il conforto di facili nemici e affrontassero la violenza incorporata dai loro stessi sistemi. La Storia non offre rassicurazioni su quale strada prevarrà. Ci dice solo che quando fallisce, fallisce perché troppe persone hanno aspettato che la moderazione si manifestasse da sola. In America la crisi non è di polarizzazione, è una crisi di legittimità morale […]».
agenti dell ice accerchiano e uccidono alex pretti a minneapolis 1
agenti dell ice sparano a un uomo a minneapolis 1
agenti dell ice sparano a un uomo a minneapolis 2
bambina di 2 anni arrestata dagli agenti dell ice a minneapolis
MINNEAPOLIS - FOTO RITOCCATA DELLA DONNA ARRESTATA IN CHIESA
MINNEAPOLIS - GLI AGENTI DELL ICE PRENDONO IN CUSTODIA UN BAMBINO DI 5 ANNI
agenti dell ice sparano a un uomo a minneapolis 3
AGENTI DELL ICE A MINNEAPOLIS
AGENTI DELL ICE A MINNEAPOLIS
agenti dell ice sparano a un uomo a minneapolis 4
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