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Aline Arlettaz per “la Stampa”
Questa è la storia di una città francese ormai gestita dal Fronte Nazionale di Marine Le Pen, un partito che non cessa di progredire e le cui idee si diffondono sempre più tra la popolazione francese. Lo scorso marzo, Fabien Engelmann è stato eletto sindaco di Hayange, in Lorena. A soli 36 anni, ha permesso al suo partito di dirigere per la prima volta un comune della vallée de la Fensch caratterizzato fino a un passato recente dalla siderurgia e dall’attività del bacino minerario.
La chiusura degli alti forni di Florange nel 2013, una disoccupazione che non cessa di aumentare e una campagna di accesso basata sulla sicurezza e il rifiuto della politica condotta dal governo socialista, hanno permesso l’avanzata del Fronte Nazionale in questa regione in cui l’immigrazione italiana ha avuto grande rilievo.
Il percorso di Fabien Engelmann è singolare. È stato in primo luogo un militante di estrema sinistra e un sindacalista prima di aderire nel 2011 all’Fn e di diventare consigliere politico al dialogo sociale di Marine Le Pen. Quest’ultima intende dimostrare che il suo partito è capace di gestire in maniera ottimale le diverse città conquistate la scorsa primavera, e quindi di governare un giorno il Paese.
Ma intanto il Sig. Engelmann suscita accese polemiche. Per esempio perché ha deciso di ridipingere di blu una scultura dell’artista Alain Mila senza averne prima informato l’interessato. La ragione addotta dal comune? Vivacizzare una città dal sedicente aspetto lugubre.
Ma si era dimenticato un piccolo dettaglio: la violazione dei diritti morali e di proprietà intellettuale. Qualche mese dopo, ha fatto ridipingere in blu, bianco e rosso i vagoncini delle miniere, vestigia della storia industriale di questa valle che annovera non meno di sedici nazionalità diverse di immigrati. Il Signor Monsieur Wobedo dell’associazione «Plus belle ma ville» (Abbelliamo la città) non riesce a darsi pace.
«Vi rendete conto, è come rinnegare la nostra storia». E a proposito della sagra del maiale organizzata dal sindaco la scorsa domenica con l’obiettivo di opporsi all’«islamizzazione» della Francia aggiunge: «C’erano abitanti di Hayange. I partecipanti sono stati soprattutto gli abitanti delle città e delle regioni limitrofe e i componenti di alcuni gruppuscoli di estrema destra. Questa manifestazione è stata organizzata a discapito degli eventi musicali di Hayange che riscuotevano invece grande successo. Il comune invitava ogni anno alcuni solisti della Scala di Milano».
Le provocazioni del sindaco non finiscono qui. Qualche settimana fa il Signor Nourredine Belkacem, macellaio «halal», ha ricevuto una notifica che gli ingiungeva di chiudere il proprio negozio la domenica onde evitare procedimenti penali e che l’incoraggiava a vendere carne tradizionale.
Le associazioni culturali cittadine si sono viste ridurre il budget della metà o sono state private dei fondi come nel caso di quelli destinati a un corso di danza orientale. Il consiglio comunale ha deciso di intitolare una via a Brigitte Bardot, non per il suo talento di attrice o per la lotta a favore degli animali, ma per il suo sostegno all’Fn. Ironia della sorte, si troverà tra la via Jean Ferrat (un cantante francese comunista) e la via Louis de Funès (il grande attore comico francese) in attesa della via Alain Delon.
Ma l’azione del sindaco rischia di arrestarsi nel prossimo futuro. Uno dei suoi assistenti, da lui destituito di recente, ha denunciato i suoi metodi autoritari e ha reso pubblici i conti della campagna di Fabien Engelmann che sarebbero fraudolenti. Ora il sindaco rischia di finire in tribunale e di ricevere la notifica dell’invalidazione della sua elezione.
Sembra anche che ormai sia sempre più emarginato all’interno del Fronte Nazionale: lo dimostra il fatto che non è stato invitato in occasione dell’università estiva del partito. Ma a questo punto si pone una questione di fondo: qual è il vero volto del Fronte Nazionale? Quello di Marine Le Pen che cerca di convincere del proprio senso di responsabilità? O quello di Fabien Engelmann che persegue una tradizione di estrema destra obsoleta e aggressiva? A Hayange, se lo chiedono in molti.
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