IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT…
“SIAMO PRONTI A NEGOZIATI OVUNQUE IN QUALSIASI FORMATO. CIO’ CHE CONTA E’ LA PACE” – ZELENSKY SPIEGA COME I CANALI DI TRATTATIVA CON WASHINGTON PER UNA PACE CON MOSCA RESTINO APERTI, NONOSTANTE IL PROVVEDIMENTO PRESO DA TRUMP A FAVORE DI PUTIN: “NOI CONTIAMO SUL FATTO CHE SARÀ ESERCITATA MAGGIORE PRESSIONE SUL CREMLINO E NON SU DI NOI. ALTRIMENTI, SAREBBE SEMPLICEMENTE INGIUSTO” – LA SCOMMESSA DEL LEADER UCRAINO E’ CHE ANCHE STAVOLTA L'ATTACCO DI TRUMP GLI SI RITORCERÀ CONTRO. A GIUDICARE DAL FATTO CHE IL TYCOON IERI HA NEGATO LA SUA RESPONSABILITÀ NEL RICATTO DI STARLINK, POTREBBE AVER GIÀ COMPRESO CHE L'OPINIONE PUBBLICA AMERICANA NON HA GRADITO LA SUA SVOLTA VERSO IL CREMLINO…
volodymyr zelensky donald trump
Questa mattina, rispondendo in una chat con altri giornalisti a una domanda del Corriere della Sera sui prossimi passi diplomatici dopo il blocco Usa delle sanzioni alla Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha spiegato come i canali di trattativa con Washington per una pace con Mosca restino aperti, nonostante il provvedimento preso da Donald Trump a favore del presidente russo Vladimir Putin: «La piattaforma americana secondo me funzionerà. Noi contiamo sul fatto che sarà esercitata maggiore pressione su Putin e non su di noi. Altrimenti, sarebbe semplicemente ingiusto».
Il presidente ucraino, sempre rispondendo al Corriere della Sera, ha poi aggiunto: «Per quanto riguarda i nostri incontri con la parte americana, come ho già detto, contiamo di incontrarci e siamo pronti a farlo in Ucraina, in Europa, dove preferiscono e come loro preferiscono. Se vogliono che sia negli Stati Uniti, che ci invitino e noi saremo pronti. Siamo pronti ai negoziati ovunque e in qualsiasi formato: a tre, a due, a quattro, a cinque o più; non importa, ciò che conta è la pace. (...)
E sulla posizione dell'Europa? «Inoltre, credo che sia assolutamente necessario che gli europei abbiano un proprio percorso e una propria direzione riguardo ai negoziati con la Russia. E questo è normale. Ritengo che sia giusto. (..)
vladimir putin donald trump volodymyr zelensky
ZELENSKY
Anna Zafesova per la Stampa - Estratti
Il sorriso ironico con il quale Volodymyr Zelensky risponde al cronista che gli domanda se lui è il "capro espiatorio" di Donald Trump sembra quasi mettere la parola "fine", non solo alla pazienza del leader ucraino, ma anche all'ormai lunga storia della sua tormentata relazione con il capo della Casa Bianca.
(...)
TERRE DI MEZZO - MEME BY EMILIANO CARLI
Eppure, non solo ironizza apertamente su Trump s lo accusa di essersi di fatto alleato con Vladimir Putin. Quando al Consiglio Europeo auspica un mondo nel quale «un solo uomo malato non abbia la possibilità di lanciare una guerra, uccidere e mentire quanto vuole pur di restare al potere a vita», è difficile non sovrapporre questo identikit non soltanto al dittatore russo. E quando ringrazia per la solidarietà il popolo americano e promette che «presto dirà la sua parola», è una allusione più che evidente al voto del MidTerm.
volodymyr zelensky donald trump
Una sfida che Trump difficilmente perdonerà, e che può essere spiegata soltanto in due modi: o Zelensky sfoggia il coraggio della disperazione, oppure si fida degli alleati europei, con i quali si è consultato nei due giorni precedenti, e scommette che anche stavolta l'attacco di Trump gli si ritorcerà contro.
A giudicare dal fatto che il tycoon ieri ha negato la sua responsabilità nel ricatto di Starlink, potrebbe aver già compreso che l'opinione pubblica americana non ha gradito la sua svolta verso il Cremlino. Anche perché in cambio non ha ottenuto molto: proprio ieri Putin è apparso in Tv ordinando ai suoi generali di «estendere i massicci attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine», e annunciando che non intende più discutere la restituzione delle "zone di sicurezza" nei territori ucraini di confine, che prima proponeva di barattare con il Donbas.
Il leader russo dunque alza la posta, e non concede molto nemmeno al papa Leone XIV, che ieri ha telefonato a Putin dall'ospedale per chiedergli una tregua umanitaria per gli abitanti del villaggio ucraino Oleshki, bloccati dalle truppe russe. Un'occasione diplomatica unica per mostrarsi aperto al dialogo, ma l'ufficio stampa del Cremlino sostiene che – dopo aver fatto al pontefice auguri di pronta guarigione – Putin gli avrebbe «esposto in modo esauriente le responsabilità della parte ucraina», concedendo soltanto una vaga "cooperazione" rispetto agli eventuali aiuti inviati dalla Santa Sede.
VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN
volodymyr zelensky e donald trump alla casa bianca
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